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 23/10/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 UNIVERSAL ISSUES 
UNIVERSAL ISSUES / "Hasta la Victoria siempre, mio caro Che"
Date of publication at Tlaxcala: 09/10/2018
Original: Hasta la victoria siempre, Che querido

"Hasta la Victoria siempre, mio caro Che"

Haydée Santamaría (1923-1980)

Translated by  Daniela Trollio

 

Lettera di Haydée Santamarìa Quadrado al Che, scritta dopo il suo assassinio in Bolivia

Che: dove posso scriverti? Mi dirai che da qualsiasi parte, ad un minatore boliviano, ad una madre peruviana, al guerigliero che c’è o non c’è ma ci sarà. Tutto questo lo so, Che, tu stesso me l’hai insegnato, e oltretutto questa lettera non sarebbe per te. Come dirti che non avevo pianto tanto dalla notte in cui uccisero Frank, e in più questa volta non ci credevo. Tutti erano sicuri e io dicevo: non è possibile, una pallottola non può finire l’infinito, Fidel e tu dovete vivere, se voi non vivete ... come vivere. 
Sono quattordici anni che vedo morire esseri così immensamente amati, che oggi mi sento stanca di vivere, credo di aver vissuto abbastanza, il sole non mi sembra tanto bello, la palma ... non provo piacere nel vederla; a volte, come ora, nonostante la vita mi piaccia così tanto che per queste due cose vale la pena di aprire gli occhi ogni mattina, ho voglia di tenerli chiusi, come loro, come te. 
 
Come può essere vero.. questo continente non merita questo; con i tuoi occhi aperti, l’America Latiina aveva la sua strada pronta. Che, l’unica cosa che potrebbe consolarmi sarebbe essere venuta, ma non sono venuta, sto vicino a Fidel, ho sempre fatto quello che lui desidera che io faccia. Ti ricordi? Me lo promettesti nella Sierra, mi dicesti: non avrai nostalgia del caffè, avremo il mate. Non avevi frontiere, ma mi promettesti di chiamarmi quando fosse nella tua Argentina, e ... come lo aspettavo, sapevo bene che l’avresti fatto. Non può più succedere, non hai potuto, non ho potuto.
 
Fidel l’ha detto, deve essere vero, che tristezza. Non poteva dire “Che”, raccoglieva le forze e diceva “Ernesto Guevara”; così lo comunicava al popolo, al tuo popolo. Che tristezza così profonda, piangevo per il popolo, per Fidel, per te, perchè non posso più. Poi, alla veglia, questo grande popolo non sapeva che grado ti avrebbe assegnato Fidel. Te l’ha assegnato: artista. Io pensavo che tutti i gradi sarebbe stati poco, piccoli, e Fidel, come sempre, ha trovato quelli veri: tutto quello che hai creato è stato perfetto, ma hai fatto una creazione unica, hai fatto te stesso, hai dimostrato come è possibile quell’uomo nuovo, tutti avremmo visto così che quell’uomo nuovo è la realtà, porchè esiste, sei tu.
 
Che altro posso dirti, Che. Se sapessi, come te, dire le cose. In ogni modo, una volta mi hai scritto: “Vedo che ti sei convertita in una letterata con il dominio della sintesi, ma ti confesso che mi piaci di più in un giorno dell’anno nuovo, con tutti i fusibili alle stelle, sparando colpi all’impazzata.”. Quell’immagine, e quella della Sierra (anche i nostri litigi di quei giorni mi sono cari nel ricordo) sono quelle che porterò di te per uso proprio. Per questo non potrò mai scrivere nulla di te e avrò sempre questo ricordo.
 
Fino alla vittoria, sempre, mio caro Che. 
 

Haydée.  





Courtesy of CIP
Source: http://www.cubadebate.cu/noticias/2017/10/09/hasta-la-victoria-siempre-che-querido/#.W7t1YdMa-Um
Publication date of original article: 09/10/2017
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=24250

 

Tags: Haydée SantamaríaChe GuevaraRivoluzione
 

 
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