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 25/06/2018 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 LAND OF PALESTINE 
LAND OF PALESTINE / Altro che minaccia! Tagliando i fondi all’Autorità palestinese, Trump non farà altro che rendere un servizio ai palestinesi
Date of publication at Tlaxcala: 16/01/2018
Original: وابتزازُ ترامب بقَطع المُساعدات الأمريكيّة عن “السّلطة” أكبرُ هَديّةٍ للشّعب الفِلسطيني
Translations available: English  Français  فارسی 

Altro che minaccia! Tagliando i fondi all’Autorità palestinese, Trump non farà altro che rendere un servizio ai palestinesi

Abdelbari Atwan عبد الباري عطوان

Translated by  Simonetta Lambertini

 

Ancora una volta, ripeto, speriamo ardentemente che Trump metta in atto le sue minacce e allontani il suo calice avvelenato di aiuti finanziari dalle labbra dell’AP

Trump è stato ispirato dalla sua politica verso alcuni degli stati arabi del Golfo, quando martedì sera si è messo ad accusare i palestinesi di ingratitudine e insubordinazione in un tweet. “Paghiamo ai palestinesi CENTINAIA DI MILIONI DI DOLLARI all’anno e non riceviamo in cambio né riconoscenza, né rispetto. Non vogliono nemmeno negoziare”, ha dichiarato. “Se i palestinesi non vogliono più parlare di pace, perché dovremmo versare loro così tanto denaro in futuro?”

È lo stesso sistema, ma al contrario, di quello adottato con gli Stati del Golfo a cui ha chiesto centinaia di miliardi di dollari in cambio della sua protezione militare. E sta chiedendo ai palestinesi e all’AP “concessioni” su Gerusalemme e la Cisgiordania in cambio di una misera donazione di 300 milioni di dollari all’anno. Un ricatto più spudorato è difficile da immaginare.

Carlos Latuff

Trump è diventato maestro nell’arte dell’estorsione e non conosce altri modi per fare affari. Si tratta di fare affari e profitti indipendentemente dalla morale, dai valori, dal diritto internazionale, né da alcuna considerazione politica, né dai diritti umani. Dobbiamo sottometterci ai diktat di Netanyahu – trasmessi dal genero di Trump, Jared Kushner – altrimenti …

L’aiuto degli Stati Uniti all’Autorità Palestinese ha lo scopo di pacificare il popolo palestinese, pagandolo perché abbandoni ogni forma di resistenza all’occupazione e si occupi solo a migliorare le proprie condizioni di vita all’insegna della “pace economica”; e nel frattempo sulla sua élite al potere a Ramallah piovono finanziamenti, mutui, belle macchine e altre trappole di lusso.

Le condizioni di vita della maggioranza dei palestinesi erano di gran lunga migliori prima dell’avvento dell’AP e della firma degli accordi di Oslo. Non erano più prosperi materialmente, ma il loro slogan era “pane e dignità”, e lanciarono una rivolta popolare che si è guadagnata il rispetto di tutto il mondo, ha svelato le pratiche disumane dell’occupazione e rimesso in discussione ‘l’esistenza’ stessa di uno stato israeliano. Ecco perché le menti neocolonialiste occidentali hanno deciso di prendersi cura di loro e di escogitare gli Accordi di Oslo.

I portavoce dell’AP hanno detto che non si sottometteranno al ricatto e che Gerusalemme non è in vendita per quanti miliardi di dollari vengano offerti. Sono parole onorevoli. Ma la cosa importante è ciò che l’AP farà effettivamente per contrastare le decisioni prese da Israele e Washington: l’adozione da parte di Israele di una legislazione per appropriarsi di Gerusalemme e legalizzare gli insediamenti in Cisgiordania che impedirà qualsiasi accordo di pace futura; e il riconoscimento da parte di Washington della conquista e annessione della città santa, con Gerusalemme capitale dello stato di occupazione.

La prima decisione presa dall’AP è stata quella di convocare il Consiglio centrale palestinese (CPC) per la settimana prossima – a Ramallah! sotto gli occhi e i fucili dell’occupazione! – per decidere una risposta al ‘ricatto’ di Netanyahu e di Trump. I suoi portavoce, tra cui il capo negoziatore Saeb Erekat, hanno anche esortato i paesi stranieri a trasferire le loro ambasciate accreditate presso l’Autorità Palestinese a Gerusalemme Est, come se avessero la scelta e la libertà di farlo. Bisogna essere stupidi per proporre una cosa del genere!

Il CPC dovrebbe essere l’organismo intermediario tra il Consiglio nazionale palestinese – il Parlamento palestinese in esilio – e il Comitato esecutivo dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP). Il mandato di quest’ultima è scaduto venti anni fa e la maggior parte delle sue fazioni – ad eccezione di Fatah e dei fronti popolari e democratici (FPLP e FDLP) – hanno da tempo smesso di rappresentare qualsiasi cosa per la popolazione palestinese. Circa la metà dei membri del CPC è già andata da un pezzo con il suo creatore e l’altra metà ha di gran lunga superato l’età della pensione e si sta preparando ad andare. Solo raramente si sentono critiche, non sono tollerate dal sacro leader Mahmoud Abbas.

Circa un anno fa, il CPC, riunito nel quartier generale dell’AP a Ramallah, ha preso una decisione che ha fatto notizia: ha messo fine alla cooperazione per la sicurezza con Israele. Questa iniziativa è stata accolta con uno scrosciante applauso, i delegati si sono congratulati l’un l’altro per questo atto che ridava lustro all’OLP e rinnovava la resistenza contro l’occupazione. Ma è rimasto tutto lettera morta. In pratica, nulla è cambiato sul campo.

Il popolo palestinese ha da tempo perso la fiducia nell’AP, nelle sue istituzioni e nella sua leadership. Ci sono voluti Trump e le sue decisioni per farlo uscire dal coma in cui è precipitato dalla firma degli Accordi di Oslo nel 1993 e sbarazzarlo dell’AP che lo umilia, lo assoggetta e gli vende illusioni da 20 anni.

Ancora una volta, ripeto, speriamo ardentemente che Trump metta in atto le sue minacce e allontani il suo calice avvelenato di aiuti finanziari dalle labbra dell’AP. Questo potrebbe essere un colpo fatale per l’influenza degli Stati Uniti in Medio Oriente e forse anche nell’intero mondo islamico, e segnare l’inizio di una nuova era in cui i palestinesi ritroveranno la loro impronta e si ritroveranno uniti intorno a valori attivi di resistenza e rispetto di sé, sotto un’altra direzione, una direzione in grado di assumere questa responsabilità storica.





Courtesy of Invicta Palestina
Source: http://www.raialyoum.com/?p=806479
Publication date of original article: 03/01/2018
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22487

 

Tags: Trump-Abbas-NetanyahuAutorità palestinesePalestina/IsraeleGerusalemme/Al QodsUSA
 

 
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