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 06/03/2021 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 ABYA YALA 
ABYA YALA / Non potranno stravolgere il destino del Venezuela
Date of publication at Tlaxcala: 15/02/2021
Original: No podrán torcer el destino de Venezuela
Translations available: English 

Non potranno stravolgere il destino del Venezuela

Sergio Rodríguez Gelfenstein

 

L’Unione Europea ha smesso di riconoscere Guaidó, lo stesso hanno fatto la Repubblica Dominicana e Panama. Già solo circa 25 paesi supportano la farsa. Attendono che gli USA diano il segnale affinché la luce si spenga definitivamente nella tana di coloro che, violando la Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela ed il diritto internazionale, hanno inventato un sotterfugio per appropriarsi di risorse e beni che appartengono a tutti venezuelani.

Questo complotto ordito a Washington da menti criminali che nessuno ricorda più, ha avuto una effimera esistenza reale in Venezuela, mentre all’estero è rimasto fino ad oggi, grazie alle minacce di Trump a paesi guidati da governi deboli e codardi che si sono lasciati ricattare dal ex presidente USA e dai suoi tirapiedi.

Questi paesi, credendo che la potenza militare USA e la capacità dei media transnazionali di fabbricare notizie false fosse sufficiente per rovesciare il governo del Venezuela, hanno intrapreso una politica che, nel modo più sfacciato e spudorato, l’ex ministro degli Esteri di Spagna e attuale Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Josep Borrel ha definito “innovazione del diritto internazionale”, quando in realtà si trattava della violazione delle più elementari norme giuridiche che regolano i rapporti tra gli Stati.

Sono partiti dal presupposto che il popolo del Venezuela sarebbe stato incapace di resistere al furto delle proprie risorse finanziarie e dei propri beni, alle misure unilaterali di pressione economica, atti terroristici, invasioni terrestri e marittime dalla Colombia, sabotaggio contro i servizi pubblici, il blocco del commercio di petrolio, l’impossibilità di compiere operazioni finanziarie all’estero, il sequestro e l’omicidio di cittadini e molte altre operazioni di destabilizzazione, alcune aperte e altre riservate che ancora non si possono divulgare per proteggere le fonti. Si sono assolutamente sbagliati.

Bolívar nelle sue attuazioni ci ha insegnato la via della perseveranza, volontà e fiducia nel popolo. Lui ha superato la perdita della prima e della seconda repubblica, il terremoto del 1812, la sconfitta, l’esilio, l’impotenza, l’assenza di aiuti stranieri, il tradimento, i tentativi di assassinio e persino l’incapacità di molti capi di comprendere il suo pensiero strategico. Non a caso, in una lettera a Santander nel 1825, si è autodefinito “l’uomo delle difficoltà”. Infine ha sconfitto l’esercito più potente che la Spagna ha inviato in America, liberando e creando cinque nazioni.

Allo stesso modo, il Comandante Hugo Chávez ha piantato, per sempre, nel popolo venezuelano il valore della lealtà e della fermezza, la capacità di superare i contrattempi, è stato sconfitto il 4 febbraio, è andato in prigione per questo, ma è tornato a costruire una impressionante forza elettorale ciò gli ha permesso di dare continuità all’ideale del Liberatore e di riavviare il processo di trasformazione del Venezuela.

Siamo figli di Bolívar e Chávez, non conoscono il nostro coraggio e l’amore per la Patria. 200 anni fa, il popolo e l’esercito unito hanno propinato, a Carabobo, una clamorosa e definitiva sconfitta al colonialismo spagnolo. Non sarà un fantoccio telecomandato da Washington e 56 paesi sottomessi che possono stravolgere il destino del nostro paese.

Non siamo guerrafondai, il nostro esercito ha lasciato il territorio nazionale solo una volta nella storia repubblicana. E’ stato dal 1819 per – sotto il comando di Bolívar e Sucre – dare indipendenza e libertà ad altre nazioni sorelle. Ma siamo guerrieri quando si tratta di difendere il nostro territorio e la nostra sovranità. Nel frattempo, abbiamo costruito il paese e ci siamo relazionati con gli altri, inalberando i principi di pace che Chávez ha trasformato in dottrina di Stato

Il popolo venezuelano non dimenticherà questo affronto di paesi che ancora oggi riprendono tiepidamente la via del diritto ad essere incapaci di risolvere il pasticcio illegale in cui si sono messi e  farsi ridicolizzare a livello internazionale dopo aver indotto i propri popoli alla vergogna e all’ignominia, seguendo i disegni perversi emanati dalla mente febbricitante di Trump, che ora disprezzano pubblicamente, quando per quattro anni l’hanno rispettato con formalità indecente e lealtà canina.

Il Venezuela continuerà la sua rotta; sappiamo perfettamente che una cosa sono i governi e un’altra i popoli, dai quali abbiamo ricevuto straordinarie manifestazioni di solidarietà ed affetto, di quando hanno iniziato a verificare che fossero oggetto di inganno e brutali chimere.

Leali alla nostra diplomazia bolivariana di pace che aderisce ai precetti lasciateci dal Liberatore, continueremo il percorso tracciato con pazienza infinita che dà la convinzione di percorrere la retta via e l’insofferenza disperata di non poterla fare meglio e più velocemente.

Questi 57 paesi devono sapere, quelli che si sono pentiti e quelli che sono ancora legati al mandato di Washington, che la nostra fiducia nel futuro si basa sull’eredità della diplomazia che il Liberatore ci ha lasciato: lungimiranza e fermezza di principi senza cadere nelle basse passioni che la maleducazione, l’offesa e la mancanza di rispetto per il popolo venezuelano suppongono il potere militare ed economico di coloro che si considerano nostri nemici.

In una lettera del 7 ottobre 1818 indirizzata al diplomatico americano Juan Bautista Irvine, il Liberatore lo confuta con solidità patriottica e repubblicana e gli fa sapere la nostra decisione di combattere fino alla morte o alla vittoria. Il Liberatore ha detto:

"Vorrei terminare questa nota disimpegnandomi dal penultimo paragrafo di Vostra Eccellenza perché, essendo estremamente scioccante e ingiurioso per il governo del Venezuela, sarebbe necessario per rispondervi usare lo stesso linguaggio di Vostra Eccellenza così contrario alla modestia e al decoro con cui da parte mia ho condotto la questione. L'ostinata e accesa determinazione di Vostra Eccellenzadi sostenere ciò che è difendibile [sic] solo attaccando i nostri diritti, mi fa estendere la mia visione oltre l'oggetto della nostra conferenza. Sembra che l'intenzione di VE sia quella di costringermi a ricambiare gli insulti: non lo farò; ma protesto con VE che non permetterò che il governo e i diritti del Venezuela siano oltraggiati o disprezzati. Difendendoli contro la Spagna, una gran parte della nostra popolazione è scomparsa, e quelli che rimangono temono la stessa sorte. È lo stesso per il Venezuela combattere contro la Spagna come contro tutto il mondo, se tutto il mondo la offende".

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Courtesy of Cuba Informazione
Source: http://www.lapluma.net/2021/02/15/lo-mismo-es-para-venezuela-combatir-contra-espana-que-contra-el-mundo-entero-si-todo-el-mundo-la-ofende-simon-bolivar/
Publication date of original article: 14/02/2021
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=30839

 

Tags: GuaidóVenezuela-USA-UEropaBolivarAbya Yala
 

 
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