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 18/09/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EDITORIALS & OP-EDS 
EDITORIALS & OP-EDS / La separazione dei bambini dai loro genitori: una prassi imperialista
Date of publication at Tlaxcala: 01/07/2018
Original: Trennung der Kinder von ihren Eltern : eine imperialistische Praxis

La separazione dei bambini dai loro genitori: una prassi imperialista

Milena Rampoldi ميلينا رامبولدي میلنا رامپلدی Милена Рампольди

 

La separazione forzata dei bambini dai loro genitori, come rilanciata da Donald Trump sulla scena della storia mondiale, non è che una reinvenzione di una prassi imperialista praticata per secoli divenuta poi una caratteristica peculiare dei regimi coloniali del 20esimo (e anche del 21esimo) secolo. E gli Stati Uniti sono parte integrante di questo mondo colonialista fin dall’inizio della loro “storia fatta di occupazione e di egemonia mondiale”.



A questo proposito Ron Forthofer scrive: “L’orrenda politica di Trump, costituita dalla separazione dei bambini immigrati dai loro genitori, giunti negli Stati Uniti per richiedere asilo, insulta la concezione secondo cui il governo usamericano valorizzerebbe la famiglia. Purtroppo, gli Stati Uniti hanno una lunga e triste tradizione di separazione di bambini dai loro genitori. Per fare un esempio: Gli Stati Uniti separarono con forza i bambini degli indiani d’America dai loro genitori. Anche le famiglie degli schiavi neri spesso venivano separate con violenza.”
 
Chi pensa in modo imperialista – e Trump pensa in modo imperialista – ritiene che la propria cultura sia superiore a quella degli altri e si arroga il diritto di decidere ove devono vivere e in particolare ove devono essere educati i figli degli altri, dei sottomessi, dei nemici, dei disumanizzati o anche no, se invece si persegue lo scopo di eliminare l’Altro, piuttosto che integrarlo forzatamente nella propria cultura coloniale.
 
Questa prassi è all’ordine del giorno nella Palestina occupata. Lo stato coloniale di Israele si arroga il diritto di separare i bambini palestinesi dai loro genitori con la forza.
 
La stessa cosa avveniva anche nel regime fascista del generale Franco. I neonati degli oppositori politici venivano dichiarati morti per poi “passarli” a famiglie sostenitrici del regime affinché ottengano un’eduzione “fascista”.
 
Come scrive Margot Litten nel suo articolo, pubblicato su  Deutschlandfunk: “La tragedia ebbe inizio nell’epoca della guerra civile spagnola per proseguire fino agli anni 90 del secolo scorso. Inizialmente questo “ratto dei neonati” aveva una motivazione politica, trasformandosi poi in un affare lucrativo, in cui erano coinvolti medici, avvocati e soprattutto la chiesa cattolica. Si ritiene che dai reparti di maternità spagnoli sparirono più di 300.000 neonati.”
 
Esattamente la stessa prassi fu anche attuata in Australia con bambini un po’ più grandi che non venivano dichiarati morti, ma separati con forza dalla loro famiglia. Lo scopo perseguito da questa “misura” consisteva nel cancellare del tutto l’eredità e la cultura degli aborigeni. I bambini dovevano essere educati “in conformità con il sistema coloniale” per integrarsi in esso e servirlo.
 
O basta pensare ai bambini Maori che hanno vissuto lo stesso destino. La stessa cosa avvenne anche in Canada con i bambini degli indiani.
 
Come accennato nell’articolo pubblicato su SBS News:
"Dal 1974 in poi 150.000 bambini di famiglie indiane, Inuit e Métis in Canada furono “iscritti forzatamente” in 139 collegi, tra cui anche collegi gestiti dalla Chiesa Cattolica. Il fatto avveniva su iniziativa del governo federale canadese che con questo esperimento cercava di integrare questi bambini nella società”.
Il fenomeno lo si può chiamare educazione forzata, integrazione forzata, deculturalizzazione forzata, disumanizzazione o furto culturale.
 
Ma il modello dello stato coloniale di Israele si distingue per un aspetto dagli altri modelli da me citati senza alcuna pretesa di essere esauriente.
 
Infatti, lo stato coloniale di Israele non vorrebbe “israelizzare” forzatamente i palestinesi, ma vorrebbe cancellarli, eliminarli, farli sparire. I bambini palestinesi non vengono separati dai loro genitori per educarli all’ideologi sionista ed integrarli nello stato coloniale di Israele, ma per essere distrutti ed annientati dopo averli derubati del loro diritto di vivere con le loro famiglie.  
 
L’obiettivo degli israeliani consiste nel rendere vera la menzogna di Herzl secondo cui la Palestina sarebbe un paese vuoto da poter colonizzare al fine di costruire uno stato ebraico etnocratico che non tollera altro che la sua immagine specchiata.
 
E quest’immagine specchiata sicuramente non include i bambini palestinesi, separati dai loro genitori. Infatti, Israele in questo assomiglia al regime sudafricano dell’Apartheid.
 
Separare e distruggere. Disumanizzare e commettere genocidio. Separare le persone e farle crepare, per esprimere questo concetto in parole povere.
 
Quale modello segue Trump non lo si può dire con certezza, ma senza dubbio si tratta di un modello colonialista.




Courtesy of ProMosaik
Source: https://promosaik.blogspot.com/2018/07/trennung-der-kindern-von-ihren-eltern.html
Publication date of original article: 01/07/2018
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=23713

 

 
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