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 26/05/2017 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
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 CULTURE & COMMUNICATION 
CULTURE & COMMUNICATION / La conoscenza passa per le emozioni : un progetto Poesia e traduzione
Date of publication at Tlaxcala: 18/05/2017

La conoscenza passa per le emozioni : un progetto Poesia e traduzione

Brunella Giovannini

 

Qui di seguito la mia intervista con Milena Rampoldi di ProMosaik, insieme alla quale sto realizzando una traduzione di una scelta di mie poesie su vari temi, tra l’altro sul lavoro minorile, la guerra civile siriana, il lavoro minorile in Benin e la violenza contro le donne. Il libro verrà pubblicato entro breve in una versione quadrilingue (italiano, tedesco, spagnolo e turco). Trovo che la poesia sia una voce molto forte per promuovere il dialogo e credo che la traduzione contribuisca in modo fondamentale a questo dialogo, promosso soprattutto da noi donne.

Brunella Giovannini: In questi tempi siamo sopraffatti dalla fretta e dalla tecnologia, le persone sembra abbiano dimenticato il comunicare attraverso le parole e preferiscono digitare  messaggi  densi di vocaboli abbreviati sugli smartphone, ma c'è ancora qualcuno che legge poesie?

Milena Rampoldi: La poesia per me rappresenta un movimento positivo dall’interno verso l’esterno che trasporta l’interiorità della poetessa e del poeta verso il mondo, fermando la sua frenesia per un attimo per farlo riflettere sui momenti essenziali dell’umanità, della spiritualità, della società e della politica. La poesia per me ha a che vedere con gli aspetti più profondi dell’essere umano, della sua anima e dell’essere con gli altri. La poesia dunque acquista un’importanza sia esistenziale che socio-politica. E credo che la poesia raggiunga anche le persone abituate agli smartphone e quelle che hanno perso la capacità di leggere, in quanto entra nel profondo del cuore, grazie alla sua forza semantica e stilistica. La poesia è una concentrazione di una meditazione prolungata in pochi versi. Spesso la poesia è anche un urlo, una rivolta contro questo mondo crudo e violento. A volte invece è una fuga in una dimensione onirica profonda e in un’utopia socio-politica. A volte è un frammento esistenziale ed estetico.

Nella poesia ritrovo spesso un simbolo politico racchiuso in una dimensione estetica da sfoderare. La poesia è un linguaggio universale da impiegare nell’attivismo socio-politico e per i diritti umani per svegliare il mondo, soprattutto anche rendendola un’esperienza acustica e visiva sotto forma di recitazione, espressione teatrale, musicale ed artistica. Infatti il canale estetico può promuovere un tema etico e umanitario. La poesia è anche fondamentale per creare delle interfaccie a favore del dialogo, come facciamo nei nostri progetti multilingustici di poesia: poesia e traduzione, poesia e arte, poesia e danza, poesia e religione, poesia e diritti umani, poesia e fotografia, poesia e musica. E tutte queste dimensioni elevano l’essere umano ad un atteggiamento etico che sfocia nell’antimilitarismo, nell’anticolonialismo, nell’anti-razzismo e nel pacifismo.

Secondo Lei la poesia può essere considerata un linguaggio universale, un ponte tra le culture capace di stimolare le emozioni e in grado indurre il lettore a riflettere  anche su temi di importanza rilevante?

Senza dubbio. Sono convinta del fatto che la conoscenza e anche le convinzioni passino attraverso il canale delle emozioni, attraverso il cuore. Questo vale per tutti gli aspetti della vita. Attraverso le emozioni si impara ad agire in modo etico. E l’etica in ambito socio-politico corrisponde alla ragione. Dunque emozioni e razionalità coincidono quando si tratta di diritti umani e impegno per la pace e la giustizia. Chi ci dice che la poesia è  un ambito emozionale che non c’entra nulla con la politica e l’impegno sociale a mio avviso non comprende la portata delle emozioni per favorire la pace mondiale, la promozione dei diritti umani e il rispetto di dignità e diversità.

La poesia attraverso la sua traduzione e la sua trasposizione semantica in altre lingue, culture e religioni diviene un ponte incrollabile e un inno alla coesistenza tra etnie, culture e religioni diverse a livello mondiale. Ovviamente la decisione sulla poesia spetta sempre alla lettrice e al lettore o anche all’ascoltatrice/ascoltatore. Ed è questo il feedback che poi ritorna alla poetessa e al poeta per aspirare alla perfezione.

La poesia per me è una via, un percorso che si identifica con la meta, in quanto rimaniamo in cammino e non torniamo indietro, esattamente come Abramo contrapposto ad Ulisse in Emanuel Levinas. E in questo modo le emozioni suscitate dalla poesia coinvolgono anche la dimensione trascendente che irrompe nella nostra immanenza frammentata e fragile, all’insegna della lotta per il cambiamento e della rivolta contro l’ingiustizia e la discriminazione. È la voce degli oppressi e dei deboli per i quali la poetessa / il poeta innalza la propria voce al cielo. E sono ottimista e credo nell’esistenza di molti Abramo e Sarah con lo smartphone in mano che sanno ascoltare la voce della poesia.

In questa  raccolta poetica si sfiorano alcuni argomenti di attualità, quale è il testo che l'ha colpita maggiormente e perché?

Dal punto di vista tematico mi ha colpito di più la poesia sui bambini del Benin che rompono pietre. Leggendo la poesia si pensa di essere sul posto, a soffrire con loro, e volendosi rivoltare insieme a loro, dando loro voce. La poesia è un urlo contro l’ingiustizia contro i minori, con il lavoro minorile in tutto il mondo. I bambini del Benin vengono innalzati ad un simbolo di bambini oppressi che hanno bisogno della nostra voce, del nostro urlo.

La presentazione in quadrilingue di questi testi poetici è una splendida iniziativa, un unico libro che accomuna culture diverse. La scelta di proporre le traduzioni in tedesco, spagnolo e turco è legata a qualche motivo particolare?

Abbiamo iniziato un primo progetto di questo tipo in collaborazione con la pittrice LaBGC con la quale abbiamo realizzato una prima e seconda edizione quadrilingui di una poetessa anonima. Il libro si  intitola CARA.

Da allora abbiamo deciso di rendere la poesia una componente fissa nei nostri progetti. Attualmente stiamo lavorando sulle Sue poesie, sulle poesie di una giovane poetessa palestinese, sulle poesie di un poeta italiano-palestinese e sulle poesie di una poetessa rumena e di un poeta sahrawi.

Le lingue le selezioniamo parlandone con il team per poi accordarci su un terzetto di lingue da aggiungere alla lingua originale della poesia. Nel Suo caso abbiamo scelto il tedesco soprattutto per sensibilizzare nei confronti della guerra civile siriana con “Un fiore di Nadir”, opponendoci ai gruppi di destra in Germania che ancora compiono attentati incendiari contro le abitazioni di profughi siriani, fuggiti dalla guerra e giunti in Germania per richiedere asilo politico.

Lo spagnolo, vista la storia dell’Andalus, è la lingua della terra di collegamento tra il mondo cristiano europeo e quello musulmano. La storia andalusa è un esempio della coesistenza tra le culture e religioni monoteiste. ProMosaik si impegna a favore del dialogo interculturale e interreligioso con il mondo musulmano.

Abbiamo deciso di optare per il turco soprattutto per le poesie sulla guerra civile siriana – infatti in Turchia vivono oltre 3,5 millioni di profughi siriani – e per le poesie che si ribellano alla violenza contro le donne visto che in Turchia il femminicidio nel nome dell’onore è ancora diffuso nella mentalità della gente. La Sua poesia “L’ultima volta” descrive in modo plastico i passaggi della violenza contro la donna nel matrimonio. Ed esorta la donna a distaccarsi dal suo carnefice, di trovare il coraggio di abbandonare l’uomo che le fa violenza nel nome della propria dignità personale e nel nome dell’amore in quanto violenza e amore si escludono.

Promuovere iniziative interculturali è sinonimo di grande apertura, significa favorire la diffusione del pensiero e non dimentichiamo che la poesia, viene definita “la voce dell'anima”. Secondo Lei, se la gente  si soffermasse a “sentire” le emozioni che trasmettono le liriche, si potrebbe pensare che anche la poesia nel suo piccolo, può contribuire a sensibilizzare e a rendere più “umane” le persone? 

Per noi di ProMosaik il mondo è caratterizzato da una diversità e molteplicità irrinunciabili che rappresentano una sfida con la quale crescere come esseri umani. In contatto con il diverso riesco a rafforzare la mia identità personale, a capire chi sono e a rispettare l’altro nella sua diversità. Le pietre di colore diverso che formano il mosaico con divise tra loro da una riga molto stretta che mantiene la distinzione affinchè le pietre non vengano assimilate dalle altre, soprattutto se si tratta di minoranze, ovvero di pietre più piccole delle altre.

Un altro aspetto fondamentale del dialogo all’insegna del mosaico è che tutte le pietre si trovano ad un livello eguale e pari. Nessuna pietra è superiore all’altra. Ci sono solo pietre di diverse grandezze che indicano ad esempio il rapporto equiparato ed eguale tra le minoranze e la società di maggioranza. Purtroppo nel mondo “nazionalizzato” abbiamo perso il significato della società umana in cui tutti gli esseri umani sono eguali e di pari dignità e in cui la diversità significa arricchimento attraverso l’altro.

La poesia come voce dell’anima credo sia capace di trasmettere questo messaggio egalitario e molteplice al fine di rendere gli esseri umani umani, superando la chiusura  mentale “nazionale” ed “etnica”. Soprattutto nell’Europa odierna abbiamo bisogno urgente di un movimento all’insegna della pace, dell’anti-militarismo, dell’anti-colonialismo e della molteplicità vissuta come arricchimento estetico, morale, sociale e politico. E questa poesia umanista ci farà anche comprendere che non esistono profughi. Esistono solo esseri umani.

 





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=20518
Publication date of original article: 17/05/2017
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Tags: PoesiaDiritti umaniProMosaikTraduzioneInterculturalità
 

 
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