TLAXCALA تلاكسكالا Τλαξκάλα Тлакскала la red internacional de traductores por la diversidad lingüística le réseau international des traducteurs pour la diversité linguistique the international network of translators for linguistic diversity الشبكة العالمية للمترجمين من اجل التنويع اللغوي das internationale Übersetzernetzwerk für sprachliche Vielfalt a rede internacional de tradutores pela diversidade linguística la rete internazionale di traduttori per la diversità linguistica la xarxa internacional dels traductors per a la diversitat lingüística översättarnas internationella nätverk för språklig mångfald شبکه بین المللی مترجمین خواهان حفظ تنوع گویش το διεθνής δίκτυο των μεταφραστών για τη γλωσσική ποικιλία международная сеть переводчиков языкового разнообразия Aẓeḍḍa n yemsuqqlen i lmend n uṭṭuqqet n yilsawen dilsel çeşitlilik için uluslararası çevirmen ağı la internacia reto de tradukistoj por la lingva diverso

 18/11/2017 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 UMMA 
UMMA / Arabia Saudita: questa “Notte dei Lunghi Coltelli” è una mossa dovuta al panico
Date of publication at Tlaxcala: 09/11/2017
Original: Saudi Arabia: this 'Night of the Long Knives' is a panic-fueled move
Translations available: Français  Español 

Arabia Saudita: questa “Notte dei Lunghi Coltelli” è una mossa dovuta al panico

Moon of Alabama

Translated by  Bosque Primario

 

Ieri 4 novembre il clan di Salman che governa l’ Arabia Saudita ha messo in scena la sua  Notte dei Lunghi Coltelli  per purificare  lo stato da ogni potenziale concorrenza. Il re saudita Salman e suo figlio, quel pagliaccio del Principe Mohammed Ben Salman hanno avviato una grande ondata di arresti tra i più alti ranghi di principi e ufficiali. Parte di questo colpo di stato interno è servito anche a confiscare  enormi beni finanziari a vantaggio del clan Salman.

Le precedenti dimissioni forzate del primo ministro libanese Saad al-Hariri probabilmente hanno avuto qualche relazione con gli eventi dell’altra notte. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha appoggiato  quelle dimissioni e questo garantisce che Hariri non ricoprirà mai un ruolo di primo piano in Libano.
In Arabia Saudita undici principi, compresi i figli del defunto re Abdullah, più di trenta tra ministri ed ex ministri, nonché i capi delle tre più importanti reti TV sono stati presi in custodia  o messi agli arresti domiciliari. Il comandante della Guardia Nazionale, il principe Mitib Ben Abdullah, è stato sollevato dal suo incarico e sostituito dal principe Khalid Ben Abdulaziz al Muqrin. (La Guardia Nazionale era l’ultimo centro di potere dell’ intelligence e delle sicurezza ancora controllato dal ramo degli Abdullah della famiglia al Saud).
Una purga precedente lo scorso luglio aveva detronizzato  il principe ereditario Nayaf e lo aveva sostituito con il giovane Mohammad Ben Salman. Poi il ramo dei Nayef della famiglia al-Saud è stato rimosso da tutti i centri di potere e ieri il ramo degli Abdullah ha fatto la stessa fine. Con questa seconda purga i tirapiedi del clan di Salman hanno rimpiazzato gli ultimi funzionari cacciati.
In questo modo il ramo della famiglia Salman dell’attuale re e del principe-clown ha eliminato ogni potenziale concorrenza interna, invertendo la tendenza del modello di consenso che era stato il fondamento della regola della famiglia saudita per tutto il secolo scorso. Sono decine di migliaia le persone dei clan che godevano della protezione dei principi e dei funzionari rimossi che non si limiteranno solo a sedere negli ultimi posti ma che vedranno anche evaporare le loro fortune.

Il principe MBS provando una camera virtuale Oculus durante la sua visita alla sede di Facebook nella Silicon Valler l'anno scorso

Un effetto di queste purghe, quindi, sarà la concentrazione della ricchezza saudita nelle mani della famiglia dei Salman.
Una delle persone arrestate è  quello che dovrebe essere il sesto uomo più ricco del mondo, il principe Al-Walid Ben Talal (video) che possiede (possedeva?) un patrimonio netto tra $ 18 e $ 32 miliardi di dollari. Al-Walid si è scontrato in pubblico con il presidente Usa Donald Trump. Al-Walid è (è stato?)  il maggior azionista del Citigroup, quello che selezionò  Barack Obama tra i vari candidati, prima di ricevere il Bailout – un salvataggio enorme del governo. Altra vittima è  stato Bakr Ben Laden, fratello di Osama Ben Laden, presidente del gruppo Benladen Saudita e quinto uomo più ricco del paese.
Il pretesto ufficiale per la purga sono accuse di corruzione che risalgono al 2009, ma questo sotterfugio finanziario permetterà alla casa dei Salman, che governa oggi, di confiscare la ricchezza degli accusati, per cui questo raid vale qualche decina di miliardi di dollari. E’ stato istituito un nuovo comitato anti-corruzione – sotto il controllo del principe-pagliaccio Mohammed ben Salman – comitato che ha poteri dittatoriali e può congelare e confiscare qualsiasi attività finanziaria che reputi degna della sua attenzione:
Può prendere tutte le misure che ritenga necessarie per contrastare chiunque sia coinvolto in casi di corruzione pubblica e può confiscare tutto ciò che ritiene essere proprietà di persone, entità, fondi, beni mobili e immobili, in patria e all’estero, per restituire fondi al tesoro dello Stato e può registrare proprietà e beni in nome della proprietà statale.
Quanto è successo in Libano e a Riad sarebbe stato impossibile senza l’approvazione e l’appoggio degli USA. Alla fine di ottobre il genero di Trump, che è consigliere senior, Jared Kushner,  ha fatto una visita senza preavviso in Arabia Saudita. In un tweet  Donald Trump, ha giurato fedeltà  al cerchio wahhabita e ha stabilito  il prezzo per il suo consenso e per la sua collaborazione:
Donald J. Trump‏ @realDonaldTrump – 12:49 PM – 4 Nov 2017  – Would very much appreciate Saudi Arabia doing their IPO of Aramco with the New York Stock Exchange. Important to the United States!        (Sarebbe molto apprezzato se l’Arabia Saudita facesse una Offerta Pubblica per la Aramco alla Borsa di New York. Sarebbe importante per gli Stati Uniti!)
Una prima iscrizione del conglomerato petrolifero della Aramco alla NYSE concederà al governo USA  una autorità statutaria e giuridica sulla azienda più preziosa  del mondo.
Anche ieri sera le forze yemenite hanno sparato un missile a medio raggio dal nord dello Yemen verso l’aeroporto di Riyadh, un obiettivo a  1.000 chilometri (660 miglia) di distanza che è impressionante e senza precedenti. La difesa aerea saudita che usa sistemi Patriot USA per mezzo di contractors, ha lanciato quattro missili intercettori (video) contro il missile yemenita in arrivo. I Sauditi affermano che uno degli intercettori abbia raggiunto il bersaglio. Una colonna di fumo è stata vista alzarsi  dall’aeroporto (video), ma non è possibile dire si sia trattato del missile  che ha colpito il suo obiettivo o di una intercettazione.
Che la capitale saudita possa essere colpita sarebbe un altro shock per molti sauditi e scoraggia gli investimenti in Arabia Saudita.
I missili yemeniti, sparati dall’esercito ufficiale dello Yemen sotto l’ex presidente Saleh, possono avere la loro origine in Iran. Ma potrebbero anche essere vecchi missili comprati dallo Yemen altrove, decenni fa. I sauditi daranno sicuramente la colpa all’Iran, senza spiegare che questi missili potrebbero essere stati contrabbandati forzando il loro stretto blocco messo tutto intorno a questo piccolo paese che continua a resistere.
E’ difficile che il lancio di questo missile sia correlato alle dimissioni di Hariri o alla purga di Riyadh. Ci vogliono giorni per gli Yemeniti a preparare i missili e a lanciarli. Potrebbe essere stata una rappresaglia per il devastante attacco aereo fatto dai sauditi di mercoledì scorso in un mercato all’aperto nella provincia di Saada nel nord dello Yemen, dove, secondo fonti yemenite, sono state uccise più di 60 persone. Dopo che il lancio del missile su Riyad, aerei sauditi hanno nuovamente bombardato la capitale yemenita, Sanaa.
Dal momento che l’inetto Re Salman si è seduto sul trono di Riyadh, il suo spietato figlio di 32 anni Mohammed ben Salman ha assunto il controllo di tutti i rami dell’Arabia Saudita. Il regno di Saudi ha lanciato una guerra contro uno Yemen indifeso e ha dato il suo appoggio ad  al-Qaeda, all’ ISIS e ad altri “ribelli” contro i governi dell’Iraq e della Siria. Ha diviso il Consiglio di cooperazione del Golfo attaccando il Qatar.
Dopo uno stallo in Yemen e in Qatar, ora sta perdendo in Iraq e in Siria, sta cominciando una guerra contro Hezbollah in Libano, ma nessuna di queste sue sanguinose iniziative ha raggiunto l’obiettivo di indebolire l’influenza del suo odiato nemico iraniano. Hanno tutte aiutato l’Iran a mantenere solida la sua posizione.
La situazione finanziaria dello Stato saudita non è buona, anche se sotto gli applausi di tutto il codazzo occidentale, Ben Salman ha annunciato una liberalizzazione economica, sociale e religiosa dell’Arabia Saudita, ma poche, o niente, delle grandi promesse fatte, sono state mantenute.
La purga di ieri può essere percepita come una mossa dovuta al panico. Tutti gli sforzi fatti di Ben Salman sono falliti. Il successo del missile che ha colpito l’aeroporto di Riyadh lo sottolinea solamente. È un uomo sotto pressione, ma non è capace di reagire mentre la resistenza interna sta crescendo.

Quando Hitler fece la sua  Notte dei coltelli lunghi contro l’ala socialista del partito, la sua carriera ed il suo potere politico erano in ascesa, il paese era in pace, la sua reputazione internazionale stava crescendo, l’economia stava recuperando e la maggioranza della gente lo approvava. Il remake di Ben Salman di quella notte arriva mentre tutte le sue iniziative stanno fallendo  e ci sono forti dubbi che quel consolidamento che sta cercando, incontrerà lo stesso successo. 





Courtesy of Comedonchisciotte
Source: http://www.moonofalabama.org/2017/11/saudi-purge.html#more
Publication date of original article: 05/11/2017
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22037

 

Tags: Arabia SauditaYemenUMMADonald TrumpIranQataral-QaedaISISTerrorismoLibano
 

 
Print this page
Print this page
Send this page
Send this page


 All Tlaxcala pages are protected under Copyleft.