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 25/06/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 UNIVERSAL ISSUES 
UNIVERSAL ISSUES / La Nuova Riforma: 33 tesi per una riforma della disciplina economica
Date of publication at Tlaxcala: 16/01/2018
Original: The new reformation: 33 theses for an economics reformation
Translations available: Español  Português/Galego 

La Nuova Riforma: 33 tesi per una riforma della disciplina economica

Rethinking Economics‏

Translated by  Alba Canelli

 

Il 12 dicembre, in coincidenza con il 500° anniversario delle tesi di Lutero, un gruppo di economisti e studenti ha "affisso" alla London School of Economics un elenco di raccomandazioni per procedere a una riforma economica.

Queste 33 tesi, preparate da studenti, economisti e accademici, riunite da Rethinking Economics e New Weather Institute, sostenute da eminenti economisti e leader politici, come la parlamentare britannica Caroline Lucas, riassumono una critica dettagliata della corrente principale della disciplina economica.

Famosi economisti come Mariana Mazzucato, Kate Raworth, Steve Keen, insieme a Sally Svenlen, studentessa di Rethinking Economics, hanno preso parte a un atto presieduto da Larry Elliott, capo della sezione Economia di The Guardian, in cui hanno discusso le 33 tesi, insieme alla richiesta di riforme.

L'evento si è svolto martedì 12 dicembre presso l'University College di Londra e, una volta terminato, i partecipanti, il pubblico e gli studenti sono andati alle porte della London School of Economics dove hanno affisso le loro tesi e richiesto quella riforma.

Caroline Lucas, deputata e leader del Partito Verde [del Regno Unito] ha dichiarato: "Rethinking Economics ha assolutamente ragione nell'affermare che una migliore disciplina economica non solo è possibile ma essenziale. Per un tempo già eccessivo, la corrente principale della politica ha adorato l'altare dell'economia neoliberista, come se fosse l'unico modo di fare le cose. Questo approccio con i paraocchi è chiaramente sbagliato ed è fantastico che Rethinking Economics stia allargando il dibattito e portando nuove idee".

Ha-Joon Chang, dell'Università di Cambridge, e autore di 23 Things They Don’t Tell You About Capitalism and Economics: The User’s Guide (23 cose che non ti dicono di capitalismo ed economia: Guida per l'utente, Madrid, 2012) sostiene che: 

"L'economia neoclassica ha lo stesso ruolo della teologia cattolica nell'Europa medievale: un sistema di pensiero che sostiene che le cose sono ciò che sono perché devono esserlo. Come nella Riforma di cinquecento anni fa, i giovani economisti di Rethinking Economics stanno sfidando il monopolio intellettuale, facendo appello a un approccio più pluralistico e interdisciplinare dell'economia. È un intervento estremamente importante e tempestivo in una congiuntura che potrebbe essere l'ultima occasione per salvare la corrente principale dell'economia da se stessa e salvare il mondo da quella corrente principale. Presta attenzione ad esso".

Steve Keen, autore di Debunking Economics, (Economia smascherata, Captain Swing, Madrid, 2015] ha affermato che "l'economia ha bisogno di una rivoluzione copernicana, per non parlare di una riforma. La teoria dell'equilibrio in economia dovrebbe finire dove terminavano gli epicicli tolemaici in astronomia".

Victoria Chick, professoressa emerita di economia presso l'University College di Londra, ha sottolineato che "nell'economia di oggi, i sacerdoti sono mediatori sulla strada della verità. La Riforma dell'Economia, in queste Tesi affisse alle porte della LSE, sostiene che gli studenti dovrebbero leggere le Scritture, in tutta la loro ampia varietà, da soli. Sapranno che il Papa (ieri Samuelson, oggi Mankiw) non è infallibile e che devono cercare la verità nella competizione delle idee".

Da parte sua, Sir David King, FRS ha dichiarato che "L'opportunità e la necessità di ripensare i modelli economici è stimolata da una serie di fallimenti manifesti recenti. Le grandi minacce del cambiamento climatico e la distruzione ecologica. La crisi finanziaria del debito 2007/2008. L'aumento delle differenze nei livelli di reddito dei più poveri e dei più ricchi delle nostre società. Il controllo dei media da parte di un piccolo numero di individui estremamente ricchi. In questo contesto, il documento delle "33 tesi" è uno stimolo per l'azione e deve essere ben accolto".

Kate Raworth, autrice di Doughnut Economics, ha osservato che "gli studenti di Economia odierna affrontano una profonda ironia. Impegnandosi ad impiegare anni della loro vita e una grande quantità di denaro, la prima cosa che scoprono è che devono riscrivere il programma per adattarsi alle sfide che sanno di avere davanti. Sì, l'economia è in crisi e l'ultima cosa di cui ha bisogno è una riforma insidiosa: è tempo di una riforma di grande portata. Ascoltiamo gli studenti: sono il futuro dell'economia e la loro migliore opportunità per diventare di nuovo qualcosa di pertinente".

Sally Svenlen, una studentessa di Rethinking Economics, ha dichiarato: "Cinquecento anni fa, Martin Lutero ha iniziato un movimento che avrebbe alterato fino alle sue fondamenta le pratiche del sistema stabilito. Ci sono molte persone che lavorano ogni giorno a modo loro per cercare di migliorare le pratiche economiche consolidate. Abbiamo raccolto tutte queste esperienze, idee ed energie in una singola dichiarazione su come dovrebbe cambiare l'attuale establishment economico. È difficile ignorare la verità quando ce l'hai appesa alla porta".

Gli studenti di Rethinking Economics hanno protestato durante gli studi negli ultimi cinque anni. Dal lasciare la classe alla pubblicazione di un manifesto per la riforma del programma accademico in cerca di sostegno, per elaborare il proprio libro di testo per scrivere The Econocracy, un libro sulla storia e gli argomenti del movimento. (Rethinking Economics)

33 TESI PER UNA RIFORMA DELLA DISCIPLINA DELL'ECONOMIA

IL MONDO E' DI FRONTE A POVERTÀ, DISUGUAGLIANZA, CRISI ECOLOGICA E INSTABILITÀ FINANZIARIA ...

Siamo preoccupati che l'economia stia facendo molto meno di quanto potrebbe fornire idee per aiutare a risolvere questi problemi. Questo succede per tre motivi:

Primo: nel seno dell'economia si è sviluppato un'insano monopolio intellettuale. La prospettiva neoclassica domina in modo schiacciante l'insegnamento, la ricerca, la consulenza politica e il dibattito pubblico. Molte altre prospettive che potrebbero fornire informazioni preziose sono emarginate ed escluse. E questo non ha nulla a che fare con il fatto che una teoria è migliore di un'altra, ma con la nozione che il progresso scientifico avanza solo attraverso il dibattito. All'interno dell'economia, questo dibattito è morto.

Secondo: anche se l'economia neoclassica ha dato un contributo storico ed è ancora utile, ci sono enormi possibilità di miglioramento, dibattito e apprendimento da altre discipline e prospettive.

Terzo: la corrente principale dell'economia sembra essere diventata incapace di auto-correggersi, sviluppandosi più come fede che come scienza. Troppo spesso, quando le teorie e le prove entrano in conflitto, sono le teorie quelle che sono state mantenute e le prove quelle che sono state scartate.

Proponiamo queste tesi come una sfida al folle monopolio intellettuale della corrente principale dell'economia. Questi sono esempi dei fallimenti nelle teorie della corrente principale, delle intuizioni che le prospettive alternative hanno da offrire e dei modi in cui un approccio più pluralista può aiutare l'economia a diventare più efficace e democratica. È un'affermazione che è possibile un'economia migliore e un invito al dibattito.

SCOPO DELL'ECONOMIA

1. Lo scopo dell'economia deve essere deciso dalla società. Nessun obiettivo economico può essere separato dalla politica. Gli indicatori del successo rappresentano scelte politiche.

2. La distribuzione della ricchezza e del reddito è fondamentale per la realtà economica e dovrebbe essere così nella teoria economica.

3. L'economia non è esente da valori e gli economisti dovrebbero essere trasparenti riguardo ai giudizi di valore che fanno. Questo vale soprattutto per quei giudizi di valore che potrebbero non essere visibili ad un occhio inesperto.

4. La politica non "livella" il campo di gioco, ma lo inclina in una direzione. Abbiamo bisogno di una discussione più esplicita su che tipo di economia vogliamo e su come raggiungerla.

IL MONDO NATURALE

5. La natura dell'economia è un sottoinsieme della natura e delle società in cui sorge. Non esiste come entità indipendente. Le istituzioni sociali e i sistemi ecologici sono, quindi, centrali e non esterni al loro funzionamento.

6. L'economia non può sopravvivere o prosperare senza input dal mondo naturale. O senza i numerosi sistemi di supporto vitale forniti dalla natura. Dipende da un flusso continuo di energia e materiale e agisce all'interno di una biosfera di delicato equilibrio. Una teoria economica che tratta il mondo naturale come qualcosa di esterno al suo modello non può comprendere appieno come la degradazione del mondo naturale possa danneggiare le sue stesse prospettive.

7. L'economia deve riconoscere che la disponibilità di energia e risorse non rinnovabili non è infinita e l'uso di queste riserve per accedere all'energia in esse contenuta altera gli equilibri energetici aggregati del pianeta, causando conseguenze come sconvolgimenti climatici.

8. Non si possono ignorare i feedbacks tra economia ed ecologia. Ignorarlo fino ad oggi ha portato a un'economia globale che opera già al di fuori delle soglie di fattibilità dell'ecologia che la ospita, ma richiede una crescita maggiore per funzionare. Ma l'economia deve essere ancorata alle costrizioni oggettive dell'ecologia del pianeta.

ISTITUZIONI E MERCATI

9. Tutti i mercati sono creati e plasmati da leggi, costumi e culture e sono influenzati da ciò che fanno e da ciò che i governi non fanno.

10. I mercati sono il risultato di interazioni tra diversi tipi di organizzazioni pubbliche e private (oltre a quelle del settore del volontariato e della società civile). Più studio dovrebbe essere dedicato al modo in cui questi organismi sono effettivamente organizzati e al modo in cui le interrelazioni tra loro funzionano e potrebbero funzionare.

11. I mercati sono anche più complessi e meno prevedibili di quanto si possa dedurre dalle semplici relazioni tra domanda e offerta. L'economia ha bisogno di una comprensione più profonda di come si comportano i mercati, e potrebbe imparare dalla scienza di sistemi complessi, come si usa in fisica, biologia e informatica.

12. Le istituzioni modellano i mercati e influenzano il comportamento degli agenti economici. L'economia deve quindi considerare le istituzioni come una parte centrale del suo modello.

13. Poiché diverse economie hanno istituzioni diverse, una politica che funziona bene in un'economia potrebbe funzionare male in un'altra. Per questo motivo, tra molti altri, è improbabile che sarebbe utile proporre un insieme universalmente applicabile di misure di politica economica basate esclusivamente sulla teoria economica astratta.

LAVORO E CAPITALE

14. Si può dimostrare che salari, benefici e rendimenti delle attività dipendono da una vasta gamma di fattori, tra cui il potere relativo di lavoratori, imprese e proprietari di beni, e non semplicemente il loro contributo relativo alla produzione. L'economia ha bisogno di una comprensione più ampia di questi fattori al fine di offrire una migliore informazione su quelle scelte che influenzano la porzione di reddito ricevuta dai diversi gruppi della società.

LA NATURA DEL PROCESSO DECISIONALE

15. Errore, inclinazione, riconoscimento di modelli, apprendimento, interazione sociale e contesto sono tutte influenze importanti su comportamenti che non sono riconosciuti nella teoria economica. La corrente principale dell'economia ha quindi bisogno di una più ampia comprensione del comportamento umano e può imparare dalla sociologia, dalla psicologia, dalla filosofia e da altre scuole di pensiero.

16. Le persone non sono perfette e non è possibile prendere decisioni economiche "perfettamente razionali". Ogni decisione economica che ha qualcosa a che fare con il futuro implica un certo grado di incertezza non quantificabile e quindi richiede un giudizio. La corrente principale della teoria e della pratica economica deve riconoscere il ruolo dell'incertezza.

DISUGUAGLIANZA

17. In un'economia di mercato, le persone con le stesse competenze, preferenze e dotazioni non tendono a raggiungere lo stesso livello di ricchezza, soggetta solo a variazioni casuali. Gli effetti di piccole differenze nella fortuna o nelle circostanze possono portare a risultati enormemente diversi per persone simili.

18. I mercati spesso mostrano una tendenza all'incremento della disuguaglianza. A loro volta, le società ineguali si comportano peggio in una serie di indicatori di benessere sociale. La corrente principale della teoria economica potrebbe fare molto di più per capire come e perché questo accade, e come possa essere evitato. 

19. La proposizione che quando un paese diventa più ricco, la disuguaglianza deve inevitabilmente innalzarsi prima che cali, si è dimostrata essere falsa. Qualsiasi combinazione di crescita del PIL e disuguaglianza è possibile.

CRESCITA DEL PIL, INNOVAZIONE E DEBITO

20. La crescita è un'opzione tanto politica, quanto economica. Se scegliamo di perseguire la 'crescita', allora le domande - "crescita di cosa, perché, per chi, per quanto tempo e quanto è sufficiente?" - devono ricevere una risposta esplicita o implicita.

21. L' innovazione non è esterna all'economia, è parte integrante dell'attività economica. La nostra comprensione della crescita del PIL può migliorare se consideriamo l'innovazione come qualcosa che accade in un ecosistema in squilibrio e in costante evoluzione, modellato dal design dei mercati e dalle interazioni tra tutti gli agenti in esso.

22. L' innovazione ha sia un ritmo che una direzione. Il dibattito sulla "direzione" dell'innovazione richiede la comprensione dello "scopo" nel processo decisionale.

23. Il debito privato influenza anche profondamente il ritmo con cui l'economia cresce, e tuttavia è escluso dalla teoria economica. La creazione di debito si aggiunge alla domanda finanziata dal credito e colpisce sia i mercati dei beni sia quelli degli attivi. Non è possibile separare le finanze e l'economia.

SOLDI, BANCHE E CRISI

24. La maggior parte della nuova moneta che circola nell'economia è creata dalle banche commerciali ogni volta che fanno un nuovo prestito.

25. Il modo in cui viene creato il denaro influenza la distribuzione della ricchezza all'interno della società. Pertanto, il metodo per creare denaro dovrebbe essere inteso come una questione politica, non semplicemente tecnica.

26. Poiché le banche creano denaro e debito, sono agenti importanti nell'economia. E dovrebbero essere inclusi nei modelli macroeconomici. I modelli economici che non includono le banche non saranno in grado di prevedere crisi bancarie.

27. L'economia ha bisogno di una migliore comprensione di come si possono essere create instabilità e crisi  all'interno dei mercati, piuttosto che essere trattate come "shock" che colpiscono i mercati dall'esterno.

28. La finanza ha due dimensioni: finanza a breve termine e speculativa e l'economia reale finanziata. I due problemi devono essere studiati insieme.

INSEGNARE L'ECONOMIA

29. Una buona istruzione in economia deve offrire una pluralità di approcci teorici ai suoi studenti. Ciò dovrebbe includere non solo la storia e la filosofia del pensiero economico, ma anche una vasta gamma di prospettive attuali, così come istituzionali, austriache, marxiste, post-keynesiane, femministe, ambientali e della complessità.

30. L'economia stessa non dovrebbe essere un monopolio. I corsi interdisciplinari sono fondamentali per comprendere le realtà economiche delle crisi finanziarie, della povertà e dei cambiamenti climatici. La politica, la sociologia, la psicologia e le scienze ambientali dovrebbero quindi essere integrate nel programma accademico, senza essere trattate come aggiunte inferiori alla teoria economica esistente.

31. L'economia non dovrebbe essere insegnata come uno studio neutrale nei valori di modelli e individui. Gli economisti devono essere esperti di etica e politica, oltre ad essere in grado di impegnarsi in modo significativo con l'opinione pubblica.

32. Concentrarsi prevalentemente su statistiche e modelli quantitativi può finire per accecare gli economisti rispetto ad altri modi di pensare. Gli studenti dovrebbero essere supportati per esplorare altri approcci metodologici, tra cui ricerca qualitativa, interviste, lavoro sul campo e argomentazione teorica.

33. Soprattutto, l'economia deve fare di più per incoraggiare il pensiero critico e non semplicemente premiare la memorizzazione delle teorie e l'applicazione pratica dei modelli. Gli studenti dovrebbero essere incoraggiati a confrontare, confrontare e combinare teorie e applicarle criticamente a studi approfonditi del mondo reale.

Pubblicato a Londra nel pomeriggio di martedì 12 dicembre, nel 500° anniversario della Riforma, e 'affisso' alle porte della London School of Economics.

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://www.newweather.org/2017/12/12/the-new-reformation-33-theses-for-an-economics-reformation/
Publication date of original article: 12/12/2017
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22488

 

Tags: EconomiaDebitoEcologiaLavoroBanche
 

 
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