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 CULTURE & COMMUNICATION 
CULTURE & COMMUNICATION / Il viaggio in Italia del 'comunicatore sociale' William Castillo viceministro degli Esteri venezuelano con delega alla comunicazione internazionale
Date of publication at Tlaxcala: 13/12/2019
Translations available: Español 

Il viaggio in Italia del 'comunicatore sociale' William Castillo viceministro degli Esteri venezuelano con delega alla comunicazione internazionale

Geraldina Colotti

 

Si è concluso con una conferenza stampa all’ambasciata del Venezuela in Italia, il viaggio di William Castillo, viceministro venezuelano degli Esteri con delega alla comunicazione internazionale. Alla stampa italiana e internazionale, Castillo, docente e giornalista che ha ricoperto numerosi incarichi di governo e di direzione in alte istituzioni pubbliche della comunicazione, ha parlato della realtà del suo paese, rispondendo senza reticenze alle domande.

“Il Venezuela – ha detto – è un paese che ha scelto di essere indipendente e per questo sconta da vent’anni gli attacchi degli Stati Uniti, che vogliono imporre al continente latinoamericano il proprio devastante modello di sviluppo”. Dal 2015, da quando l’allora presidente USA Barack Obama ha imposto sanzioni al Venezuela, definendolo una “minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza”, la pressione si è sempre più accentuata, raggiungendo l’acme in questo 2019.

Un anno in cui il deputato Juan Guaidó, fuori da ogni regola democratica, ha deciso di autoproclamarsi presidente della repubblica e di farsi così interprete dei piani nordamericani, secondo i quali il popolo venezuelano, messo alle strette dalle difficoltà economiche e dalla pressione internazionale, si sarebbe rivoltato contro il governo.

 

I costi delle sanzioni – ha detto Castillo -, aggravate dalla drastica caduta del prezzo del barile, a cui ha fortemente contribuito l’adozione del fracking da parte degli Stati Uniti, hanno pesato e pesano sulle condizioni di vita del popolo venezuelano. I soldi del Venezuela, destinati agli acquisti di alimenti e medicine o al pagamento del debito estero – che non si può più negoziare -, vengono bloccati nelle banche statunitensi o europee.

La principale impresa petrolifera del Venezuela, la Citgo, che ha sede negli USA, è stata espropriata da Trump, il cui governo sanziona chiunque voglia fare affari con il governo bolivariano. Tuttavia, neanche quando il costo del barile di petrolio è passato da oltre 100 dollari a 20, sono state chiuse o privatizzate le scuole. Anzi, il governo di Nicolas Maduro ha aumentato ancor di più le politiche pubbliche, continuando il piano di ridistribuzione della ricchezza iniziato da Hugo Chavez.

La cosiddetta “tempesta perfetta”, prevista da Donald Trump, non si è perciò realizzata. E oggi il Venezuela, “è un paese in pace”, in dialogo con quella parte dell’opposizione venezuelana che non chiede l’invasione armata del proprio paese e che vuole partecipare alle prossime elezioni parlamentari. Quella che si svolgerà nel 2020 sarà l’elezione n. 26, dopo le 25 già realizzate in Venezuela nel corso di vent’anni di socialismo bolivariano, che ha scontato comunque due sconfitte, e che le ha ammesse, come si confà a un paese democratico e trasparente.

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Courtesy of L'Antidiplomatico
Source: https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-reportage_esclusivo_nella_resistenza_al_golpe_dallaltiplano_della_bolivia_combatteremo_il_nostro_popolo_non_sar_mai_pi_sconfitto/5694_32155/
Publication date of original article: 13/12/2019
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=27631

 

Tags: William CastilloVenezuela-Italia
 

 
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