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 25/06/2017 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 ABYA YALA 
ABYA YALA / L'ignoranza sul popolo Mapuche
Date of publication at Tlaxcala: 09/01/2017
Original: La ignorancia sobre el pueblo Mapuche

L'ignoranza sul popolo Mapuche

Diego Ancalao

Translated by  Alba Canelli

 

Spett. On. José Antonio Kast*,

ho letto alcune puerilità sul popolo Mapuche esposte da German Becker, Diego Paulsen y Carlos Larraín**, che dicevano: "qui si sta incoraggiando l'impunità", riferendosi alla Machi Linconao. Un chiaro esempio di due pesi e due misure, dal momento che suo figlio ha investito una persona che è morta, si è dato alla fuga ed è scappato impunito... Tuttavia, la sua miopia, deputato Jose Antonio Kast, ha superato ogni immaginazione.


 
I vostri commenti sono infondati, anche se Lei non è colpevole della propria ignoranza, visto che è stato cresciuto in un ambiente razzista, classista e arrivista, che lo ha formato fuori dalla realtà del suo paese, e siccome il mezzo crea biotipo, è una sorta di vittima di un settore del Cile molto diverso dal mondo dei Mapuche. "Tutto ciò che si ignora, si disprezza", diceva Antonio Machado, quindi, è un dovere superare l'ignoranza sul popolo Mapuche, non gli ignoranti.

Nella sua lettera aperta, ha detto: "Sono andato, diverse volte, nell'Araucania e ho visto in prima persona la distruzione dello Stato di Diritto e la paura che infondono giorno dopo giorno i terroristi".

Per sua conoscenza, in Cile non c'è il terrorismo, c'è stato dall'11 Settembre 1973 fino al 1990, allora, si distrusse lo Stato di Diritto e la gente non poteva vivere tranquilla per paura di essere uccisa. E' l'eredità politica della dittatura ed è, a quanto pare, quella alla quale appartiene, almeno così dimostrano le sue affermazioni.

Non esiste terrorismo Mapuche, tanto che, il relatore speciale dell'ONU sulla Protezione dei Diritti Umani nella lotta contro il terrorismo e antiterrorismo, Ben Emmerson, raccomanda al Cile la sospensione "immediata" dell'uso della legge antiterrorismo sugli attivisti di rivendicazioni Mapuche. Inoltre suggerisce la revisione delle condanne e processi che interessano persone incolpate di tali reati e la creazione di un organismo indipendente per "indagare e punire atti di violenza non necessaria" della polizia, allo scopo di porre fine all'impunità perpetuata da questi criminali.

E' vero che nessun governo ha risolto la domanda Mapuche, ma questo è da prima degli anni novanta e stiamo parlando del trattato di Yumbel, che ha riconosciuto il popolo Mapuche, indicando tassativamente quanto segue: "Ci sarà una pace e un'alleanza perpetua e inalterabile tra i due stati. La loro linea di confine sarà il Biobio ..." (13 dicembre 1823, Pedro Barnechea). Successivamente, lo Stato del Cile ha riconosciuto la nazione Mapuche nel Trattato di Tapihue del 1825.

trattati Tapihue

Cornelio Saavedra Rodríguez negozia con i capi Mapuche nel 1869, durante le prime fasi della occupazione dell'Araucanía

Non si cerca di dividere il Cile, territorialmente, come si vedrà in questi trattati, ciò che si cerca è che si riconosca questo debito che ha lasciato il popolo Mapuche con 500 mila ettari nelle cosiddette riduzioni, invece di 10 milioni di ettari. Solo per essere informati, oggi il popolo Mapuche, nel suo complesso, ha circa 900 mila ettari.

Inoltre, è impossibile dividere culturalmente un paese che è già multiculturale, cioè, vivono nello stesso Stato culture diverse, italo-cilene, svizzero-cilene, tra gli altri, il solo affermarlo è già una contraddizione. Queste sottoculture si integrarono e accettarono le regole dello Stato quando furono invitati a colonizzare. Tuttavia, i Mapuche non cercano di integrarsi, per chiarire questo punto, si tratta di una cultura imposta unilateralmente e con la forza di uno Stato che creò per decreto una nazione, quello che cerchiamo è il riconoscimento di una nazione originaria che era in questo luogo prima dello Stato del Cile, non siamo una sottocultura del Cile.

Per evitare confusione, c'è una differenza tra l'essere cileno e Mapuche. Tale differenza non è fisica, è di etnia e identità differenziale, nata dall'esperienza storica che condivide il popolo Mapuche e quindi, condivide inevitabilmente un futuro o comune destino, di conseguenza, ciò che ci differenzia sono le caratteristiche di etnia, identità e origine che fanno la differenza con il creolo cileno. E l'etnia è l'aspetto di una relazione sociale tra gli agenti di una cultura che si considerano culturalmente diversi dagli altri.

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Territorio Ancestrale Mapuche o Meli Wixan Mapu

Per essere chiari, la violazione permanente di questi trattati e dello stato di diritto non è da parte del popolo Mapuche, ma dalla stessa oligarchia che ha catturato lo Stato per i propri vantaggi economici personali e familiari. Per quanto riguarda il gruppo di terroristi menzionati, se esistono, in virtù dei fatti, i terroristi sarebbero la stessa oligarchia, che, con la violenza, si appropriò di terre che non appartengono loro, dalla Legge di Colonizzazione del Manuel Bulnes, in seguito, l'occupazione dell'Araucanía da parte dell'esercito cileno (1881) nel genocidio erroneamente chiamato "pacificazione dell'Araucanía".
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In effetti, la domanda di territorio è politica, non agricola e richiede non solo il riconoscimento della violazione di questi trattati da parte dello Stato, ma la compensazione, con i diritti collettivi di una nazione di persone originarie, con riconoscimento giuridico nella Costituzione, e con i diritti civili e politici.

Per quanto riguarda la violenza contadina, non è del popolo Mapuche, un esempio: "Si lasciarono cadere alcuni agricoltori ... civili a casa di un capo per farsi giustizia da soli e dopo aver selvaggiamente violentato le donne di questi, le uccisero con ferocia con i loro figli. Ma non soddisfatti impunemente impalarono i corpi delle donne, spingendo un palo attraverso la parte posteriore"(cit. Jara, 1956).

Per questo motivo, il procuratore deve spiegare cosa è successo con la faida tra le famiglie Luchsinger e Mackay per la disputa di terreni in Vilcun, documentata poco prima dell'incendio, dove venendo a conoscenza che Donald Mackay avrebbe rilasciato un'intervista a un quotidiano, sette membri dell'altra famiglia andarono a colpire lui e il team giornalistico. Questo è addirittura confermato da fotografie del tafferuglio, qui stiamo parlando di veri sospetti. E se non hanno indagato su di lui è solo per il suo cognome o perché hanno i soldi, a differenza dei Mapuche che vengono perseguiti.
 
Le ricordo deputato, che ci sono governi che dal 1990 ad oggi, hanno cercato di risolvere il problema Mapuche senza successo, perché, hanno fatto quello che Lei consiglia, cioè perseguire la causa Mapuche e reprimere con la polizia, come, ad esempio, i casi "Poluco Pidenco" e "Lonkos" con pene estreme. Tuttavia, la Corte Interamericana dei Diritti Umani ha ordinato allo Stato di annullare queste sentenze, dal momento che "furono emesse sulla base di una Legge Antiterrorista che viola il principio di legalità, il diritto alla presunzione di innocenza, il principio di uguaglianza e di non discriminazione. Tutto questo fa si che queste condanne fossero arbitrarie e incompatibili con la Convenzione Americana".

Per chiarire i suoi dubbi, la machi, Francisca Linconao, non è colpevole e ha dimostrato la sua innocenza nel 2013, quando fu perquisita e arrestata, ed ha anche vinto una causa contro lo Stato cileno. Tanto, che il Primo Tribunale Civile di Temuco ha ordinato allo Stato di risarcirla con 30 milioni.

Nel caso non lo sapesse, il 5 gennaio 2017, con un appello, è stato applicato alla machi l'arresto domiciliare, e no il carcere, mettendo in evidenza che il voto di minoranza del giudice Luis Troncoso della Corte d'Appello, era arbitrario e illegale.

Inoltre, Lei ha invocato i diritti umani per i prigionieri di Punta Peuco***. Sembra, alquanto penoso, perché a queste persone sono stati appurati i loro crimini e sono state condannate per omicidio e violazione dei diritti umani. Quindi, è tanto ridicolo quanto invocare i diritti umani ai condannati nel processo di Norimberga.

Cerchiamo di essere chiari: La Araucania e il Bio Bio, non sono di tutti i cileni, territorialmente appartengono a un piccolo gruppo economico, in sostanza, i proprietari della foresta e nessuno vuole sottrarre La Araucanía. O forse vuole dire, sottrarre l'Araucania a Angelini e Matte. A questi, lei come parlamentare, sembra difendere in fondo, non tutti i cileni, come voleva far credere.
 
Il popolo Mapuche ha circa 900 mila ettari, sommando, si potrebbe concludere che i Mapuche in Cile hanno meno terra di due famiglie, Angelini e Matte che hanno, insieme, circa 3 milioni di ettari, secondo INFOR. Considerando che l'Araucania ha circa 3 milioni di ettari, non siamo noi Mapuche o i cileni e creoli che potrebbero prendere possesso della regione, ma queste due famiglie.

Con questo scenario, sarebbe impossibile per il popolo Mapuche appropriarsi territorialmente di una regione, perché, in media abbiamo infinitamente meno ettari di queste due famiglie, quindi il discorso che "La Araucania è di tutti i cileni e la difenderemo con tutto il peso della legge di chi vuole strapparcela..." non è altro che una dichiarazione penosa, senza alcun fondamento e anche nazionalista, nel migliore stile nazista.

E' brutalmente incoerente e specioso dire che i Mapuche vanno a separarsi dal Cile, per le loro richieste di autonomia territoriale separatista, prendendo un fondo di una foresta o di un imprenditore agricolo, mi scusi ma mi sorprende questa idea proveniente da un parlamentare che, per lo meno, è ben pagato per leggere e riflettere con alto livello intellettuale, non il contrario.
 
Note di Tlaxcala
*José Antonio Kast: avvocato di destra, deputato dell'Unione Democratica Indipendente (UDI), che ha lasciato il 31 maggio 2016, annunciando la sua candidatura indipendente per le elezioni presidenziali del 2017.
** Germán Becker, Carlos Larraín e Diego Paulsen: membri del partito di destra Rinnovamento Nazionale, che è stato il primo partito legalizzato sotto il regime di Pinochet nel 1987.
*** Nel carcere Punta Peuco Sono imprigionati 62 ex agenti militari e statali condannati per i loro crimini sotto la dittatura. L'edificio dispone di singoli pezzi in quattro moduli - "Alfa", "Beta", "Gamma" e "Delta" - ciascuno con soggiorno, cucina e doccia. Ogni camera dispone di un letto di 1 e 1/2 piazze e bagno con wc. I detenuti possono fare entrare elettrodomestici e apparecchiature radio, televisori (con accesso alla televisione via satellite) e computer. C'è un cortile comune, con moduli in cui si tengono lezioni, si pratica kinesiologia e dove c'è una biblioteca e un campo polivalente e campo da tennis. Le condizioni della recinzione sono state criticate dai rapporti della magistratura e l'Istituto Nazionale dei Diritti Umani, a causa della posizione privilegiata in cui vivono i detenuti, rispetto al resto dei complessi carcerari nel paese. Pertanto, è stato proposta più volte la chiusura di questo carcere, soprattutto dopo la chiusura del carcere Cordillera nel 2013. 




Courtesy of Tlaxcala
Source: http://diegoancalao.cl/la-ignorancia-sobre-el-pueblo-mapuche/
Publication date of original article: 07/01/2017
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=19637

 

Tags: MapucheCileDiritti umaniDirittiMachi Francisca LincolaoDittatura PinochetRepressionePoliziaAraucaniaColonizzazione
 

 
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