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 13/07/2020 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 UNIVERSAL ISSUES 
UNIVERSAL ISSUES / Chi ha ucciso Olof Palme? La risposta si dovrebbe trovare in Sudafrica
Date of publication at Tlaxcala: 11/06/2020
Original: South Africa may hold the answer to who murdered Olof Palme
Translations available: Français 

Chi ha ucciso Olof Palme? La risposta si dovrebbe trovare in Sudafrica

Göran Björkdahl

Translated by  Leopoldo Salmaso

 

 Questo articolo è stato pubblicato alla vigila della conferenza stampa del procuratore e del capo degli investigatori di polizia, che non hanno menzionato la pista sudafricana (leggere qui)

 

 Olof Palme poco prima della mort nel 1986. Foto Tobbe Gustavsson/AP

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Lo shock

Il caso Dag Hammarskjöld mi ha collegato a Olof Palme. Due leader svedesi, entrambi sostenitori di piccole nazioni sulla scena mondiale, entrambi restii ad essere controllati dai superpoteri globali, entrambi morti di morte violenta: su mandato dei medesimi superpoteri?

Per 11 anni ho indagato sul misterioso incidente aereo che uccise l'ex segretario generale delle Nazioni Unite Dag Hammarskjöld. Indagine riassunta nel documentario "Cold Case Hammarskjöld".

Nel 2014, durante un viaggio di ricerca per il documentario, il caso dell'assassinio del  primo ministro Olof Palme mi cadde letteralmente in braccio, quando il giornalista De Wet Potgieter mi passò i cosiddetti documenti del dossier Deepsearch, alla fine di una cena. I documenti, preparati dal defunto generale Tai Minnaar, descrivono come il Sud Africa definisse Palme “nemico dello stato” e forniscono i nomi di persone presumibilmente coinvolte nel decidere, pianificare e attuare il suo assassinio.

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Chris Thirion (guardare video)

Più tardi capii che questi documenti erano ritenuti falsi da molti in Svezia. Ma l'anno successivo incontrai il generale in pensione Chris Thirion, ex capo dell'intelligence militare (MI) del Sud Africa, a Pretoria, il quale dichiarò nella mia telecamera che quei documenti nel dossier Deepsearch sembravano autentici. Egli affermò anche di essere convinto che il Sudafrica avesse compiuto quell'assassinio.

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Il maggior generale Tienie Groenwald (morto nel 2015)

Attraverso l'indagine Hammarskjöld avevo costruito una vasta rete di contatti: ex agenti dell'intelligence, ex-militari, storici e giornalisti. Per il caso Palme, uno dei contatti più utili fu un ex maggior generale, Tienie Groenewald, che al momento dell'omicidio di Palme era stato responsabile del Ramo di interpretazione della National Intelligence in Sudafrica. Egli mi raccontò storie affascinanti di come l'intelligence militare sudafricana aveva collaborato con la CIA, come gli israeliani avevano aiutato il Sudafrica ad acquisire la bomba nucleare, ma non mi fu di grande aiuto per il caso Palme.

Dopo il nostro ultimo incontro, lo chiamai e gli dissi che lui, più di chiunque altro, era in grado di aiutare a risolvere il caso Palme. Menzionai la ricompensa di 50 milioni di corone svedesi (circa 5 milioni di euro) e avanzai l'idea di un accordo in cui la Svezia avrebbe concesso l'immunità dall'accusa e il Sudafrica avrebbe convinto i suoi cittadini coinvolti nell'assassinio a confessare.

Il giorno seguente, un dipendente dell'intelligence militare sudafricana mi chiamò e mi invitò a un incontro con un generale nella sezione segreta (non lo nominerò ma in seguito verificai la sua identità). Mi disse di andare all'hotel Hyatt a Sandton, Johannesburg. Era il 1° ottobre 2015. Da lì fui scortato in un ristorante quasi vuoto, lì vicino, dove incontrai il generale.

La secna del crimine. Foto  Sipa Press/Rex Features
 

Lui andò dritto al nocciolo della questione, dandomi i nomi di quelli che disse fossero coinvolti nella morte di Palme - e mi disse che il Sudafrica era disposto ad aiutare la Svezia ad arrivare alla verità.
In cambio, il Sudafrica sperava in relazioni più strette con la Svezia. Una condizione per un tale accordo sarebbe stata l'immunità dall'azione penale per tutti coloro che agirono per ordine dell'ex governo sudafricano.

Il generale suggerì che il motivo avrebbe potuto essere sia politico (Palme e la Svezia avevano sostenuto l'ANC) ma anche economico, anche se non elaborò ulteriormente quel punto. Egli affermò che l'intelligence militare sudafricana era disposta a iniziare una discussione, ma solo con le sue controparti svedesi: politici e media dovevano essere esclusi dal dialogo.

Io dissi che il motivo centrale di una simile iniziativa sarebbe stato rendere finalmente pubblico, in modo che sia la famiglia Palme che il popolo svedese potessero mettere la parola fine. Dopo un'intensa discussione, concordammo di lasciare le agenzie di intelligence avviare la discussione, e di riprenderla da lì.
Il generale era stupito che io stessi indagando sull'omicidio di Palme come hobby. Sottolineò che stavo correndo enormi rischi e che i cospiratori mi avrebbero semplicemente ucciso se si fossero sentiti minacciati.

Nel novembre 2015 consegnai il materiale all'intelligence nazionale svedese (Säpo), che a sua volta lo passò all'unità di polizia che indagava sulla morte di Palme.

Per i successivi due anni e mezzo non sentii più nulla e, nell'aprile 2018, cercai un incontro con il nuovo procuratore per il caso Palme, Krister Petersson. Gli raccontai la mia storia e mi fece piacere notare che ne era già a conoscenza.

Non solo, Petersson mi chiese di far sapere al generale del MI che lui era disposto ad andare in Sudafrica per incontrarlo.

Non fui mai più in grado di ristabilire il contatto con il generale sudafricano, ma a giugno 2018 riuscii a consegnare il messaggio al MI tramite un altro contatto. Di nuovo, ci fu silenzio, fino a poche settimane fa quando una fonte di intelligence in Sudafrica mi informò che il 18 marzo si era tenuto a Pretoria un incontro tra rappresentanti dei due governi per discutere del caso Palme.

In un normale caso giudiziario in Svezia, l'immunità dall'azione penale sarebbe impensabile. Ma il caso dell'assassinio di Olof Palme è unico. Perciò spero che le autorità svedesi possano fare un'eccezione, a condizione che i responsabili dell'assassinio confessino. Penso che sarebbe un gesto rispettabile da parte loro aiutare il popolo svedese a chiudere quel caso.

Penso che il bisogno di sapere sia più importante del bisogno di punire.

L'enterrement de Palme

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://www.theguardian.com/world/2020/jun/08/how-i-got-close-to-those-who-claimed-to-know-who-murdered-olof-palme#_=_
Publication date of original article: 08/06/2020
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=29115

 

Tags: Assassinio di Olof PalmePista sudafricanaSvezia, un racconto invernale
 

 
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