TLAXCALA تلاكسكالا Τλαξκάλα Тлакскала la red internacional de traductores por la diversidad lingüística le réseau international des traducteurs pour la diversité linguistique the international network of translators for linguistic diversity الشبكة العالمية للمترجمين من اجل التنويع اللغوي das internationale Übersetzernetzwerk für sprachliche Vielfalt a rede internacional de tradutores pela diversidade linguística la rete internazionale di traduttori per la diversità linguistica la xarxa internacional dels traductors per a la diversitat lingüística översättarnas internationella nätverk för språklig mångfald شبکه بین المللی مترجمین خواهان حفظ تنوع گویش το διεθνής δίκτυο των μεταφραστών για τη γλωσσική ποικιλία международная сеть переводчиков языкового разнообразия Aẓeḍḍa n yemsuqqlen i lmend n uṭṭuqqet n yilsawen dilsel çeşitlilik için uluslararası çevirmen ağı

 06/04/2020 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 AFRICA 
AFRICA / Un’ultima lezione rivoluzionaria della “Ragazza tunisina”: Lina Ben Mhenni ha fatto il suo viaggio finale sulle spalle delle compagne di lotta
Date of publication at Tlaxcala: 02/02/2020
Original: درس أخير في الثورة… نعش لينا بن مهني على أكتاف رفيقات الكفاح
Translations available: English  Français 

Un’ultima lezione rivoluzionaria della “Ragazza tunisina”: Lina Ben Mhenni ha fatto il suo viaggio finale sulle spalle delle compagne di lotta

Raseef22رصيف

Translated by  Gilda Elia
Edited by  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

Dato che in molti paesi arabi e islamici è inaccettabile che le donne assistano a un funerale, quello della tunisina Lina Ben Mhenni, “la ragazza ribelle”, è diventato la manifestazione di una rivoluzione in favore dell’uguaglianza di genere.

 

Le sue compagne di lotta non hanno marciato dietro al feretro, ma lo hanno portato sulle loro spalle. Hanno innalzato dei youyous e fatto sfilare forti slogan sull’uguaglianza patrimoniale tra uomo e donna.

“Garofano” o “Ragazza tunisina”, ecco come era soprannominata, poiché impegnata nella rivoluzione tunisina del 2010/2011. Muore a 36 anni, il 27 gennaio mattina, dopo aver affrontato anche un’altra battaglia, quella contro l’insufficienza renale.

La sepoltura ha avuto luogo martedì, al cimitero del Djellaz, a Tunisi, dopo la funzione commemorativa pubblica, svoltasi presso il suo domicilio, nel quartiere di Ezzahra, nel comune di Ben Arous.

Il decesso di Lina Ben Mhenni lascia una ferita nel cuore dei suoi prossimi, ma la presenza femminile ai suoi funerali evidenzia la volontà di portare avanti la lotta rivoluzionaria, contro ogni ostacolo.

Infatti, non si può parlare di una sepoltura normale, ma di una vera e propria marcia in favore dei diritti della donne: le sue compagne stazionavano davanti casa, accogliendo la sua bara con dei youyous, agitando rametti di gelsomino e cantando l’inno nazionale tunisino: “Oh difensori della patria, moriamo per la nostra terra”.

Non di meno, si è potuto ascoltare gli slogan rivoluzionari che la donna aveva fatto risuonare a più riprese nella sua vita, soprattutto “Uguaglianza per le donne”, “Io non perdono, noi non perdoniamo” [contro la legge instaurando l’impunità per i crimini del vecchio regime] e “Lavoro, libertà e dignità nazionale”.

Migliaia di persone di ambo i sessi si sono riunite per i funerali della giovane rivoluzionaria in occasione della memorabile sepoltura “popolare”, come lo augurava suo padre, e non di una sepoltura ufficiale, come avrebbero invece voluto alcune compagne di lotta; intanto un certo numero di militanti hanno portato la bara fino all’ambulanza che l’ha poi condotta alla tomba, nel piazzale dei Martiri.

Prima che il corpo venisse posato, i youyous hanno nuovamente risuonato per aria e le mani dei presenti si sono agitate verso l’alto per dare l’estremo saluto.

Sui social media, gli opinionisti hanno notato che Lina Ben Mhenni, anche dopo la morte, con i suoi funerali, non ha abbandonato la causa; alcuni di loro hanno considerato questo evento come “un’ultima lezione rivoluzionaria prima dell’estremo addio”, mentre molti si sono congratulati con le donne tunisine per aver dato senso alla parola libertà.

Nel mondo islamico, di norma, la presenza femminile ai funerali è “sconsigliata e dovrebbe essere vietata”, almeno stando a quanto dicono la maggior parte dei predicatori del dogma…

Il funerale di Lina ne ricorda uno simile in Afghanistan, nel 2015, quando un gruppo di militanti per i diritti umani ha portato sulle spalle la bara di una donna afghana di 27 anni, la quale era stata picchiata a morte da un gruppo di uomini, prima di metterla al rogo e gettarla nel fiume, con l’accusa di aver presumibilmente bruciato il Corano . Nel corso della cerimonia, le militanti avevano chiesto giustizia per la donna assassinata, creando anche un precedente importante in una società dominata dagli estremisti e dai maschi.

http://tlaxcala-int.org/upload/graphistes/g_3547.jpg

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://cutt.ly/srTDW5P
Publication date of original article: 28/01/2020
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=27988

 

Tags: Lina Ben MhenniLiberazione delle donneTunisia
 

 
Print this page
Print this page
Send this page
Send this page


 All Tlaxcala pages are protected under Copyleft.