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 25/09/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 UNIVERSAL ISSUES 
UNIVERSAL ISSUES / WikiLeaks visto da dentro: lavorare con l'editore che ha cambiato il mondo
Date of publication at Tlaxcala: 31/07/2018
Original: Inside WikiLeaks: working with the publisher that changed the world
Translations available: Français  Español 

WikiLeaks visto da dentro: lavorare con l'editore che ha cambiato il mondo

Stefania Maurizi

Translated by  Bosque Primario

 

Messo a tacere e isolato dal mondo esterno, il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, negli ultimi sei anni è stato confinato nell'ambasciata dell’Ecuador di Londra senza poter vedere il sole, senza poter uscire all'aria aperta o avere cure mediche adeguate. Inoltre, lo scorso marzo il governo ecuadoriano del Presidente Lenin Moreno gli ha tagliato internet, telefono e perfino le visitate e i giornalisti. Per un uomo, già confinato in quell'ambasciata da tanto tempo, queste restrizioni sono particolarmente dure.

Ho cominciato a lavorare come media partner di WikiLeaks nel 2009, prima che Assange e WikiLeaks pubblicassero bombe come il video "Collateral Murder". Negli ultimi nove anni, ho collaborato con WikiLeaks per conto del mio giornale, il quotidiano italiano La Repubblica, ho lavorato sulle e-mail di Podesta e su molti altri file segreti, eccetto quelli pubblicati da WikiLeaks senza nessun media partner: le e-mail sul DNC, sui Saudi Cables, sulle e-mail del partito di governo in Turchia, sui documenti del Hacking Team, sul video  Collateral Murder e sulle e-mail Brennan.

Che sia o che non sia lavoro suo, WikiLeaks è un'organizzazione di media indipendente che non deve tener conto dei media tradizionali per pubblicare i suoi scoop. Infatti è stato fondato per bypassare i problemi legali che i media tradizionali potrebbero avere per pubblicare informazioni classificate.

Con i suoi 5,5 milioni di follower su Twitter, WikiLeaks ha un enorme presenza sui social media, cosa che conferisce un impatto immediato al suo lavoro. Ma WikiLeaks ha pubblicato la maggior parte delle sue rivelazioni in collaborazione con un certo numero di media partner.

Per esempio, io sono stata un partner nella pubblicazione delle e-mail di John Podesta, manager della campagna di Hillary Clinton nel 2016, pubblicate da WikiLeaks poco dopo il famigerato video Access Hollywood che rivelava i commenti sulle donne fatti dal candidato Donald Trump.

Molti media continuano a raccontare che le e-mail di Podesta sono state rese pubbliche pochi minuti dopo la trasmissione del video Access Hollywood, dando adito al dubbio su una specie di coordinamento tra WikiLeaks e la campagna di Trump. In un atto di accusa emesso venerdì scorso, Robert S. Mueller III, consigliere speciale che indaga sulla presunta interferenza russa nelle elezioni americane del 2016, ha accusato 12 ufficiali dell’Intelligence militare russo, GRU, di aver – forse - violato sia le email del DNC che quelle di Podesta e di averle – forse – passate a WikiLeaks per la pubblicazione.

Non ho idea di quali siano state le fonti di WikiLeaks per le e-mail di Podesta: l'intero concetto di Wikileaks si basa sulla presentazione di documenti segreti, e comunque non pubblici, ricevuti da fonti anonime. Assange ha detto tante volte che la sua fonte per le e-mail della Clinton non era né il governo russo né un partito di stato.

Mentre stavo lavorando sulle e-mail di Podesta, sapevo che la loro pubblicazione non era stata una decisione dell'ultimo momento. Ero stata avvisata il giorno prima e la loro pubblicazione in più parti era una stata una scelta fatta da WikiLeaks dopo che l'organizzazione era stata aspramente criticata dai media mainstream per aver pubblicato tutti i documenti DNC in una volta sola.   Questa volta le e-mail sarebbero uscite un po’ alla volta, così il pubblico le avrebbe digerite più facilmente. Ma anche questo fu criticato dai media USA e dai Democratici come un tentativo di lasciar dissanguare lentamente la Clinton poche settimane prima delle elezioni.   

Pronti a pubblicare i Documenti di Trump

Sono stata anche testimone, quando arrivarono a WikiLeaks quattro documenti sulle attività di Trump, a un certo punto durante la campagna elettorale, e fu chiesto ai media-partner di dare il loro contributo per verificare i documenti e decidere se dovevano essere pubblicati o no. Il team di WikiLeaks aveva già preparato la foto da allegare ad una possibile pubblicazione su Trump: una caricatura con la sua caratteristica pettinatura. Sfortunatamente, si scoprì poi che i documenti erano già stati resi pubblici.

Negli ultimi nove anni di collaborazione con WikiLeaks per conto del primo News-Magazine italiano L'Espresso e poi per La Repubblica, ho passato molte ore a parlare con Assange e con il suo staff, mantenendo contatti settimanali. Ripensandoci bene, mi rendo conto che in tutti questi anni ho incontrato Assange, da uomo libero, una sola volta. Era settembre del 2010: aveva appena lasciato la Svezia per incontrare me e altri giornalisti a Berlino dopo la pubblicazione dei log di guerra afghani. A quel tempo, non mi immaginavo quanti anni sarebbero passati, prima di vederlo di nuovo libero.

È uno degli uomini più demonizzati del pianeta. "Siamo nel business della crocifissione", mi disse qualche mese fa, prima che l'Ecuador lo tagliasse fuori dai suoi contatti sociali. Infatti è stato crocifisso per qualsiasi cosa abbia fatto: Ha parlato con la stampa?  - è un narcisista. Non ha parlato con la stampa? Vuol far credere al mondo che è l’uomo del mistero. È un uomo complicato, ma non è né duro né arrogante con cattiveria, stile quello James Bond che dipingono i giornali. Può essere passionale, ha uno spiccato senso dell'umorismo ed è decisamente brillante e audace tanto da pubblicare documenti eccezionalmente rischiosi.

Tutta la Forza dello Stato

WikiLeaks è qualcosa di unico da molti punti di vista. Come organizzazione-media che pubblica esclusivamente documenti segreti o comunque pubblicati solo parzialmente sui "poteri invisibili", come le Agenzie di intelligence, che i cittadini normalmente non percepiscono come direttamente rilevanti per la loro vita, non c'è dubbio che Wikileaks veda scagliarglisi contro di sé tutta la forza dello Stato. Probabilmente è stata l'unica organizzazione tra i Media occidentali ad essere sotto continue indagini da parte delle autorità USA - e probabilmente di altre nazioni - dal 2010 in poi, ed è sicuramente l'unica il cui direttore è arbitrariamente detenuto nel cuore dell'Europa.

Ogni volta che dico che Assange è l'unico editor arbitrariamente detenuto in Europa, qualcuno obietta che non è detenuto, o che non sia affatto un editor. Ma il fatto che sia arbitrariamente detenuto è opinione del gruppo di lavoro dell’ONU sulla Detenzione Arbitraria, le cui decisioni sono considerate autorevoli dalla Corte-Europea dei diritti dell'uomo. Il governo del Regno Unito ha sempre respinto la decisione dell'organismo delle Nazioni Unite su Assange e ha persino cercato di fare appello. Da quando hanno perso questo appello, le autorità UK hanno continuato a ignorare la decisione e pare che nessun altro abbia niente da dire al riguardo.

Molti sostengono che Assange non sia detenuto, ma piuttosto che sia in uno stato di "esilio volontario", perché potrebbe lasciare l'ambasciata in qualsiasi momento. Potrebbe, se volesse, uscire ed essere arrestato dalle autorità del Regno Unito, per aver violato le condizioni sulla cauzione, dopo che la Svezia ha abbandonato le indagini contro di lui, e dovrebbe affrontare il rischio della estradizione negli USA. L'anno scorso l'ex capo della CIA, Mike Pompeo, ha attaccato ferocemente sia Assange che la sua organizzazione, definendo WikiLeaks un "servizio di intelligence-ostile-non-statale". L'attuale procuratore generale, Jeff Sessions, ha dichiarato che arrestarlo è una priorità.

Gli avvocati di Assange credono che un gran giurì nello stato della Virginia abbia già preparato un'accusa sigillata contro di lui. Teoricamente sarebbe protetto dal Primo Emendamento della costituzione degli Stati Uniti, che protegge la pubblicazione di documenti rubati, cosa che i principali media fanno di solito. Comunque, negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi tentativi da parte delle autorità USA  dichiarare che né WikiLeaks, né Assange possono appellarsi ai diritti del Primo Emendamento.

Curiosamente, quei critici che dicono che si trova in una forma di esilio o di reclusione volontaria, sembrano dimenticarsi che Assange ha tentato qualsiasi via legale per opporsi alla sua detenzione. Non ho mai sentito di qualcuno che si chiude in un esilio e, allo stesso tempo, cerca qualsiasi mezzo legale per porvi fine.

L'ultimo appello di Assange alla Westminster Magistrates’ Court è stato archiviato lo scorso febbraio dal giudice Emma Arbuthnot, con una sentenza che diceva che, per la giustizia britannica, è perfettamente accettabile che un individuo resti confinato in un piccolo edificio per quasi sei anni senza aver accesso a luce solare, aria fresca o cure mediche adeguate. "Non trovo che il soggiorno del signor Assange nell'ambasciata sia inappropriato, ingiusto, imprevedibile, irragionevole, inutile o sproporzionato", ha concluso la Arbuthnot senza nessuna British irony.

Per quanto riguarda il concetto di "editor", parlo solo per esperienza personale e dico quello che ho visto io: Assange è sempre stato la persona che coordina le attività di pubblicazione di WikiLeaks, facendo scelte editoriali, decidendo come presentare le rivelazioni al pubblico, proprio come qualsiasi editor dei media tradizionali. Lui e la sua organizzazione sono tutt'altro che perfetti: hanno commesso errori e hanno fatto scelte discutibili, ma è un dato di fatto che hanno rivelato informazioni molto importanti e nell'interesse pubblico. 

Giornalismo e oltre

Grazie a WikiLeaks, è stato possibile svelare il vero volto delle guerre americane in Afghanistan e in Iraq (Afghan War LogsIraq War Logs Files e Collateral Murder), le identità dei detenuti di Guantanamo (Gitmo Files), gli scandali e gli imbarazzanti accordi diplomatici contenuti in 251.287  cables diplomatici USA, come la pressione fatta dagli Stati Uniti per neutralizzare i Pubblici Ministeri italiani che indagano sulla rocambolesca consegna del religioso di Milano, Abu Omar (Cablegate).

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Tunisia: Le proteste alimentate da WikiLeaks scatenarono la Primavera araba

È stato possibile rivelare il funzionamento interno della società di intelligence privata statunitense Stratfor (GIFiles) e l'Agenzia per la sicurezza nazionale intercetta su leader tedeschi, francesi, italiani e giapponesi, comprese le intercettazioni del controverso ex-Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi (NSA World Spying Files).. WikiLeaks ha anche rivelato le operazioni dell'UE per fermare migranti e rifugiati (EU Military Ops Against Refugee Flow Files) e le armi informatiche della CIA (file Vault 7). I suoi Tunisia Files  hanno contribuito alle rivolte che  diedero il via alla cosiddetta primavera araba. WikiLeaks ha anche reso pubblica anche una cache di Spy Files dalla Russia.

Tutte queste preziose informazioni sono state messe a disposizione del mondo da WikiLeaks in modo completamente gratuito, così che una volta diventate di pubblico dominio, giornalisti, attivisti, studiosi e cittadini possono accedervi direttamente in tutto il mondo, senza bisogno di organizzazioni di media o di giornalisti per accedere ai file originali per poter fare scelte informate.

Questa strategia di pubblicazione ha funzionato: gli abitanti esiliati delle isole dell'arcipelago di Chagos, ad esempio, hanno portato in tribunale i cables diplomatici USA per sostenere la loro lotta per ritornare alle loro isole, mentre un cittadino tedesco, Khaled el-Masri, ha usato i cables  per sostenere il suo caso alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro il suo respingimento al paese di origine.

Dal punto di vista di WikiLeaks, pubblicare informazioni nell'interesse pubblico è un atto di giornalismo, che va anche oltre lo stesso giornalismo. Per questo motivo, dopo aver stretto una partnership con le organizzazioni dei media, WikiLeaks rende i suoi file disponibili al pubblico in modo che tutti possano accedervi e usarli.

Assange e la sua squadra hanno aperto la strada a un modello così funzionale da essere copiato da molti, hanno creato una piattaforma su cui presentare, in forma anonima, documenti segreti o comunque limitati, un concetto che è stato adottato da quasi tutti i principali media. Hanno anche creato rapporti di collaborazione inter-giurisdizionali, ora adottati come modello anche da organizzazioni importanti come il Consortium of Investigative Journalists, che ha pubblicato importanti rivelazioni come i Panama Papers.

Rischi

Nel corso degli ultimi nove anni, ho visto Assange e il suo staff correre enormi rischi. "Vanno incontro a rischi da cui tutti gli altri fuggono", mi ha detto Edward Snowden in un'intervista. Ciò significa che corrono dei rischi che i media delle multinazionali non si prenderanno mai. Alla fine della giornata i media delle multinazionali sono corporazioni: molti decidono di potersi permettere solo qualche limitato rischio legale. Per quanto riguarda i rischi extralegali, sono pochi i redattori e i giornalisti tradizionali che hanno voglia di finire confinati in un'ambasciata per sei anni.

Abbiamo visto cosa è successo a Snowden quando fu abbandonato a Hong Kong: ci sono voluti sia Sarah Harrison, stretto consigliere di Assange, e giornalista di Wikileaks, che tutto lo staff di WikiLeaks per aiutarlo a cercare asilo.  Benché  tutti i giornali che avevano pubblicato i file di Snowden avrebbero potuto esercitare un enorme potere contrattuale, se avessero voluto negoziare un accordo con il governo USA per proteggere Snowden, nessuno ha fatto niente. Come ha affermato Bruce Sterling, un autore di fiction di fantascienza americana: "È incredibile per me che, tra otto miliardi di persone della società civile che vivono su questo pianeta e che odiano e temono spie e spie della polizia, non ci sia stato nessuno che abbia offerto a Snowden un briciolo di aiuto pratico, eccetto Wikileaks. "

Sin dall'inizio, ho assistito ai violenti attacchi contro Assange e al suo staff e allo sterile tentativo dei giornalisti mainstream e non-mainstream di cercare informazioni fattuali sul caso svedese, sul FOIA (Freedom of Information Act) o su altri strumenti investigativi. Nel corso di questi ultimi sette anni, nessun media ha nemmeno provato a leggere il file completo su Julian Assange e WikiLeaks.

C'è voluto un giornalista italiano per far causa al FOIA in Svezia e nel Regno Unito perché nessun giornalista internazionale o locale lo aveva ancora fatto. Mentre il mio contenzioso con il FOIA ha portato alla luce alcuni fatti sospetti (come la cancellazione di molte e-mail cruciali scritte e ricevute dall'avvocato inglese che aveva gestito il caso Assange per il Crown Prosecution Service - una cancellazione per cui le autorità UK non hanno fornito nessuna spiegazione) non c'è stato nessun che ne ha parlato né sui media internazionali, né su quelli inglesi.

Gli utili Idioti del Cremlino?  

Recentemente, The Guardian ha dichiarato: "Assange ha una relazione di lunga data con Russia Today. È apparso regolarmente in interviste sull'emittente russa ed è stato ospite in un programma su RT nel 2012. "In realtà la licenza di trasmettere quel programma, " The World Tomorrow ", è stata acquistata anche dal mio newsgroup, che pubblica La Repubblica e l'Espresso. Per quanto ne sappia, quel programma non era il risultato della di una unica collaborazione tra WikiLeaks e RT.

Mentre è vero che Assange e il suo staff sono apparsi parecchie volte sul canale russo, ho solo sentito di un caso in cui RT sia stato partner di WikiLeaks nella pubblicazione di file segreti: Gli "Spy Files", una serie su certi opuscoli di società private che vendono tecnologie di sorveglianza. Quando WikiLeaks collabora con i media tradizionali, i partner si conoscono tra loro e condividono risultati e carico di lavoro. Sulla base di quanto ho osservato, RT non ha mai fatto parte di questo processo, anche se è vero che RT salti immediatamente su qualunque cosa pubblichi WikiLeaks, e che scriva articoli sulle pubblicazioni di WikiLeaks in base ai suoi comunicati stampa e che riporti tutto sulla pagina di WikiLeaks.

La Russia guarda a Assange come una specie di dissidente occidentale. Il paese ama decisamente l'idea dei "dissidenti occidentali" ed è felice di mettere un dito nell’occhio dell'Occidente, dando ampia copertura a Assange e alla sua organizzazione. I media russi metono in evidenza le contraddizioni delle democrazie occidentali che, mentre predicano un giornalismo aggressivo e la protezione delle fonti giornalistiche, mettono in prigione Chelsea Manning, accusano Snowden, indagano su WikiLeaks e tengono arbitrariamente detenuto il suo editor, da otto anni e ancora non si sa fino a quando.

WikiLeaks è stato accusato di essere l'utile idiota del Cremlino o la sua lavatrice-a-gettoni, o addirittura una fronte dell'intelligence russa. Questo tipo di accuse, diffuse dai media nessuna solida prova, facendo sempre capo a anonimi funzionari dell'intelligence con l’evidente interesse di distruggere la reputazione di WikiLeaks. Per proteggere se stesso e la sua organizzazione, Assange ha sempre evitato di rivelare come funziona, dall’interno, WikiLeaks in modo da non esporre le sue risorse e le sue vulnerabilità a enti potenti come la CIA, che vede Wikileaks come una minaccia esistenziale per se stessa.

Questo approccio ha contribuito a proiettare un fascino misterioso e minaccioso che è stato utilizzato da molti media per alimentare una campagna al vetriolo contro Assange e WikiLeaks, facendoli passare come mascalzoni-tipo-James Bond, con qualcosa di oscuro da nascondere. Se Assange e la sua squadra avessero alzato il velo e permesso alla gente di conoscere il funzionamento dall’interno di WikiLeaks, l'opinione pubblica avrebbe capito quello che c’è veramente dietro: la volontà di sopportare ogni pressione, anche di fronte a entità molto potenti.

Nessuno può dire come andrà a finire per Assange e per i suoi: se finiranno in galera negli USA, sarà la prima volta che un editor e un'organizzazione di media saranno imprigionati negli Stati Uniti per aver fatto il loro lavoro, almeno dai tempi di John Peter Zenger nell’America coloniale.

Come l'icona dei whistleblowers, Daniel Ellsberg, ha detto: "Sotto Trump, potrebbe essere il primo giornalista in questo paese a essere incriminato." C’è un silenzio assordante sull'impatto di uno scenario come questo sulla libertà di stampa e sui diritti umani per Assange e per il suo staff.

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://consortiumnews.com/2018/07/19/inside-wikileaks-working-with-the-publisher-that-changed-the-world/
Publication date of original article: 19/07/2018
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=23922

 

Tags: WikiLeaksJulian AssangeUSA
 

 
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