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 25/09/2017 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
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 EUROPE 
EUROPE / L’impensabile è appena accaduto in Spagna:
Sei banchieri centrali e un regolatore finanziario trascinati in tribunale
Date of publication at Tlaxcala: 22/02/2017
Original: The Unthinkable Just Happened in Spain:
Six central bankers and a financial regulator get dragged to court


L’impensabile è appena accaduto in Spagna:
Sei banchieri centrali e un regolatore finanziario trascinati in tribunale

Don Quijones

Translated by  HMG

 

Intoccabile. Inviolabile. Immunità. Impunità. Questo è il genere di parole ed espressioni che sono spesso associate ai banchieri centrali di alto livello, i quali sono, per legge, in grado di operare praticamente al di sopra della legge delle giurisdizioni in cui operano.

Raramente sono a loro associate parole o espressioni come “imputato”, “accusato” o “sotto inchiesta”. Ma in Spagna, questa settimana, un tribunale ha prepotentemente rotto la tradizione.
All’interno della pluriennale indagine sul condannato IPO della banca-mostro spagnola Bankia – nata dai cadaveri purulenti di sette casse di risparmio già defunte – la corte nazionale di Spagna ha chiamato a testimoniare sei attuali ed ex amministratori della Banca di Spagna, compreso il suo ex governatore, Miguel Ángel Fernández Ordóñez, e il suo ex vice governatore (e attuale capo dell’Istituto per la stabilità finanziaria della Banca dei regolamenti internazionali), Fernando Restoy. È convocato per un interrogatorio anche Julio Segura, l’ex presidente della commissione regolatrice dei mercati finanziari della Spagna, la CNMV (l’equivalente spagnolo della SEC negli Stati Uniti).
 

Da sinistra a destra Julio Segura, Fernando Restoy e Miguel Ángel Fernández Ordóñez detto  'Mafo'.Foto EFE

 
I sei banchieri centrali ed il commissario finanziario sono accusati di aver autorizzato il lancio pubblico di Bankia nel 2011, nonostante i ripetuti avvertimenti della squadra di ispettori della Banca di Spagna sul fatto che il gruppo bancario non potesse “sopravvivere”.
Anche se finora sono solo stati chiamati a testimoniare, le prove contro i sette ex funzionari “pubblici” sembrano piuttosto convincenti. A testimoniare contro di loro sono due degli ispettori del Banco de España che hanno trascorso gli ultimi due anni indagando sul crollo di Bankia per conto del giudice che presiede il processo, Fernando Andreu. Ci sono anche quattro email da parte dell’ispettore della Banca di Spagna incaricato di sovrintendere l’IPO di Bankia, José Antonio Casaus, indirizzate al vicedirettore generale di vigilanza presso la Banca di Spagna, Pedro Comín, che esprimono molto chiaramente preoccupazioni circa i “seri e crescenti” problemi di redditività, liquidità e solvibilità della banca.
Eccone quattro brevi estratti:
  • [8 aprile 2011] “Bankia è impraticabile, sia economicamente che finanziariamente. Alla fine, il FROB [il Fondo per la  Ristrutturazione Bancaria Ordinata, di proprietà dello stato spagnolo] dovrà convertire il proprio debito in azioni per il BFA [il gruppo bancario statale della Spagna] e rimborsare i titolari di obbligazioni subordinate ed azioni “preferentes” di Bankia. […] Bisogna trovare un acquirente per il gruppo”.
  • [14 aprile 2011] “Non funziona, è sempre peggio. […] La capacità di Bankia di generare risorse si sta deteriorando”.
  • [10 maggio 2011, maiuscolo usato da Causus per enfatizzare] “La soluzione interna proposta da Bankia – un elenco pubblico con una doppia struttura bancaria, senza i necessari cambiamenti strutturali – NON FUNZIONERÀ E AVRÀ UN IMPATTO DEVASTANTE SUI CONTRIBUENTI”.
  • [16 maggio 2011, 2 mesi prima della IPO] “Il cda (della banca) è altamente politicizzato e poco professionale. Ha ancora gli stessi registi che hanno portato le ex entità ad avere bisogno di assistenza pubblica. [Sono] screditati agli occhi dei mercati”.
Come dice il verdetto della corte, il contenuto dei messaggi di posta elettronica dimostra in modo inequivocabile che il management della Banca di Spagna fosse perfettamente a conoscenza della “non praticabilità del gruppo” così come dei “risultati finanziari fabbricati che avevano presentato”. Eppure, insieme alla CNMV, ha dato la propria benedizione a questi risultati, ben sapendo che non avevano alcun rapporto con la realtà.
 
Presenti nel prospetto informativo di quotazione, questi risultati sono stati cruciali per attirare 360.000 investitori creduloni ad acquistare azioni della banca (prossima al fallimento), per non parlare delle 238.000 persone che hanno acquistato azioni “preferentes”, o altre forme di strumenti di debito subordinate ad alto rischio, spacciate dai team di vendita di Bankia come “investimenti perfettamente al sicuro”. Da allora la maggior parte è stata ripagata dai contribuenti spagnoli.
Il prospetto IPO è stato inoltre approvato dal revisore di Bankia, Deloitte, i cui rappresentanti spagnoli riscaldano anch’essi il banco degli imputati. Deloitte non solo era il revisore della banca, , ma è anche stato il consulente incaricato di formularne i conti. Come scriveEl Mundo, Deloitte ha prima fabbricato e poi controllato i bilanci di Bankia, in totale contrasto con il basilare concetto dell’indipendenza del revisore. (Leggi anche:Deloitte About to Pay for its Spanish Sins?)
 
El socio responsable de banca en Deloitte, Francisco Celma.

Francisco Celma, il socio responsabile della banca in Deloitte

Data la situazione molto compromettente, per non dire illegale, era naturale che Deloitte confermasse, nel prospetto informativo di quotazione di Bankia, che la neonata banca-aborto fosse in buona salute finanziaria, dopo aver fatto un bel profitto di 300 milioni di € subito prima del suo lancio pubblico. Era una palese menzogna: in realtà Bankia sanguinava perdite da ogni orifizio.Ora, quasi tutti coloro che hanno giocato un ruolo in questo inganno epocale, con l’eccezione del governo stesso, stanno affrontando il processo. Tra questi, 65 ex membri del team di gestione di Bankia, tra cui il suo ex Presidente, nonché ex capo del Fondo Monetario Internazionale, Rodrigo Rato, che affronta le accuse di riciclaggio di denaro, frode fiscale ed appropriazione indebita.
 

Rodrigo Rato

 
Nella sua testimonianza alla corte di circa due anni fa, Rato  ha sostenuto (giustamente) che la colpa del crollo di Bankia dovrebbe essere sparsa molto più uniformemente. Il lancio pubblico di Bankia “non è stata una decisione stravagante” presa dai suoi dirigenti, ha detto, bensì il consequenziale risultato di modifiche normative fatte all’inizio del 2011. Secondo Rato, la CNMV ha anche svolto un ruolo attivo nell’elaborazione dell’ingannevole brochure dell’IPO della banca.
 
Ora, due anni più tardi, alcuni dei più alti banchieri centrali e commissari finanziari spagnoli si trovano nell’inusuale posizione di dover spiegare e difendere le azioni e decisioni che hanno preso e che hanno contribuito a spianare la strada al più grande salvataggio bancario nella storia spagnola. Sarà una delle prime volte che membri di alto livello del complesso di banche centrali globali dovranno affrontare un processo per le conseguenze delle loro azioni.
 
Questo non vuol dire che la giustizia prevarrà. Il sistema giuridico della Spagna è notoriamente lento, soprattutto quando ne ha convenienza, e fortemente politicizzato. C’è anche la possibilità che la BCE possa intervenire, come ha fatto nelle indagini della Slovenia sul presunto uso improprio di fondi di salvataggio da parte della sua banca centrales. L’ultimo giudice spagnolo che ha osato affrontare l’élite finanziaria, Elpidio Silva, che ha spedito il CEO di Caja Madrid Miguel Blesa in prigione – non una, ma due volte –  è stato interdetto dai pubblici uffici per 17 anni. Per cui, il giudice che presiede al caso attuale, Fernando Andreu, farebbe bene a procedere con cautela;  rischia di calpestare i  piedi a qualcuno di molto importante.




Courtesy of ComeDonchisciotte
Source: http://wolfstreet.com/2017/02/18/spain-central-bankers-financial-regulator-in-court-bankia-ipo/
Publication date of original article: 18/02/2017
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=19956

 

 
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