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 26/03/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EUROPE 
EUROPE / La UE e i segnali premonitori di fascismo
Date of publication at Tlaxcala: 16/12/2018
Original: The EU and the warning signs of Fascism

La UE e i segnali premonitori di fascismo

Kit Knightly

Translated by  Malachia Paperoga

 

Un articolo del sito off-Guardian descrive con grande lucidità l’evidente deriva della Ue verso un regime totalitario. I tentativi – maldestramente nascosti – di stabilire una “verità ufficiale” e di reprimere ogni pensiero alternativo o di dissenso sono sempre più numerosi ed espliciti. È in questa fase che i pericoli per il popolo sono maggiori, visto che gli eurocrati si rendono conto che stanno perdendo presa sul potere, e potrebbero ricorrere ad azioni estreme per tentare di rimanere in sella.

In Europa la situazione sta sfuggendo di mano più velocemente di quanto molti avessero previsto. Oltre alla Brexit, esiste un forte clima anti-Ue in Ungheria, Spagna, Italia, Grecia e Francia. La Ue rischia di crollare, e le persone che temono di perdere il potere tendono a gesti estremi di controllo dittatoriale.
Quanto ci vorrà prima che la Ue diventi effettivamente quella forza autoritaria che entrambi gli estremi dello schieramento politico hanno sempre temuto?

La forza militare europea

All’inizio dell’anno, la Ue ha votato per “punire” un proprio membro, l’Ungheria, per le politiche interne adottate dal suo governo. Chiariamo una cosa – qualsiasi cosa si pensi di Viktor Orban, si tratta di un primo ministro eletto dal popolo ungherese. È il loro leader democratico legalmente riconosciuto. L’Ungheria lo ha votato – al contrario, l’Ungheria NON ha votato alcuno dei 448 parlamentari europei che hanno sostenuto la mozione, posta dal parlamentare olandese Judith Sargentini, che afferma:
 
“Il popolo ungherese merita di meglio… merita libertà di parola, assenza di discriminazioni, tolleranza, giustizia e uguaglianza, tutte cose che sono sancite dai trattati europei”.
 
Notiamo che la “democrazia” non è inclusa nella lista. “Tolleranza”, “giustizia” e “uguaglianza”, ma non democrazia. Un lapsus freudiano, forse.
 
La stessa votazione del Parlamento europeo è stata un nonsenso totale – l’astensione è stata ignorata così da poter raggiungere una maggioranza dei due terzi. È stato forzato un provvedimento che, essenzialmente, richiede un cambio di regime in Ungheria attraverso:
 
“misure appropriate atte a ristabilire la democrazia inclusiva, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali”.
 
Una delle sanzioni suggerite – l’”opzione nucleare” – è stata la perdita del diritto di voto. L’Ungheria rimarrebbe un membro della UE, dovrebbe ancora effettuare i suoi versamenti alla UE, dovrebbe ancora obbedire a tutte le leggi e regole UE, ma non potrebbe più esprimere la sua opinione su quali debbano essere queste leggi.
 
Tutto questo verrebbe fatto, teoricamente, in difesa della “democrazia inclusiva”.
 
Quanto ci vorrà prima che la disapprovazione e le misure punitive nei confronti di alcuni leader diventino una rimozione esplicita? Possiamo veramente dire che questo non succederà mai?
 
Questo mese, a Parigi (e in altre città francesi) abbiamo visto le enormi proteste dei Gilet Gialli contro la tassa sulla benzina, l’austerità e la disuguaglianza. La violenta repressione di queste proteste non ha ricevuto alcuna critica da alcuno stato membro della Ue, o dalla Ue stessa. Tuttavia, un veicolo militare con lo stemma della Ue èstato visto per le strade di Parigi.
 
Sia Macron sia la Merkel hanno parlato, recentemente, della necessità di un esercito Ue – le proteste francesi verranno usate come pretesto per realizzare questi progetti?
 
Ipotizziamo che l’esercito Ue venga creato – forniamo all’Unione europea quella “forza di difesa” così fortemente voluta. Presumibilmente 250.000 soldati, provenienti da tutti gli stati membri. Quale sarebbe il loro scopo? Quale la loro funzione?
 
Per esempio, sarebbero stati usati lo scorso anno in Catalogna, per “mantenere la pace”? Un ipotetico esercito Ue agirebbe contro un voto pacifico per “difendere” l’integrità dell’Unione?
 
Un possibile ulteriore passo per fronteggiare il governo di Viktor Orban potrebbe essere forse l’utilizzo delle Forze di Difesa Ue a Budapest per rimuovere l’uomo che minaccia l’”uguaglianza”? Potremmo dire che queste sono “misure appropriate per ripristinare la democrazia inclusiva”?
 
Se si decide che la Brexit è una “minaccia ai diritti umani” (o qualche altra corbelleria), l’esercito Ue potrebbe essere usato nelle strade di Londra per proteggerci da noi stessi?
 
Ci sono state, e potrebbero esserci, molte situazioni nel passato recente della Ue dove interventi militari sono stati evitati solo perché letteralmente non erano un’opzione possibile. Se un esercito Ue li rendesse possibili, ci fidiamo del fatto che Bruxelles non si avvarrebbe di questa opzione?
 
Qualcuno sostiene che un esercito Ue sarebbe una cosa buona perché diminuirebbe la dipendenza dell’Europa dalla Nato e ci permetterebbe di sottrarci all’influenza degli Stati Uniti. Non credo che succederebbe, e a dimostrazione porto il fatto che la “Carnegie Endowment for International Peace”, ben nota Ong sostenuta dagli Stati Uniti, è molto favorevole a questo progetto.

Il “Ministero della Verità” della UE

Naturalmente, la crescente probabilità di un “EU consensus” imposto con la forza è solo una parte del problema.
 
Oltre alla repressione fisica – sia da parte della Ue (della sovranità nazionale) che da parte dello stato (del diritto individuale alla protesta) – ci sono segnali preoccupanti di repressione intellettuale. È in arrivo un giro di vite sulla libertà di espressione e di opinione.
 
Oggi sul Guardian c’è un articolo che fa paura: La Russia “ha spianato la strada al sequestro delle navi dell’Ucraina con un’ondata di fake news”. Non fa paura a causa del titolo – fa paura per le motivazioni che ci stanno dietro e per le implicazioni sul futuro dell’Europa.

La sostanza dell’articolo è una denuncia totalmente priva di fonti, senza legami logici e senza alcuna prova, di malefatte da parte dei russi; in quanto tale, le si applica il Rasoio di Hitchens





Courtesy of Vocidallestero
Source: https://off-guardian.org/2018/12/10/the-eu-and-the-warning-signs-of-fascism/
Publication date of original article: 10/12/2018
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=24947

 

Tags: UEFascismoRepressioneStato di PoliziaBrexitDemocraziaCatalogna
 

 
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