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 24/11/2017 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 AFRICA 
AFRICA / Lo Stato egiziano rischia di fallire e i leader occidentali gli danno persino una mano
Date of publication at Tlaxcala: 05/11/2017
Original: Egypt is in danger of becoming a failed state—and western leaders are mishandling the crisis
Translations available: Français 

Lo Stato egiziano rischia di fallire e i leader occidentali gli danno persino una mano

Robert Springborg

Translated by  Bosque Primario
Edited by  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

Appoggiare il regime del presidente Abdel Fattah Al Sissi non è la strada giusta

Abdel Fattah Al Sissi, ex generale e capo dell'intelligence militare designato dal Ministro della Difesa del Presidente Mubarak come suo successore,  invece è diventato presidente, grazie al colpo di stato organizzato nel luglio 2013. Ora governa il paese con un pugno di ferro più pesante di quello di qualsiasi altro precedente presidente egiziano e gestisce la politica nazionale ed estera sicuro che le forze occidentali faranno quanto necessario per evitare che il suo regime crolli - perché (i paesi occidentali) sanno che anche l'Egitto crollerebbe assieme a Sissi.

Ma quel crollo potrebbe sempre avvenire, anche perché molti degli sforzi fatti dalle potenze che corrono in soccorso sono controproducenti.

Sarebbe un disastro. Il caos nella vicina Libia ha già dimostrato ampiamente quanto può costare per l'Europa il fallimento di uno Stato mediterraneo e la popolazione dell'Egitto è circa 15 volte maggiore di quella della Libia. Ci sono più di trenta milioni di persone che vivono in una povertà abietta con meno di 2 dollari al giorno. Se l'Egitto fallisse, lo scenario da incubo della Libia impallidirebbe di fronte all'enorme armata di persone che lascerebbero le coste egiziane per raggiungere l'Europa. 

Inoltre, a questa potenziale marea umana potrebbe aggiungersi l'esportazione di altro terrorismo.

L'ultima ridotta dello Stato islamico è la penisola del Sinai a nord dell'Egitto. Sei anni dopo l'inizio di una insurrezione tribale-islamica, le forze di sicurezza egiziane devono ancora domarla. Il terrorismo in altre zone  del paese è stato ridotto in quest'ultimo anno, ma rimane ancora una forte minaccia. Il traffico di armi che attraversa i confini con la Libia e il Sudan è enorme. Al Qaida è guidata dall'egiziano Ajman al Zawahiri, che cercherà  di prendere al volo l'occasione per stabilire il quartier generale della sua organizzazione jihadista sulle rive del Nilo, ad una distanza che permette di colpire facilmente obiettivi occidentali.

Al Sissi con  Trump e  King Salman...

...con la  Merkel...

... con  Theresa May...

... con Macron...

... con  Renzi...

... e come ospite d'onore al  9° Summit dei BRICS in Cina

Questi leader occidentali hanno fatto intendere a Al Sissi di aver ben chiaro il potenziale impatto che potrebbero avere queste due catastrofi sugli interessi dei loro paesi e che faranno tutto il possibile per appoggiare il suo regime. L'Italia ha recentemente riportato il suo ambasciatore al Cairo e, tra l'altro, si è impegnata a cercare di "consegnare" oltre un milione di turisti italiani per contribuire al salvataggio della barcollante industria turistica egiziana.   InsiemE a questi ed altri passi per rafforzare l'economia egiziana, pare che Roma abbia abbandonato i suoi passati sforzi per spingere il governo di Sissi a cooperare nelle indagini sulla brutale tortura e uccisione dello studente universitario Giulio Regeni, probabilmente per mano di personale della sicurezza egiziana.

La Germania di Angela Merkel ha fatto con Sissi lo stesso accordo da 3 miliardi di dollari che aveva messo in scena a novembre  2015,  tra la UE e il presidente Erdogan, per avere l'aiuto della Turchia nel frenare il flusso di rifugiati verso l'Europa. Nel caso dell'Egitto, l' "anticipo”  versato lo scorso marzo  è stato solo  di mezzo miliardo di euro, ma in ogni caso il principio è lo stesso: la Germania ti pagherà direttamente o per mezzo della UE solo se tu chiudi le tue frontiere e, in questo caso,  farà tutto il possibile per impedire che il tuo governo crolli.

Per non essere da meno, il presidente Trump ha fatto i complimenti  e si è impegnato a riconfermare la sua sovvenzione annuale di $ 1,3 miliardi per le armi all'Egitto.  L 'unica ombra che disturba lievemente l'idilliaca relazione USA-Egitto sono gli affari sottobanco dell'Egitto con la Corea del Nord, per questo c'è stata una sospensione temporanea dei $ 300 milioni di aiuti, ma questo è poco più di un buffetto sulla guancia.

Così Sissi ha ragione di credere di avere carta bianca dai poteri occidentali per fare tutto quello che vuole, almeno fino a quando lui ed il suo esercito manterranno unito l'Egitto ed ha preso le sue misure, portando la repressione a livelli sconosciuti nella storia moderna del Paese. Neanche il regime dittatoriale del presidente Nasser ha ammazzato, torturato, imprigionato e privato dei diritti umani e civili i suoi cittadini fino al punto in cui si è spinto Sisi, con le sue angherie, ma a Washington, Bruxelles, Berlino, Londra, Parigi e nelle altre capitali occidentali nessuno ha fiatato.

E non c'è stata nemmeno una critica velata sulla gran quantità di fondi pubblici sprecati da Sissi per il suo esercito. L'Egitto è diventato il quarto maggior acquirente di armi al mondo. La Francia è diventata uno dei principali fornitori di quelle armi, vendendo all'Egitto una intera flottiglia di aerei da combattimento, tra cui i più moderni Rafale e due portaerei. La Germania ha ritenuto opportuno vendere i suoi sottomarini alla Marina Egiziana, che oggi è la sesta in ordine di potenza al mondo. L'esercito egiziano con quasi un milione di uomini in servizio e di riserva non è solo il più grande  esercito in Africa e Medio Oriente, ma è il 12° del mondo, proprio dietro Germania, Italia e Corea del Sud, i cui PIL pro capite, però, sono tutti almeno dodici volte maggiori di quello egiziano.

La voracità dell'appetito politico ed economico dell'esercito ha consumato risorse che altrimenti si sarebbero potute spendere per lo sviluppo del paese:  scuole, ospedali, trasporti, acqua, fognature e altri servizi. Dal 2000, la quota parte di PIL spesa dall'Egitto per questi servizi vitali è stata inferiore a quella di tutti gli altri paesi arabi, eccetto che il povero-immiserito Yemen.

La popolazione che continua a crescere rende ancora più inadeguati gli scarsi investimenti interni, una popolazione che supererà il Giappone e la Russia entro il 2040. L'alta densità demografica in Egitto - dove  il 95 % della popolazione vive lungo le rive del Nilo, nel Delta del Nilo e intorno al canale di Suez - rende ogni sfida ancora più difficile. La densità media in queste regioni arriva a 1.540 persone per chilometro quadrato, contro le 500 nei Paesi Bassi, il paese europeo più densamente popolato.

I leader politici occidentali hanno ragione a temere che l'Egitto corra il rischio-fallimento come Stato.  Si sbagliano però nel continuare ad appoggiare Sissi per salvare il paese dal collasso. L'Egitto è stato portato sull'orlo del precipizio per colpa della profonda malagestione del paese fatta dai militari da quando presero il potere nel 1952.   Le stravaganti spese di Sissi per l'esercito e per i suoi vari progetti faraonici, come costruire una nuova capitale, hanno portato il tasso di inflazione a superare il 30% , a una svalutazione della moneta del 50%, da un giorno all'altro e a tassi di interesse che bloccano ogni investimento privato. Man mano che le pressioni socio-politiche crescono, il regime di Sissi si fa sempre più repressivo, tanto che appena salterà il coperchio della pentola che bolle,  si dovranno affrontare tutte le temute conseguenze.

L'Egitto è veramente un paese troppo grande per essere lasciato fallire. Ma dare una mano al dispotico regime di Sissi non è il modo per salvarlo. È il modo per accelerare e per intensificare gli effetti di un fallimento - che è giustamente temuto.

E’ un vigliacco, ma è il nostro vigliacco-Josetxo Ezcurra, Tlaxcala

 

 

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: https://www.prospectmagazine.co.uk/world/egypt-is-in-danger-of-becoming-a-failed-state-and-western-leaders-are-mishandling-the-crisis
Publication date of original article: 20/10/2017
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=22003

 

Tags: Al SissiDittatura egizianaComplicità occidentaliEgitto
 

 
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