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 11/12/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 ABYA YALA 
ABYA YALA / Parità e territorio: La lotta comune delle indigene andine
Date of publication at Tlaxcala: 11/09/2018
Original: Igualdad y territorio, la lucha común de las indígenas andinas
Translations available: English 

Parità e territorio: La lotta comune delle indigene andine

Mariela Jara

Translated by  Maria Chiara Starace

 

“All’età di 18 ero la prima leader donna nella mia organizzazione, mio nonno, che  era un maschilista, chiedeva che fossi picchiata perché stavo seduta in mezzo agli uomini,” ha detto Teresita Antazú, una leader indigena del popolo Yanesha, nella regione amazzonica del Perù.

Ora, a  quasi 57 anni e dopo una vita dedicata ad abbattere barriere, crede che negli scorsi 30 anni, le donne indigene nel suo paese e in tutta le regione andina abbiano acquisito visibilità, riconoscimento formale dei loro diritti e apertura delle istituzioni per le loro richieste.
 

Teresita Antazú, cornesha (massima autorità) yanesha, una delle 55 popolazioni indigene ufficialmente riconosciute in Perù, che fin da giovanissima ha combattuto contro il potere patriarcale e le varie disuguaglianze affrontate dalle donne indigene. Nell'immagine durante una mobilitazione in difesa dei gruppi amazzonici originari. Foto: Mariela Jara/IPS

Sono, però, ancora vittime della violenza, costituita dal fatto che sono sia donne che indigene. Affrontano anche la discriminazione e crescenti minacce al loro territorio, come ha detto Antazù –la prima “cornesha” (la più alta autorità) della Federazione delle Comunità Native Yanesha – all’agenzia di stampa IPS (Inter Press Service) dalla sua città natale di Constitución, nella foresta del Perù centrale.
 
Secondo Rosa Montalvo, una documentarista ecuadoriana che ha lavorato per 25 anni con le donne indigene nella regione andina, la lotta attuale per il territorio e la parità , è un filo comune che fornisce continuità alle azioni di Bartolina Sisa, una leader della resistenza Aymara*, giustiziata il 5 settembre 1782 per essersi ribellata ai conquistatori spagnoli.
 
E’ stato in omaggio a Sisa che la Seconda conferenza delle organizzazioni e dei movimenti latino-americani, svoltasi i  Bolivia nel 1983, ha dichiarato il 5 settembre Giornata Internazionale delle Donne Indigene.
 
“Come Bartolina Sisa, oggi le donne indigene stanno lottando per mantenere vive le loro culture nelle loro comunità, per continuare a esistere come popoli e per avere le occasioni che meritano, conservando la continuità delle nuove generazioni, specialmente ora che ci sino attacchi più violenti ai loro territori,” ha detto Rosa Montalvo all’IPS da Quito.
 
Si riferiva, per esempio, al caso della Colombia, dove l’Organizzazione Nazionale Indigena che raggruppa 102 popoli nativi, ha riferito che tra il Novembre 2016 e il luglio 2018, sono stati uccisi 65 attivisti da gruppi armati illegali. Questo è avvenuto dopo che un accordo di pace firmato dal governo e dai guerriglieri di sinistra ha messo fine a mezzo secolo di conflitti armati.
 

L'ecuadoriana Rosa Montalvo, con oltre 25 anni di lavoro ininterrotto con donne indigene, contribuendo a sviluppare processi di potenziamento e leadership femminile all'interno delle popolazioni indigene, durante un incontro sull'argomento a Lima. Foto: Mariela Jara / IPS

Le comunità indigene sono state lasciate più vulnerabili in un serio scenario di dispute territoriali, dove le donne sono gravemente colpite perché restano nel loro territorio per sostenere la vita  e sono esposte alla violenza,” ha spiegato Montalvo che è anche membro della Coalizione Internazionale per la Terra.
 
Anche i territori indigeni sono minacciati, con impatto sulla vita dei popoli e delle donne nativi, in paesi come l’Ecuador e la Bolivia, malgrado le loro costituzioni progressiste, ha detto Rosa Montalvo.
Entrambi i paesi hanno ancora un modello economico agricolo e di esportazioni     che pone una minaccia ai territori indigeni, ha detto la documentarista ecuadoriana.
 
Il territorio è la vita per i popoli e le donne indigene, è la loro fonte di sostentamento, e la base per la loro cultura e visione del mondo. Se il loro territorio è invaso, proprio la loro esistenza è messa a repentaglio.
 
Gli stati andini hanno firmato la dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni e la Convenzione 169 dell’Organizzazione del Lavoro che   garantiscono di consultarsi prima e in modo informato, allo scopo di attuare progetti di investimenti nei territori delle comunità indigene.
Questi impegni, non vengono, però, fatti rispettare, e le attività estrattive stanno avendo un impatto sulla vita, la cultura, la visione del mondo dei popoli nativi, dicono gli esperti  e i leader indigeni.
 
“Questo è il motivo per cui parliamo di vari tipi di violenza, come la violenza che   contro i nostri corpi e nei nostri territori, ha detto all’IPS Tarcila Rivera, membro peruviano del Forum Permanente delle Nazioni Unite per le questioni indigene.
La Rivera, vice presidente del Centro per le Culture Indigene del Perù (CHIRAPAQ), fondato 34 anni fa, ha detto che quasi metà delle donne indigene in America Latina, vivono in territori dove le concessioni per mega progetti e attività estrattive sono state assegnate dai governi.
Queste sono zone tormentate, contemporaneamente, dalla povertà e dall’abbandono.
 
“Stiamo lottando in modo che nelle zone rurali lo stupro di una ragazza non sia risolto in cambio di denaro o di merci, e per impedire l’espropriazione delle nostre terre e l’inquinamento dei nostri fiumi e dei nostri raccolti,” ha detto a Lima.
 
La Rivera è un’attivista indigena famosa nel mondo che segue gli insegnamenti di sua madre nella sua città natale, Ayacucho, la regione centrale delle Ande Peruviane, colpita in modo particolarmente duro dal conflitto armato del 1980-2000.
“Mia madre è morta analfabeta, ma aveva grande saggezza nel trattare i problemi e a ideare le soluzioni,” ha detto.
 

La peruviana Tarcila Rivera, promotrice dell'organizzazione e articolazione delle donne indigene a livello locale e globale, che difende i diritti della popolazione femminile nativa nei forum internazionali. Nell'immagine, in una comunità di Ayacucho, nelle Ande peruviane, dove ha origine e dove dà accesso all'educazione delle ragazze e degli adolescenti indigeni. Foto: Per gentile concessione di Chirapaq

“Se vuoi una gonna nuova o qualcosa di speciale da mangiare, mi diceva, “devi avere il tuo denaro; hai la capacità e la forza spirituale e puoi andare avanti,” mi diceva, ricordando il consiglio di sua madre che la aveva insegnato a essere indipendente e forte.
 
In più di 30 anni di attivismo nazionale e internazionale per i diritti delle donne indigene, la Rivera evidenzia come successi importanti che le donne indigene hanno organizzato, che parlano con la loro voce e che si esprimono dal livello locale a quello globale.
La Rivera promuove anche la Rete continentale delle donne indigene delle Americhe e riconosce come priorità internazionale lo sradicamento del razzismo contro le donne indigene che lei considera una delle forme strutturali di violenza che patiscono.
 
“Il razzismo ferisce l’autostima delle persone, è una discriminazione contro la propria identità etnica, vi fa sentire di essere meno di una persona perché siete donne, perché non parlate spagnolo, perché siete povere, perché vivete nella selva,” ha detto.
Di conseguenza, “non avete gli strumenti per difendervi o dall’uomo che vi picchia a casa vostra o dal poliziotto che fi va violenza ingiustamente se rivendicate i vostri diritti; dobbiamo sradicare tutto questo nei nostri paesi,” ha detto la Rivera.
 
Nella regione andina, secondo la Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (ECLAC), la Colombia ha la più alta percentuale di indigeni (il 62% della popolazione), seguita dal Perù (24%), dal Cile (11%), dall’Ecuador (7%), dalla Colombia (3%) e dal Venezuela (2,7 %).
E’ anche necessario scomporre i dati secondo il genere e i variabili diverse per valutare la violenza, la salute, il lavoro, l’istruzione e  il problema degli alloggi, hanno fatto notare sia la Antazú che la Rivera.
“Se i governi non sanno in che modo vivono le donne indigene e i problemi che affrontiamo ogni giorno, non saremo capaci di creare politiche pubbliche che rispondano alle nostre necessità,” ha detto Teresita Antazù .
 
Quando si chiede loro quali siano le loro previsioni per i prossimi 10 anni, dicono che vedono una presenza più giusta per le donne indigene negli spazi per l’attività decisionale a livello locale, regionale e nazionale , e credono che le ragazze indigene e le giovani donne riceveranno sempre di più un’istruzione di qualità che le responsabilizza.

“E senza la gente che ci lancia occhiate che è come se urlassero: ‘che ci fate qui?’” ha osservato la Rivera. 





Courtesy of ZNet Italy
Source: http://www.ipsnoticias.net/2018/09/igualdad-territorio-la-lucha-comun-las-indigenas-andinas/
Publication date of original article: 03/09/2018
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=24045

 

Tags: Abya YalaYaneshaPopoli indigeniPerù
 

 
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