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 08/03/2021 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EUROPE 
EUROPE / Solidarietà con Dimitris Koufodinas, in sciopero della fame nelle carceri greche!
Date of publication at Tlaxcala: 01/02/2021
Original: Αλληλεγγύη στον απεργό πείνας Δημήτρη Κουφοντίνα!
Translations available: Español  English  Français  Deutsch 

Solidarietà con Dimitris Koufodinas, in sciopero della fame nelle carceri greche!

Various Authors - Div. Auteurs -Versch. Autoren -Muhtelif Yazarlar-مؤلفون مُتنوِّعون - نویسندگان مختلف

 

Dimitris Koufodinas sta scontando 11 condanne a vita più 25 anni dopo essere stato condannato come membro dell'Organizzazione rivoluzionaria 17 novembre (17N). 17N era attiva in Grecia dal 1975 al 2002, quando è stata smantellata dalle autorità greche in collaborazione con poliziotti statunitensi e britannici. È una delle tante organizzazioni nate durante la dittatura greca e dopo il suo crollo. C'era una convinzione comune che quella dittatura fosse stata sostenuta dall'ambasciata statunitense. In tale contesto, 17N fece la sua prima apparizione nel 1975, con l’uccisione del capo della CIA per il sud-est Europa. Da allora, smantellare 17N è stata una richiesta fondamentale degli USA, con grandi pressioni su tutti i governi greci. Nel 1989 cadde vittima dell'organizzazione un politico e giornalista greco, Pavlos Bakogiannis. Era cognato dell'attuale Primo Ministro, marito della sorella, Dora Bakogianni, ex Ministro degli Affari esteri, e padre dell'attuale sindaco di Atene.

Dimitris Koufodinas si arrese nel 2002, durante le indagini per smantellare 17N. Egli dichiarò di essere un membro dell'organizzazione e si assunse la responsabilità politica delle sue azioni. Non si difese né testimoniò contro alcuno dei coimputati. Ma durante le udienze in tribunale fece riferimento ai moventi delle azioni 17N e per questo motivo fu condannato per la maggior parte di esse. Questa sua posizione fu apprezzata da una parte notevole della società greca, che pure era molto ostile agli omicidi dell'organizzazione.

Dal 2002, Dimitris Koufodinas è stato detenuto permanentemente in un'ala speciale sotterranea della prigione di Korydallos (ad Atene), costruita appositamente per i membri di 17N, dopo il suo smantellamento.

Secondo la legge, dopo la condanna i detenuti hanno precisi diritti, e diritto a parità di trattamento, che non possono dipendere dal tipo di reato per cui sono stati condannati.

Ma a D. Koufodinas non è stata concessa parità di trattamento anche se, durante tutti i 18 anni in cui ha scontato la sua pena, è stato un detenuto modello, rispettando le regole della prigione, ed essendo rispettato dagli altri detenuti, dal personale e dall'amministrazione penitenziaria, ovunque sia stato detenuto. Egli ha trascorso il tempo a leggere, studiare, scrivere articoli e anche 2 libri, tradurre libri politici sui movimenti dell'America Latina e altrove.

Nel 2014 il governo di Nuova Democrazia ha trasformato le carceri di Domokos, in un piccolo paese di montagna al centro della Grecia, in carceri di massima sicurezza per la detenzione di criminali da considerarsi pericolosi. La legge che introdusse questo tipo di carcere era stata criticata da tutta la comunità giuridica. Pochi giorni prima delle elezioni che hanno portato al potere il partito di sinistra (Syriza), D. Koufodinas fu trasferito in queste prigioni senza alcuna motivazione, poiché non aveva mai creato problemi durante tutto il tempo della sua prigionia. Il nuovo governo ha annullato la legge e D. Koufodinas è tornato nella prigione di Korydallos.

Sebbene avesse diritto al congedo carcerario temporaneo dal 2010, il primo congedo gli è stato concesso nel 2017 e poi altre cinque volte. È interessante ricordare che anche la Federazione del Personale Carcerario aveva rilasciato comunicati stampa a suo sostegno in due occasioni. Anche un numero notevole di intellettuali ha sostenuto il suo diritto ai congedi. Tra loro, l'eroe della resistenza greca all'occupazione tedesca Manolis Glezos e il presidente dell'Unione greca dei Giudici e dei Procuratori, X. Sevastidis.

 

“Assalto al cielo”, opera del pittore e street artist Sonke Wia, in omaggio a D. Koufodinas

Nel 2018, dopo 16 anni nell'ala speciale di Korydallos, egli è stato trasferito nella struttura di detenzione rurale di Volos, prevista dalla legge per i detenuti che hanno rispettato le regole della prigionia e dove le condizioni di detenzione sono notevolmente migliori.

Tuttavia, la concessione del congedo temporaneo per D.Koufodinas è stata fortemente e sistematicamente osteggiata da una parte delle reti TV e dei mass media, ma anche dai politici che si sono espressi e sono intervenuti contro queste decisioni con dichiarazioni pubbliche, e hanno chiesto di por fine alle licenze carcerarie. Tra loro c'erano l'attuale Primo Ministro e i membri della sua famiglia. Ci sono stati anche clamorosi interventi dell'ambasciata USA contro di lui.

A seguito di questa polemica, dalla primavera del 2019 in qua il congedo temporaneo è stato negato a causa delle convinzioni politiche di Koufodinas e del suo rifiuto di esprimere pentimento - cosa che la legge greca non richiede perché i detenuti possano godere dei loro diritti. La questione del permesso di Koufodinas ha raggiunto la Corte Suprema (Areios Pagos), la quale ha stabilito che il rigetto delle sue richieste pertinenti era infondato e non legalmente motivato, e ha rinviato il caso alla Corte locale perché decida. Tuttavia, il tribunale di Volos, responsabile della concessione del congedo carcerario temporaneo, non ha cambiato idea e ha rifiutato definitivamente di riconoscere il diritto di Koufodinas al congedo carcerario. Pochi giorni dopo, alle elezioni ha prevalso il premier Kyriakos Mitsotakis col suo partito, come previsto già mesi prima delle elezioni.

Il presidente dell'attuale Partito Nuova Democrazia, Kyriakos Mitsotakis, aveva pubblicamente promesso che, se fosse andato al potere, avrebbe escluso questo particolare prigioniero dal permesso di congedo e dalle prigioni rurali. Nel dicembre 2020, infatti, la maggioranza parlamentare di ND ha votato ed emanato in fretta e furia la Legge 4760/2020 nella quale un apposito provvedimento prevede che i condannati per reati terroristici ” siano esclusi dal congedo e dalla detenzione in carceri rurali, attuando la precedente promessa del presidente del Consiglio.

In quel momento (e fino ad oggi) l'unico condannato di questa categoria che si trovava in una prigione rurale era D. Koufodinas. Durante il dibattito in Parlamento, D. Koufodinas è stato personalmente nominato come destinatario di questa legge.

Il 23 dicembre 2020 D. Koufodinas è stato trasferito dalle strutture rurali alla prigione di Domokos improvvisamente, come in una specie di rapimento. Foto del suo luogo di residenza nella struttura rurale, scattate illegalmente, sono state recapitate ai media per sostenere la retorica contro i suoi privilegi (un luogo comune a proposito di prigioni rurali).

A Domokos, Koufodinas è rinchiuso insieme ad altri due prigionieri in una piccola cella soffocante, per 15 ore al giorno, senza avere né spazio né tempo per svolgere nessuna delle sue attività precedenti, e dovendo sopportare il fumo e le altre esigenze dei suoi compagni di reclusione.

Dimitris Koufodinas, che ora ha 63 anni, sta vivendo un drammatico peggioramento delle condizioni di detenzione, con conseguenze catastrofiche per la sua personalità, e per la sua salute mentale e fisica.

Ma il trasferimento a Domokos era completamente illegale in quanto violava anche le recenti disposizioni di legge, pur emanate per questo particolare prigioniero, poiché secondo queste disposizioni egli avrebbe dovuto essere trasferito nuovamente a Korydallos, la prigione dove era stato detenuto per i 16 anni precedenti, che almeno è più vicina alla sua famiglia, anche se peggiore delle altre.

Di conseguenza è stata lanciata una guerra contro D. Koufodinas.

 

Il Segretario Generale competente del Ministero per la Protezione dei Cittadini, rispondendo alla richiesta degli avvocati, ha negato di fornire copia delle deliberazioni in questione, necessarie per mettere in dubbio la legittimità del procedimento e le motivazioni.

Lo stesso ha affermato in una risposta ufficiale che la legge è stata pienamente applicata e il prigioniero è stato trasferito prima a Korydallos e successivamente alla prigione di Domokos. Questo è falso. Il Segretario Generale del Ministero ha mentito in documenti ufficiali.

 Ha anche dichiarato pubblicamente che Koufodinas non può avere alcuna speranza di uscire di prigione. Ma secondo la legge egli ha il diritto di richiedere gli arresti domiciliari in questa fase (possibilità che non voleva usare) e il rilascio condizionale dopo 10 mesi. Secondo la legge una domanda del genere non può essere respinta dal tribunale se non in base al suo comportamento durante la reclusione, che è sempre stato corretto.

 Il Segretario Generale ha fornito anche diverse motivazioni per questo trasferimento a Domokos, tutte infondate e false: lotta al terrorismo dapprima, poi ordine pubblico, poi ancora misure COVID-19, e infine il Ministero ha prodotto come motivo del trasferimento unaccusa penale –che prima non esisteva– riguardante una sua firma in un testo comune di solidarietà fra detenuti, 3 anni fa.

Tutto ciò ha prodotto un intervento del difensore civico greco, che ha posto al ministero domande a cui finora non è stata data risposta.

Il contesto generale suggerisce che il trasferimento di D. Koufodinas sia stato fatto per vendetta e sotto pressione dell'ambasciata USA. I membri dell'attuale amministrazione lo avevano precedentemente annunciato, e ora si sono impegnati a peggiorare le condizioni di questo particolare prigioniero. Le violazioni della legge, anche di quella promulgata semplicemente per peggiorare i termini della condanna di Koufodinas, sono un caso senza precedenti di ingerenza arbitraria nel sistema giudiziario per motivi di vendetta personale, ingerenza arbitraria di una famiglia politicamente potente.

Del resto, da quanto dichiarato da personalità con alte cariche pubbliche, pare che la famiglia del Primo Ministro voglia intervenire anche nell’ambito della Giustizia, per escludere D. Koufodinas dai diritti che sono riconosciuti a qualsiasi altro prigioniero.

Dopo la conferma deliberatamente imprecisa del Ministero, Dimitris Koufodinas ha deciso di protestare contro tutti questi metodi di persecuzione contro di lui e ha annunciato uno sciopero della fame, con la richiesta di essere trasferito nuovamente a Korydallos, come previsto nell'ultima legge emanata soprattutto per lui. Ha iniziato l'8/1/2021 e continua bevendo solo acqua, senza nient'altro. È stato trasferito 3 volte in ospedale e ne è uscito dopo aver rifiutato qualsiasi intervento medico. Adesso si trova in una cella di prigionia nell'ospedale di Lamia, beve solo acqua e rifiuta qualsiasi altra cosa.

La richiesta attuale è che Dimitris Koufodinas venga trasferito nella prigione di Korydallos e che si ponga fine agli interventi arbitrari - legali e di fatto - contro di lui e al suo trattamento sistematicamente discriminatorio.

Il Ministero non vuole recedere. Lo scioperante della fame neppure. I mass media e in particolare i canali televisivi, la maggior parte dei quali molto vicini al governo, sono impegnati in una guerra di discredito morale contro il prigioniero. Numerose sono invece le firme a sostegno dell'uomo da parte di intellettuali, avvocati, giuristi, professori universitari, organizzazioni e partiti che sostengono la domanda e chiedono che la legge venga applicata anche per lui. Molti di loro sono stati attaccati moralmente e minacciati per la loro firma.

Non c'è ancora un ordine del pubblico ministero per l'alimentazione obbligatoria, ed è certo che nessuno per il momento osa fare una cosa del genere, in quanto considerata tortura. Un intervento medico si potrebbe avere solo nel momento in cui lui si trovasse in una situazione di perdita di coscienza. Ma in quel momento si verificherebbero gravi danni cerebrali. E in tal caso lui non vorrebbe sopravvivere.

Non è azzardato credere che uno sviluppo così inaccettabile sarebbe ben accetto da chi sta conducendo la guerra contro di lui.

Dimitris Koufodinas rischia di essere la prima vittima per sciopero della fame in Europa nel 21° secolo.

Atene, 30 gennaio 2021

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Prime firme

América Latina

PLENARIA MEMORIA Y JUSTICIA, Uruguay 

Jorge Zabalza, Uruguay – jubilado, ex preso político del MLN (Tupamaros)

Irma Leites, Uruguay – integrante de Plenaria Memoria y Justicia y ex presa política del MLN (Tupamaros)

Manuel Marx Menéndez (Marxito) – herrero y soldador jubilado, ex preso político del MLN (Tupamaros)

Veronika Engler, Uruguay – trabajadora social

Carlos Casares, Uruguay – jubilado gráfico, integrante del colectivo Comunicación participativa desde el Cono sur – COMCOSUR

Cecilia Duffau, Uruguay – editora, imprentera

Andrea Tommasino, Uruguay – magister en Ciencias Ambientales

Ramón Hernández, Uruguay – docente jubilado y militante por los Derechos Humanos

Sirio López Velasco, Brasil – filósofo y profesor universitario jubilado

Homar Garcés, Venezuela – escritor, analista y militante sempiterno de la Utopía Revolucionaria

Carlos Gabetta, Argentina – ex director de Le Monde Diplomatique en español, Edición Cono Sur

Ismael Jalil, Argentina - abogado de Organismos de DDHH en el Encuentro Memoria Verdad y Justicia

Matías Cremonte, Argentina - vicepresidente de la Asociación Latinoamericana de Abogados Laboralistas (ALAL)

Daniel De Santis, Argentina – escritor y periodista

Luis Brunetto, Argentina - historiador y periodista, Portal Estación Finlandia

Manuel Justo Gaggero, Argentina – abogado  y periodista

Jorge Luis Ubertalli Ombrelli, Argentina – periodista y escritor

Edgardo González, Argentina – abogado

Olegario Natividad Chamorro, Argentina – trabajador metalúrgico (jubilado), Pte. Movimiento de trabajadores desocupados 19 de Diciembre

Luis E. Sabini Fernández, uruguayo en Argentina – docente y periodista (ahora pensionado)

Abel Bohoslavsky, Argentinamédico, escritor

Carlos Bayona, Argentina – médico

Emilio Alberto Grass, Argentina – arquitecto

Mensaje de solidaridad del VENCEREMOS-Partido de Trabajador@s, Argentina  http://venceremos-arg.org/2021/01/21/solidaridad-con-dimitris-koufodinas-preso-politico-en-huelga-de-hambre/

Europa

Christine Poupin, France –porte-parole du NPA (Nouveau Parti Anticapitaliste

Catherine Samary, France – économiste, http://csamary.fr

Léon Crémieux, France – Syndicaliste Solidaires Sud Aérien, Membre du Conseil National du NPA

Pierre Rousset, France – Europe  solidaire sans frontières (ESSF)

Eric Toussaint, Belgique – CADTM

Thomas Weyts, Belgium – SAP  - Antikapitalisten / Gauche anticapitaliste

Daniel Tanuro, Belgique – Écosocialiste, Gauche anticapitaliste / SAP - Antikapitalisten

Stefanie Prezioso, Switzerland – Conseillère nationale (Membre of National Parlament-Switzerland), Ensemble à Gauche

Juan Tortosa, Switzerland – SolidaritéS

Dr. Joost. Kircz, Netherlands, active socialist, board and staff member of the International Instutute for Research and Education  http://www.kra.nl/Website/benik.htm

Dr. Manuel Kellner, Germany – member of Metal workers union IG Metall and of the ISO-German section of  IVth  International

Henning Kleeblatt, Germany – Taunus , Hesse

Jakob Schäfer, Germany – member of the ISO-German section of  IVth International

Christoph Assheuer, Germany – Psychologist, writer, Berlin

Margrit Schiller, Germanyformer political prisoner

Habibe Sentürk, Germany – student 

Mayarí Cantoni, Suecia – participante de “Espika FM”, Malmö

Stein Lillevolden, DenmarkSosialarbeider i København

Ian Parker, UK – Anti-Capitalist Resistance, Manchester

USA

Jeff Mackler, National Secretary, Socialist Action/USA and  past Vice President, American Federation of Teachers, Hayward Local 1424, California

 

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=30671
Publication date of original article: 31/01/2021
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=30681

 

Tags: Dimitris KoufodinasOR 17-NovembreGrecia
 

 
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