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 26/10/2020 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
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 ASIA & OCEANIA 
ASIA & OCEANIA / Shenzhen, la città modello dell'autarchia cinese che si mangerà Hong Kong
Date of publication at Tlaxcala: 18/10/2020
Translations available: Français 

Shenzhen, la città modello dell'autarchia cinese che si mangerà Hong Kong

Filippo Santelli

 

Qui 40 anni fa il Partito comunista decise di sperimentare le riforme e le aperture che avrebbero portato l'economia socialista nel mercato globale. Il presidente Xi Jinping in visita in città per celebrare l'anniversario. Oggi, questo villaggio di pescatori diventato fabbrica del mondo e laboratorio hi-tech, deve garantire a Pechino la leadership nelle tecnologie di domani da cui Washington sta cercando di estrometterla

Xi Jinping depone un cesto di fiori ai piedi della statua del defunto leader Deng Xiaoping al Lianhuashan Park di Shenzhen, il 14 ottobre 2020. Foto Xinhua

PECHINO - Shenzhen è il luogo in cui la nuova Cina è iniziata. Qui, nel 1980, il Partito comunista decise di sperimentare le "riforme e aperture" che avrebbero portato l'economia socialista nel mercato globale, trasformando il Dragone in una superpotenza industriale e avviando i cittadini sulla strada del benessere. Quarant'anni dopo, con il percorso di rinascita nazionale a metà strada, Xi Jinping è venuto a Shenzhen per celebrare l'anniversario delle riforme, in cui suo padre da funzionario locale giocó un ruolo centrale, ma anche per sancire l'inizio di un tempo nuovo, di cui la metropoli del Sud dovrà essere modello. "Il mondo sta attraversando grandi cambiamenti mai visti nell'arco di un secolo", ha detto il presidente cinese a una platea mascherata di 800 tra funzionari e imprenditori riuniti per l'occasione, usando una formula che allude, senza citarlo, al grande confronto con gli Stati Uniti. Un confronto in cui la missione di Shenzhen, villaggio di pescatori diventato fabbrica del mondo e poi laboratorio hi-tech, casa di Huawei, Tencent e tanti altri campioni digitali, è garantire alla Cina la leadership nelle tecnologie di domani, da cui Washington sta cercando di tagliarla fuori. 

Questo non significa che i termini chiave dei passati 40 anni, cioè riforme e aperture, siano superati. Nei discorsi pronunciati durante i tre giorni di viaggio al Sud, Xi ha ripreso quella lezione, omaggiando esplicitamente la memoria del leader Deng Xiaoping (e omettendo di citare il padre Xi Zhongxun, se non indirettamente). L'impegno per le riforme resta, anche se nel vocabolario del presidente questa parola non significa adesione ai modelli occidentali, bensì efficientamento della macchina del Partito-Stato. Resta anche l'apertura al mondo, perché la Cina ha ancora bisogno di vendere le sue merci sul mercato globale e di importare competenze e innovazione. A fianco a questi però, e di fronte alla "controcorrente rispetto alla globalizzazione", al "protezionismo e all'unilateralismo" dei boicottaggi Usa, c'è un nuovo imperativo chiave, la ricerca di autosufficienza: "Dobbiamo percorrere la strada verso un un più alto livello di autosufficienza", ha detto Xi martedì, visitando una azienda di chip. Scelta per nulla casuale, come in ogni apparizione pubblica del presidente, visto che i microprocessori sono uno dei settori in cui il ritardo della Cina, e quindi la sua vulnerabilità, sono più evidenti. 

La zona di Shekou, a Shenzhen, durante i lavori di costruzione all'inizio degli anni 80...

...e oggi

Secondo gli analisti, questo viaggio del presidente a Shenzhen è anticipazione e esemplificazione plastica di ciò che verrà discusso tra una decina di giorni a Pechino al quinto plenum del Partito, che dovrà stabilire le linee generali del prossimo piano economico quinquennale per il Paese, 2021-2025, periodo decisivo per il successo, o il fallimento, del sogno di "ringiovanimento nazionale" promosso da Xi. Uno degli assi del piano sarà il concetto di "doppia circolazione": tra i due motori dello sviluppo cinese, l'export e i consumi interni, bisognerà rafforzare il secondo, rendendo il Paese meno esposto alle turbolenze internazionali. E per lo stesso motivo, secondo asse del piano, bisognerà moltiplicare gli sforzi per sviluppare in casa le tecnologie chiave per mantenere la centralità della Cina nelle catene globali di produzione e assicurarle la leadership nei settori chiave di domani. Significa ricerca dell'autarchia nelle materie prime essenziali, industriali e agricole, ma soprattutto nuovi miliardari investimenti in settori come il cloud, l'intelligenza artificiale, le telecomunicazioni e i chip, a cui già migliaia di aziende cinesi si stanno convertendo, anticipando i ricchi incentivi che verranno.

Riecco il ruolo di Shenzhen, a cui in questo viaggio Xi ha promesso nuovi privilegi normativi, un aggiornamento dello status economico speciale che negli ultimi 40 anni l'ha resa grande e ricca. La metropoli avrà diritto a un uso più libero della terra, per costruire appartamenti e stabilimenti, ma anche a politiche di attrazione dei talenti più aperte. Shenzhen è il simbolo della capacità della Cina di intraprendere e innovare, è un laboratorio di tecnologie e della loro applicazione alla società, Silicon Valley e Grande Fratello 2.0, alter ego urbano e geografico di Pechino, laggiù al Sud, ma deve fare un passo ulteriore, assorbendo nel suo sviluppo (la Grande Area della Baia) anche Hong Kong e quindi diminuendola. Deve diventare, dice Xi, "una zona pilota del socialismo con caratteristiche cinesi, un esempio per le città di un moderno Paese socialista". Deve mostrare che la Cina è forte, che può resistere ai boicottaggi americani, che può fare da sola. La città che ha aperto la Cina al mondo, ora da quel mondo la deve proteggere.





Courtesy of Repubblica
Source: https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/10/17/news/shenzhen_la_citta_modello_dell_autarchia_cinese_che_si_mangera_hong_kong-270900620/?ref=RHPPTP-BH-I270921294-C12-P5-S5.4-T1
Publication date of original article: 17/10/2020
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=29867

 

Tags: ShenzhenCapitalismo di StatoCina
 

 
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