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 LAND OF PALESTINE 
LAND OF PALESTINE / I ‘Desaparecidos’ della Palestina: Gantz intensifica la guerra di Israele contro i morti
Date of publication at Tlaxcala: 25/09/2020
Original: The ‘Desaparecidos’ of Palestine: Gantz escalates Israel’s war on the dead
Translations available: Français 

I ‘Desaparecidos’ della Palestina: Gantz intensifica la guerra di Israele contro i morti

Ramzy Baroud رمزي بارود

Translated by  Elisabetta Valento

 

 Il 2 settembre il Governo israeliano ha approvato una proposta che consente ai militari di detenere a tempo indeterminato i corpi dei palestinesi uccisi dall'esercizio israeliano. La proposta è stata fatta dal ministro della Difesa del paese, Benny Gantz.

Gantz è il principale rivale politico del primo ministro Benjamin Netanyahu. Ricopre anche il ruolo di "primo ministro alternativo". Se Netanyahu non si tira indietro sull'accordo di governo di coalizione che ha firmato con il partito Blu e Bianco di Gantz lo scorso aprile, Gantz prenderà il comando della leadership israeliana a partire dal novembre 2021.

Dal suo ingresso ufficiale nel tumultuoso mondo della politica israeliana, Gantz, presumibilmente un "centrista", ha adottato posizioni da falco contro i palestinesi, specialmente quelli di Gaza. In questo modo spera di aumentare il gradimento verso di lui degli elettori israeliani, la maggioranza dei quali è migrata in massa a destra.  

Ma l'ultima "conquista" di Gantz, quella di negare ai palestinesi morti una degna sepoltura, non è un'idea del tutto nuova. Infatti, in Israele, la contrattazione con i cadaveri è stata il modus operandi per decenni.

Secondo la logica del Ministro della Difesa il trattenere i corpi servirà da "deterrente contro gli attacchi terroristici". Tuttavia, a giudicare dal fatto che la pratica è in uso da molti anni, non ci sono prove che i palestinesi siano mai stati scoraggiati dal resistere all'occupazione militare grazie a tali strategie.

Bambini palestinesi tengono uno striscione durante una manifestazione per chiedere la restituzione dei corpi dei loro cari uccisi dalle forze di occupazione israeliane

La nuova politica, secondo i funzionari israeliani, è diversa dalle precedenti pratiche. Mentre nel passato Israele deteneva solo i corpi dei presunti "aggressori palestinesi" che appartenevano a "gruppi terroristici", l'ultima decisione del governo israeliano estenderebbe la pratica a tutti i palestinesi, anche a quelli che non hanno affiliazioni politiche.

A parte il tentativo di Gantz di consolidare le sue credenziali di falco, il militare divenuto politico vuole migliorare le sue possibilità nei negoziati indiretti tra Israele e i gruppi palestinesi di Gaza. Israele ritiene che ci siano quattro soldati attualmente detenuti a Gaza, compresi i corpi di due soldati uccisi durante la devastante guerra israeliana nella Striscia assediata nel luglio 2014. Hamas afferma che due dei quattro – Hadar Goldin e Shaul Aaron – sono in realtà ancora vivi e in custodia.

Per anni, i colloqui di basso livello tra Hamas e Israele hanno mirato ad assicurare un accordo che avrebbe visto un imprecisato numero di prigionieri palestinesi liberati in cambio degli israeliani detenuti. Trattenendo un numero maggiore di corpi palestinesi, Tel Aviv spera di rafforzare la sua posizione nei futuri colloqui.

La realtà è comunque ben diversa. L'esercito israeliano da mesi non restituisce i corpi dei palestinesi accusati di aver attaccato i soldati israeliani, il che significa tutti i palestinesi, indipendentemente dalle loro presunte affiliazioni politiche.

Senza dubbio trattenere i cadaveri come strategia politica è illegale secondo il diritto internazionale. L'articolo 130 della Quarta Convenzione di Ginevra stabilisce chiaramente che le persone uccise durante i conflitti armati devono essere "sepolte con onore... secondo i riti della religione a cui appartenevano".

Tuttavia il 9 settembre 2019, esattamente un anno prima della decisione del gabinetto israeliano, la Suprema Corte israeliana, che molto spesso delibera in contrasto con il diritto internazionale, ha deciso che l'esercito ha il diritto di continuare la pratica di trattenere i corpi dei palestinesi morti.

Se Israele non è il primo paese a usare i morti come merce di scambio, la pratica in Israele dura a lungo quanto il conflitto stesso ed è stata utilizzata in miriadi di modi con l'intenzione di umiliare, punire collettivamente e negoziare con i palestinesi.

Durante la "Guerra sporca" argentina (1976-1983) decine di migliaia di argentini "scomparvero". Studenti, intellettuali, sindacalisti e migliaia di altri dissidenti furono uccisi dal regime del paese in un genocidio senza precedenti. I corpi di molte delle vittime non sono mai stati recuperati. Tuttavia la pratica in gran parte cessò dopo la caduta della giunta militare nel 1983.

Simili tribolazioni sono state inflitte da altri paesi in molte parti del mondo. Tuttavia in Israele la pratica non è legata a uno specifico regime militare o un particolare leader. I "desaparecidos" della Palestina abbracciano diverse generazioni.

Ancora oggi Israele mantiene quelli che sono noti come i "cimiteri dei numeri". Salwa Hammad, un coordinatore della Palestinian National Campaign to Retrieve Martyrs (Campagna nazionale palestinese per il recupero dei martiri), calcola che ci sono sei cimiteri di questo tipo in Israele, anche se le autorità israeliane rifiutano di divulgare maggior dettagli sulla natura di questi cimiteri o esattamente su quanti corpi palestinesi sono lì sepolti.

Il Jerusalem Legal Aid and Human Rights Center (Centro di assistenza legale e diritti umani di Gerusalemme) stima che 255 corpi palestinesi siano sepolti in questi cimiteri, 52 dei quali "detenuti" dalle autorità israeliane dal 2016.

Nei "cimiteri dei numeri" i palestinesi sono conosciuti non con un nome ma con un numero che solo Israele può incrociare con il reale individuo che vi è sepolto. Nel 2011 il corpo di Hafez Abu Zant fu restituito dopo essere stato tenuto in uno di questi cimiteri per 35 anni, come ha riferito l'agenzia di stampa Bernama.

Secondo Hammad, "Se i resti sono in un 'cimitero di numeri' li recuperiamo in un sacchetto nero – alcune ossa, un po' di terra e forse i loro vestiti".

Dopo l'approvazione della sua proposta da parte del gabinetto israeliano, Gantz si è vantato della sua capacità di applicare "un'ampia politica di deterrenza sin dall'entrata in carica". La verità è che Gantz si sta semplicemente vantando e prendendo il merito di una prolungata politica israeliana che è stata applicata da tutti i governi precedenti, indipendentemente dai loro orientamenti politici.

Se Gantz è davvero convinto che la detenzione dei corpi dei palestinesi morti, pur mantenendo l'occupazione militare israeliana, condurrà a qualsiasi distorta definizione di pace e sicurezza che ha in mente, sbaglia miseramente.

Tali politiche si sono rivelate un completo fallimento. Mentre le famiglie palestinesi sono assolutamente devastate da questa odiosa pratica, la detenzione dei cadaveri non ha mai domato una ribellione, né in Argentina né in Palestina.

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://www.ramzybaroud.net/the-desaparecidos-of-palestine-gantz-escalates-israels-war-on-the-dead/
Publication date of original article: 16/09/2020
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=29694

 

Tags: Crimini sionistiDesaparacidos palestinesiOccupazione sionistaPalestina/Israele
 

 
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