I dipendenti dello stabilimento egiziano dell’industria di pneumatici “Pirelli”, sito ad Alessandria d’Egitto, sono in sciopero a causa del rifiuto, da parte dei vertici dell’azienda, di rendere effettivi gli accordi ratificati in presenza delle forze armate e della noncuranza dimostrata nei confronti delle leggi sui diritti dei lavoratori.
La Pirelli, sita al Km 36 della strada del deserto Al-Nahda che va dal Cairo ad Alessandria, accanto alla società petrolchimica, è presente in molti paesi del mondo tra cui Turchia, Grecia, Italia, Romania e Brasile.
Il Comitato Sindacale dei dipendenti della Pirelli, che è affiliato al Sindacato Generale del Settore Chimico, membro dell’Unione dei Lavoratori Egiziani, aveva provato a seguire la difficile prassi statuita dalle leggi per il diritto allo sciopero. Il 29 maggio 2012 il Comitato Sindacale aveva inviato infatti una comunicazione al Ministro del Lavoro, al Direttore del Consiglio di Amministrazione per il Collocamento di Alessandria, al Direttore Esecutivo della Pirelli ed al Sindacato Generale del Settore Chimico, dove dichiarava l’intenzione di scioperare il 10 Giugno e contestualmente chiedeva alla Pirelli la risoluzione anticipata delle controversie.
Gli scioperanti davanti al Consolato d'Italia ad Alessandria
I motivi della protesta riguardano:
1 - La violazione, da parte della società Pirelli, dell’articolo 85 della Legge sul Lavoro (n. 12/2003), riguardante le modalità di retribuzione delle ore di straordinario, il cui compenso è calcolato sul salario di base e non su quello totale come prevede la legge.
2 - La violazione, da parte della società, del regolamento sugli incentivi di produzione, che prevede una riduzione dell’incentivo pari al 10% per ogni 0,1% di prodotto danneggiato, qualora il danno da produzione ecceda il 2%; sennonché la società applica la riduzione già a partire da una percentuale di danno pari all’1,4%.
3 - L’inadempimento, da parte della società, della Convenzione Nazionale del Lavoro stipulata tra dipendenti e datori di lavoro: sebbene la Convenzione preveda, per l’anno 2011, il versamento dell’indennità riservata ai lavoratori, commisurata alla retribuzione di base, senza limite minimo né massimo, la direzione della società ha calcolato l’indennità sul valore del salario soggetto alla liquidazione, significativamente inferiore.
4 - La violazione, da parte della società, della Convenzione Nazionale del Lavoro, ratificata alla presenza delle forze armate nel mese di febbraio 2011, dopo un sit-in dei dipendenti. In particolar modo, l’inosservanza della clausola che prevede il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nelle decisioni riguardanti i servizi, tra cui ristoranti, cure mediche, trasporti, incentivi...
5 - La modifica arbitraria del Regolamento tramite la riprogrammazione degli stipendi, senza l’approvazione da parte dell’autorità amministrativa competente.
6 - La mancata applicazione del diritto dei lavoratori alla partecipazione agli utili dell’azienda per il 10% dei profitti: per l’anno 2011, sebbene il netto dei profitti della società ammontasse a 130 milioni di lire egiziane [=17,5 millioni di euro], la Pirelli ha versato solo 9 milioni ai dipendenti, contro i 13 milioni previsti.
7 - Il disimpegno, nell’ambito della responsabilità sociale, da parte della Pirelli quanto alle questioni di assistenza sociale e sanitaria dei lavoratori e delle loro famiglie, alla disattenzione verso la percentuale di inflazione e l’aumento dei prezzi, contrariamente alle pratiche adottate dalla stessa società in altri paesi...

" In questo momento in tutti i saloni espositivi: il Vampiro Pirelli Egitto"
A partire dallo stesso giorno dell’invio della comunicazione da parte del Comitato Sindacale dei dipendenti, la Pirelli ha cominciato a interrompere l’erogazione di vapore ed elettricità ai macchinari e a bloccare l’accesso alle operazioni di manutenzione per le caldaie e le centrali elettriche, denunciando i dipendenti ed il loro Comitato Sindacale alla polizia per improduttività e istigazione allo sciopero. Da parte loro, i dipendenti hanno redatto un rapporto dove attribuivano la responsabilità della sospensione dei lavori alla direzione della società, dimostrando di aver comunque provveduto alla manutenzione.

Sono pronto a chiedere il divorzio alla madre dei miei figli
ma non lascerò cadere i miei compagni.
Operaio Pirelli
La Pirelli ha rifiutato di negoziare con i dipendenti, ed il Ministro del Lavoro non ha nemmeno replicato alla comunicazione del Comitato Sindacale. Soltanto il Sindacato Generale ha risposto il 9 giugno, esprimendo il proprio consenso.
Dal 10 giugno i dipendenti sono in sciopero e la direzione della Pirelli continua a negare la negoziazione, chiedendo al contrario la cessazione dello sciopero per procedere alla valutazione delle istanze.
I lavoratori della società alessandrina e con essi l’Unione Egiziana dei Sindacati Indipendenti (EFITU), si domandano se un’azienda che investe e guadagna milioni di lire egiziane sul suolo egiziano ma che poi non tiene in alcun conto le leggi e i diritti dei lavoratori egiziani, osa infrangere le leggi e rubare i diritti dei lavoratori in qualsiasi altro Stato.
Confermiamo di aver sentito avanzare minacce ed emanare disposizioni in base alle quali si citeranno in giudizio i manifestanti qualora continuino a resistere e a reclamare i loro diritti rubati.
Rivendicazioni dei dipendenti:
ritiro delle accuse
responsabilità sociale
applicazione degli accordi sui salari
partecipazione ai benefici
rispetto delle convenzioni collettive.
I dipendenti della Pirelli Alessandria
Prima di ricorrere alla sospensione della produzione, i fautori delle rivendicazioni si sono riuniti, hanno negoziato e redatto gli accordi che sono stati violati dalla società. Successivamente hanno ripresentato le loro richieste ma non è stata data loro alcuna possibilità. Perfino il Sindacato Generale del Settore Chimico aveva inviato, nel mese di dicembre 2011, la richiesta di negoziazione alla direzione della società che fino ad oggi non ha risposto. Ecco perché il Ministero del Lavoro non ha avviato le sue attività.
L’Unione Egiziana dei Sindacati Indipendenti (EFITU) esprime la sua solidarietà verso i lavoratori della società Pirelli, sostenendo le loro legittime rivendicazioni e chiede alle forze politiche e giovanili, ai sindacati riuniti internazionali e, in particolare, ai dipendenti della società Pirelli negli altri paesi, di solidarizzare in vari modi affinché i manifestanti resistano per ottenere i loro diritti saccheggiati. Tanto più che la direzione della società minaccia di privarli dei loro stipendi, che invece dovrebbe erogare subito, dato che sono l’unica fonte di sussistenza per queste persone e per le loro famiglie.