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 19/05/2013 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 USA & CANADA 
USA & CANADA / La tragedia di Sandy Hook: le sue radici affondano ben oltre al problema delle armi
Date of publication at Tlaxcala: 25/12/2012
Original: Sandy Hook tragedy: Its roots go deeper than guns
Translations available: Español 

La tragedia di Sandy Hook: le sue radici affondano ben oltre al problema delle armi

Larry Hales

Translated by  Curzio Bettio

 

La maggior parte delle persone trovano inconcepibile che qualcuno possa deliberatamente far del male a un bambino. In realtà, molti dovrebbero avere la stessa reazione di fronte alla cinica noncuranza che pone una giovane vita in condizioni di pericolo.

Così, quando le notizie della sparatoria recente nella scuola elementare Sandy Hook a Newtown, Connecticut, hanno iniziato a diffondersi, non c’è dubbio che la prima reazione, in particolare quella dei genitori, è stata di sconvolgimento.
A dei bambini piccoli di età compresa tra 6 e 7 anni, che stavano appena assumendo consapevolezza del mondo che li circondava, gli sguardi raggianti, apparentemente privi di una qualsiasi effettiva possibilità di difesa perché ogni difesa andava al di là della loro portata, i loro occhi si sono spenti.
È stato senza senso, quasi inimmaginabile, ma è accaduto - 20 giovani vite strappate insieme a quelle di sei educatori e amministratori. La madre del presunto sparatore, che veniva trovata nel suo letto, ancora in pigiama, colpita quattro volte. E lo stesso tiratore, solo ventenne, morto, un suicidio evidente. Tutto è andato, cancellato!
Non dovrebbe essere successo, ma è avvenuto e avviene.

"Perché?"- Disegno di Steve Nease, Oakville Beaver , Oakville Ontario, Canada, dopo il massacro in Virginia nel 2007

La sparatoria alla Sandy Hook del 14 dicembre viene definita come il secondo più grande massacro in una scuola, dopo la sparatoria al Politecnico della Virginia nel 2007. Non si è trattato di un evento isolato in questo paese. Nemmeno nel corso di quest’anno.
Anche se sembra di molto tempo fa, perché i media hanno smesso di parlarne, la strage al cinema teatro Century al centro commerciale di Aurora vicino a Denver, Colorado, è avvenuta proprio nel mese di luglio di quest’anno.
 
[N.d.tr.: Il 20 luglio 2012 James Holmes, ex dottorando di neuroscienze 24enne, ha aperto il fuoco durante la proiezione della prima del film “Il cavaliere oscuro - Il ritorno”. L’attacco è avvenuto nella Sala 9 del cinema multisala “Century 16 Movie Theater”, adiacente il centro commerciale di Aurora. Il killer è entrato nella sala attraverso la porta d’emergenza indossando una maschera antigas, un giubbotto antiproiettile, con portamunizioni ed equipaggiamento balistico, e ha lanciato del gas lacrimogeno prima di aprire il fuoco, uccidendo 12 persone e ferendone 58.
Il capo della polizia di Aurora, Dan Oates, ha affermato che il massacratore aveva usato un fucile semi-automatico tipo AR-15 in calibro .223_Remington, un fucile a canna liscia della Remington Arms modello 870 in calibro 12, ed una pistola Glock modello 22 in calibro .40 S&W.]
 
In totale, nel 2012 negli Stati Uniti sono state registrate più di una dozzina di stragi con uso di armi da fuoco. 
Per alcune, come ad esempio per quella ad Oak Creek, Wisconsin, dove un sostenitore della supremazia dei bianchi è entrato in un tempio Sikh e ha ammazzato sette persone, i motivi sono chiari. Per altre, come per la strage di Aurora e per quest’ultimo massacro di Sandy Hook, non sembra esistere alcuna ragione che possa aver indotto il presunto sparatore ad uccidere.
Come ad Aurora con James Holmes, i media hanno ritratto Adam Lanza, di 20 anni, maschio, bianco, sospettato di aver commesso gli omicidi a Sandy Hook, come un solitario terrorista armato molto intelligente benché disturbato. Si dice che avesse pochi amici, pochi rapporti con la gente, tenuto piuttosto a distanza da suo fratello maggiore, con cui tendeva ad identificarsi.
Amici di Nancy Lanza, la madre di Adam, affermano che lei raramente entrava nei dettagli circa i suoi problemi con il figlio.
Secondo un ex consigliere, Richard Novia, che era stato anche responsabile della sicurezza del distretto scolastico fino al 2008, Adam veniva caratterizzato come un individuo privo di emozioni, indifferente al dolore fisico. Il fratello maggiore di Adam, Ryan, sottolinea come Adam soffrisse di un disturbo della personalità, forse della sindrome di Asperger. Ma gli esperti dichiarano che questo in alcun modo lo avrebbe predisposto ad una violenza premeditata.
Adam era stato rimosso da scuola per un breve periodo di tempo e scolarizzato in casa. Secondo i funzionari scolastici, gli era stato assegnato uno psicologo. La zia, Marsha Lanza, ricorda la madre di Adam alle prese con la scuola per assicurarsi che il figlio ricevesse i servizi di cui aveva bisogno.
Nancy Lanza, la madre, era anche colei che aveva insegnato ad Adam a sparare. Complessivamente, deteneva una dozzina di armi e veniva descritta come una che si addestrava alla sopravvivenza con una personalità estroversa.
Dopo non essere riuscito ad acquistare un fucile due giorni prima della sparatoria a scuola, alla fine Adam ha utilizzato molte delle armi che sua madre teneva in casa.
 

"L'America reagisce"

Le cause alla radice

Può essere che tutto si riduca a questo? Al controllo delle armi? Il cuore del problema sta solo nel fatto che il giovane aveva accesso a così tante armi da fuoco? O vi è qualcosa di più profondo? Che cosa avrebbe condotto una persona così giovane a commettere un atto tanto atroce?
Le cause alla radice di un tale atto emergono dalle contraddizioni fondamentali della società moderna, in particolare da questa situazione congiunturale della storia e dell’economia politica degli Stati Uniti. La politica e le sovrastrutture sono determinate sulla base dell’economia.
Inoltre, si deve sottolineare la pura ipocrisia nella narrazione dei media mainstream e dei politici, che accorrono ad esprimere il cordoglio alle famiglie che soffrono.
La vita è preziosa e la vita di un giovane ancora di più. La maggior parte della gente pensa ad una giovane vita come traboccante di potenzialità. Naturalmente, alcuni, a causa delle loro condizioni materiali, del loro status, nazionalità ed espressione di genere, hanno più possibilità a disposizione. Ma le cose cambiano. Dove c’è vita, c’è la possibilità di un cambiamento. I giovani che hanno perso la loro vita avrebbe potuto essere attori nel rendere il mondo un posto migliore.
 
Quando il presidente Obama ha espresso il suo cordoglio, e ha parlato della necessità di diventare responsabili degli altri bambini come dei propri, e di offrire ai bambini la possibilità di vivere la loro vita in felicità, egli non ha considerato i bambini del Pakistan che hanno perso la vita a causa di attacchi dei droni statunitensi.
Il presidente non ha preso in considerazione i bambini di Gaza, morti sotto le bombe sganciate da Israele ma finanziate dagli Stati Uniti, nemmeno i bambini in Iraq o tantomeno i bambini che nel mondo soffrono a causa delle politiche di guerra e dello strangolamento economico prodotto dagli Stati Uniti.
Egli non può aver pensato ai milioni di persone che muoiono di fame ogni anno a causa della destabilizzazione neoliberista delle economie dei paesi sottosviluppati.
Probabilmente Obama non ha fatto riferimento ai figli di genitori deportati.
O a Trayvon Martin (un giovane afroamericano 17enne ucciso da un poliziotto in Florida) o a Jordan Davis (adolescente di colore che abitava a Jacksonville, in Florida, a causa di una lite scoppiata per una radio tenuta a volume alto veniva colpito a morte da svariati colpi di arma da fuoco, sparati da un uomo di 45 anni) o ai figli e ai nipoti di Anthony Anderson, che è stato ucciso dalla polizia di Baltimora.
Probabilmente, il presidente non ha sentito mai parlare di Ramarley Graham o di molti altri, le cui vite sono state troncate dalla brutalità della polizia. O non conosce il nome di quelli che muoiono per mancanza di assistenza sanitaria, o che sono vittime di tracolli a causa di una rete di sicurezza sociale che sta scomparendo.
I media non fanno menzione alcuna di tutto questo.
Certamente, però, la vita di un bambino palestinese non vale meno di quella di uno dei bambini uccisi nella scuola elementare Sandy Hook.
Eppure, il fatto che sembri avere maggior valore la vita di uno rispetto a quella di un altro, e che i media e i politici possano parlare mediante generalizzazioni e luoghicomuni su quanto preziosa sia una giovane vita, mentre perseguono e attuano politiche che conducono alla sofferenza di centinaia di milioni di persone, basta questo a portarci al nocciolo della questione.
Adam Lanza non è stato allevato dietro un guscio impenetrabile, che abbia o no sofferto di qualche disturbo della personalità. Le sue azioni e l’atto finale di cui viene sospettato è avvenuto all’interno di un contesto sociale.
 

Secoli di cultura delle armi

Infatti, in questo contesto esiste la cultura delle armi!
Comunque, le persone che discutono sul controllo delle armi sono alla ricerca di cambiamenti nel corpo giuridico, per leggi che dovrebbero rendere più difficile l’acquisto o la detenzione di armi.
La “National Rifle Association”, l’Associazione nazionale dei costruttori di armi, punta milioni di dollari ogni anno sul lobbismo, insieme ai “Gun Owners of America”, organizzazione dei possessori di armi da fuoco, e di altre organizzazioni consimili.
I produttori di armi hanno fatto profitti record.
La “Sturm Ruger” e la “Smith & Wesson”, che rappresentano il 30 per cento del mercato delle pistole negli Stati Uniti, hanno visto le loro vendite spiccare il volo negli ultimi anni. Le armi rappresentano per l’industria manifatturiera profitti pari a 4,1 miliardi di dollari.
Questa cifra riguarda solo il settore industriale delle armi da fuoco per uso personale, non i grandi produttori di armi come la General Electric, General Dynamics, Northrop Grumman, Lockheed Martin, o le altre imprese che ricevono decine di miliardi di dollari l’anno dal governo federale.
La cultura delle armi è più di questo, però!
 
Gli Stati Uniti sono stati costruiti sequestrando la terra, terra che è stata rubata con la forza agli abitanti originari, che sono poi stati massacrati - bambini, donne e uomini. Intere nazioni sono scomparse, fatte fuori e massacrate con l’uso di ogni tipo di arma, non ultimo con l’uso di forme primitive di guerra biologica, in cui sono stati utilizzati materiali infetti per introdurre malattie estranee ai popoli indigeni.
La schiavitù è stata tenuta in vita con le armi e la violenza brutale, e si è assistito alla nascita della prima forza di polizia normalizzata, i cacciatori di schiavi.
Fino ad oggi, è stata la violenza che ha mantenuto l’egemonia politica ed economica degli Stati Uniti sulla maggior parte del mondo.
Il predominio degli Stati Uniti è al servizio di una piccola classe che deve le sue origini alla fondazione degli Stati Uniti e al capitalismo.
Gli Stati Uniti e l’Europa occidentale devono la loro ricchezza, non all’abilità e alla supremazia inventiva dei popoli dei rispettivi paesi, ma ad una evidente aggressività, al furto, alla schiavitù, allo stupro e al genocidio.
Come Walter Rodney ha scritto in “How Europe Underdeveloped Africa - Come l’Europa è responsabile del sottosviluppo dell’Africa”:
“Lo sviluppo dell’Europa fa parte dello stesso processo dialettico per cui l’Africa è stata sottosviluppata.”
Si può affermare lo stesso per gli Stati Uniti, per quanto riguarda il resto del pianeta.
Questo è perché la cultura delle armi, una cultura della violenza, è venuta in essere. Si tratta di un mero riflesso dell’attuale ordine sociale mondiale.

Violenza, privilegio ed alienazione

Questo è il contesto in cui Adam Lanza è cresciuto – un ambiente fatto di violenza, privilegio e anche di una profonda incoerente alienazione.
Anche Lanza poteva essere circondato da orpelli materiali, da cose che la stragrande maggioranza delle persone sul pianeta non potrà mai vedere, tuttavia così si crea un vuoto profondo, solo per possedere queste cose.
La società capitalista sollecita l’individualismo, la competizione per la sopravvivenza. Nella moderna società statunitense le persone sono alienate dal risultato del loro lavoro e da quello degli altri. La cultura consumistica, che così tanto stigmatizzata dalle riviste liberali, è una manifestazione dell’alienzaione nella moderna società capitalistica, che fa parte della cultura decadente che si sviluppa e si radica sempre più, di generazione in generazione.
 
Il biasimo e la responsabilità sono stati riposti sulle armi. Si sono invocate leggi sul controllo delle armi sempre più rigorose, affidando però il monopolio della violenza alla polizia, per tenere salde le attuali relazioni sociali. Ma le ragioni effettive dell’aumento di questo tipo di istanze e la difficile situazione dei giovani condizionano l’ordine sociale.
Forse le famiglie dei bambini morti a Sandy Hook non potranno mai trovare una vera consolazione, la loro ferita non si rimarginerà mai. Come potranno farlo, quando passeranno i compleanni e le voci dei loro giovani preziosi non potranno più essere ascoltate e tutto il loro potenziale non si realizzerà mai?
L’analisi scientifica a volte può sembrare insensibile, ma nel cuore di un rivoluzionario sta il desiderio di cambiare il mondo, di vedere il vecchio ordine strappato via da qualcosa di meglio, di più umano, che si fondi sul principio che nella società ad ognuno venga assicurato il necessario e il giusto.
L’unico modo per iniziare ad affrontare una tragedia come il massacro di Sandy Hook è quello di analizzare i problemi fondamentali che esistono.
In ultima analisi, è al sistema capitalista che bisogna addossare le colpe. Finché esisterà questo sistema, la vita dei bambini sarà a rischio, che si tratti di pericolo per violenze, fame, abbandono o disastri causati dal riscaldamento globale.
Il tutto è radicato in un sistema che è completamente da buttare!





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://www.workers.org/2012/12/19/sandy-hook-tragedy-its-roots-go-deeper-than-guns/
Publication date of original article: 19/12/2012
URL of this page: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=8866

 

Tags: Massacro di Sandy HookCultura delle armiViolenzaAlienazioneStati Uniti d'America
 

 
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