In Colombia, l'ideale e la realtà di un'università indipendente sono sempre più sotto attacco. Le università si trovano ad affrontare l'intervento militare e paramilitare, insegnanti e studenti sono stati uccisi e minacciati.

E' in questo contesto che il professor Renan Vega, docente e ricercatore presso l'Università Pedagogica Nazionale, ha subito negli ultimi mesi, una campagna diffamatoria promossa all'interno dell'università e con la complicità silenziosa delle autorità. Va segnalato anche, che questi attacchi e minacce sono il risultato di un importante ciclo di lotta e mobilitazione di insegnanti e studenti contro la privatizzazione dell'università pubblica, e dopo la costituzione dell'Associazione sindacale dei Docenti Universitari (ASPU) all'Università Pedagogica Nazionale.
In risposta a queste pressioni, gli accademici colombiani, con il sostegno di studiosi stranieri, hanno organizzato una serie di eventi lo scorso 9 e 10 maggio nelle principali università colombiane per difendere il pensiero critico e rendere omaggio al contributo di Renan Vega alla storia sociale e all'Accademia colombiana. In quei giorni furono molte le voci sollevate per riconoscere il prezioso contributo del professor Renan Vega Cantor alle scienze sociali e storiche, sostenendo la sua eccellenza accademica, che lo ha reso degno del prestigioso premio "Libertador", ma anche il suo impegno nel mettere questa sua conoscenza al servizio degli oppressi, portandola nelle aule e nei quartieri popolari.
Oggi alziamo la nostra voce per denunciare il fatto che il professor Renan Vega ha dovuto lasciare l'Università Pedagogica a causa del deterioramento della situazione e l'escalation della campagna contro di lui, che include anche minacce dirette contro la sua vita.
Il suo esilio forzato è un attacco vergognoso alla libertà accademica e contro la possibilità di pensiero critico, ed è anche la perpetuazione di una sporca guerra antisindacale che ha portato a l'assassinio di migliaia di insegnanti colombiani.
In Colombia l'attentato alla vita di un insegnante o di uno studente da parte di "forze oscure" che raramente finiscono per essere identificate e perseguite, comincia quasi sempre con un'accusa lanciata da enti pubblici "rispettabili".
Esprimiamo la nostra solidarietà al professor Renan Vega e chiediamo alle autorità una decisa azione per garantire che le università colombiane siano centri di studio e di libero scambio di idee, e che smettano di essere scenari di persecuzione, stigmatizzazione e sterminio del pensiero critico.
Chiediamo l'immediato ripristino delle condizioni che permettano il ritorno del professor Renan Vega al suo posto di docente presso l'Università Pedagogica Nazionale, con garanzie per la sua integrità e per il suo pieno esercizio della libertà accademica.
Prime firme
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