TLAXCALA تلاكسكالا Τλαξκάλα Тлакскала la red internacional de traductores por la diversidad lingüística le réseau international des traducteurs pour la diversité linguistique the international network of translators for linguistic diversity الشبكة العالمية للمترجمين من اجل التنويع اللغوي das internationale Übersetzernetzwerk für sprachliche Vielfalt a rede internacional de tradutores pela diversidade linguística la rete internazionale di traduttori per la diversità linguistica la xarxa internacional dels traductors per a la diversitat lingüística översättarnas internationella nätverk för språklig mångfald شبکه بین المللی مترجمین خواهان حفظ تنوع گویش το διεθνής δίκτυο των μεταφραστών για τη γλωσσική ποικιλία международная сеть переводчиков языкового разнообразия Aẓeḍḍa n yemsuqqlen i lmend n uṭṭuqqet n yilsawen dilsel çeşitlilik için uluslararası çevirmen ağı la internacia reto de tradukistoj por la lingva diverso

 24/10/2017 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EUROPE 
EUROPE / 10 cose quotidiane su internet che la Commissione europea vuole rendere illegali
Date of publication at Tlaxcala: 04/01/2017
Original: 10 everyday things on the web the EU Commission wants to make illegal: Oettinger’s legacy
Translations available: Français 

10 cose quotidiane su internet che la Commissione europea vuole rendere illegali

Julia Reda

 

A breve Günther Oettinger non sarà più il Commissario europeo per l'economia e la società digitali perché è stato promosso alla Commissione bilancio.

Ma prima di lasciare, Oettinger ha presentato due proposte che rischiano di mettere in crisi due fondamenta cruciali di internet: link e caricamento di file. Anche se Oettinger sta andando via, le sue proposte dettate dalle lobby sono qui per restare.

Queste proposte assecondano le richieste di alcune media company che vogliono chiedere a motori di ricerca e social network di indirizzare traffico verso di loro (sì, avete letto bene) e le richieste dell’industria musicale di essere sostenuta nei suoi negoziati con YouTube.

Queste proposte causeranno danni collaterali di grande importanza: renderanno molte abitudini giornaliere e molti servizi usati ogni giorno sulla rete illegali, soggette a tariffe o quantomeno imprigionate in qualche modo dall’incertezza legale.

1. Condividere quello che è successo 20 anni fa

Condividere frammenti di articoli di giornale, per esempio su un blog o su un sito web senza una licenza da parte dell’editore sarà una violazione della legge, anche a 20 di distanza dalla pubblicazione dall’articolo originale.

La Commissione Ue non ha proposto alcuna eccezione, nemmeno per i ritagli di testo più piccoli, o per le persone singole, o per scopi non-commerciali. E non conta se viene allegato un link alla fonte o meno.

2. Twittare un titolo di giornale

“Wir sind Papst” (Noi siamo Papa) è una famosa prima pagina del tabloid tedesco Bild. Twittare questo titolo di tre parole rappresenterebbe una violazione del copyright, a meno che non vogliate pagarne la licenza di utilizzo all’editore del giornale.

Twitter stesso potrebbe occuparsene, forse incaricando una società esterna di ottenere la licenza e liberandovi così dall’obbligo di negoziazione con gli editori. In ogni caso, bisognerà trovare un accordo.

3. Pubblicare un post di un blog sui social media

L’immagine di anteprima e la porzione di testo che Facebook, Twitter, Reddit e servizi generano automaticamente quando condividete un link sarebbero soggette alla necessità di ottenere una licenza, se il link va a una “pubblicazione a mezzo stampa”, una definizione che comprende i siti web di intrattenimento aggiornati regolarmente. Se Facebook e Twitter non vogliono iniziare a pagare per i link, potrebbero dover disabilitare questa funzione, rendendo così le loro interfacce meno user-friendly.

4. Salvare una foto in una lista della spesa online

Siti come Pinterest vi permettono di raccogliere immagini dalle pagine web e salvarle in una maniera organizzata, per esempio realizzando una lista della spesa o una collezione da cui trarre ispirazione. Facendo così, questi servizi copiano e ripubblicano il titolo, l’immagine e un frammento del testo dalla pagina in cui hanno trovato l’immagine stessa; e questo sarà una violazione del copyright per gli editori, se la Commissione Ue farà approvare la legge.

5. Un motore di ricerca che indicizza il web per te

Per permettere agli utenti di cercare sul web, un motore di ricerca prima deve “leggere” tutti i siti usando un robot e creare un database in cui è scritto dove si trova ogni contenuto. Per essere utile, un database simile deve includere copie di materiale sotto copyright.

La legge proposta minaccia di rendere illegale la realizzazione di copie di pubblicazioni a mezzo stampa senza licenza da parte degli editori. Semplicemente immagazzinare una copia dei dati sarà sufficiente per dovere richiedere una licenza: non importa se nessuno può leggerne il contenuto, ovvero se il motore di ricerca mostra frammenti di questo testo salvato agli utenti quando cercano informazioni tra i risultati oppure no.

Bing, Google, Seznam.cz dovranno ottenere delle licenze da tutti i siti giornalistici - o una licenza globale attraverso una terza società che potrebbe essere messa in piedi a quello scopo - oppure dovranno toglierli dai loro risultati di ricerca. Dato che i siti web di notizie devono molto del loro traffico a Google, probabilmente si muoveranno presto per dare a Google una licenza gratuita così da poter risultare ancora nei suoi risultati di ricerca, ma i motori di ricerca più piccoli potrebbero non essere così fortunati.

6. Un sito di hosting di foto che non monitora i tuoi upload

FotoCommunity è un social network tedesco per fotografi che ospita milioni di immagini caricate da chi ne detiene i diritti. Oggi quando qualcuno riporta il caricamento di un’immagine che infrange i diritti d’autore di uno degli utenti, FotoCommunity ha l’obbligo di rimuoverla. In cambio, la società non può essere considerata responsabile della violazione. Con la riforma proposta le cose cambierebbero così:

FotoCommunity sarebbe obbligata a impedire attivamente agli utenti di caricare qualsiasi tipo di materiale già identificato come illegale. Questa è una sfida enorme nel campo dell’ingegneria informatica: il sito dovrebbe sviluppare un filtro che controlla ogni immagine caricata e confrontarla contro un database di immagini protette da copyright. YouTube, che applica un filtro simile sui video caricati identificati come musica o clip sotto copyright, dice di aver speso oltre 60 milioni di dollari nella costruzione di una tecnologia simile.

Peggio ancora, a FotoCommunity si richiederebbe di rintracciare ogni tipo di violazione di copyright nelle foto caricate. Il caso più semplice sarebbe quello del caricamento di una copia identica di una foto protetta. Ma una foto può anche violare il diritto di autore di un scultore o architetto, se si tratta di una fotografia delle loro opere. Esaminare la foto di un’opera in tre dimensioni da ogni angolo è molto più difficile che mettere a confronto le immagini caricate dagli utenti e quelle protette; se non impossibile.

7. Github che accetta contributi non monitorati

L’obbligo di esaminare tutti gli upload per violazione di copyright si applicherebbe a ogni tipo di servizio che ospita “grandi quantità di opere”, non solo foto. Dato che la Commissione Ue non ha previsto alcuna eccezione, i servizi popolari che non sono associati a una violazione dilagante del diritto d’autore, come il servizio di hosting per progetti software GitHub, sarebbero comunque obbligati a mettere in atto la stessa tecnologia di filtro per affrontare un problema inesistente; al più tardi, da affrontare non appena il proprietario di un codice sorgente identifica qualche codice che vuole tenere fuori dal sito. Anche startup europee come MuseScore, che permettono di caricare partiture musicali, potrebbero dover sviluppare tecnologie per trovare materiale protetto da copyright, in questo caso spartiti o melodie. Un obbligo simile probabilmente ne mette in pericolo l’esistenza stessa.

8. Wikipedia che accetta upload non monitorati

L’obbligo di esaminare tutti gli upload non si applicherebbe solo ai siti commerciali, ma anche ai progetti no profit come Wikipedia, e che permettono espressivamente solo caricamenti di immagini con licenza di riutilizzo pubblico. Qualora fossero responsabili di “offrire accesso a grandi quantità di opere caricate dai loro utenti” dovrebbero comunque dover “impedire la disponibilità di opere identificate da chi ne detiene i diritti”. Su Wikipedia i volontari potrebbero esaminare le immagini caricate da poco, ma se questo processo possa soddisfare la nuova legge è dubbio. È più probabile che dovranno implementare “tecnologie efficaci di riconoscimento dei contenuti”.

9. Allenare la tua intelligenza artificiale

Okay, magari non sarete in grado di farlo oggi… ma presto lo vorrete. Con l’intelligenza artificiale che diventa più pervasiva, sta cambiando anche il modo in cui gli utenti fanno in modo che i loro computer portano a termine i loro compiti. Tradizionalmente, per far sì che un computer porti a termine un compito lo si programma - scrivendo istruzioni passo-a-passo. Un’AI, ad ogni modo, non viene programmata, ma allenata. La si allena dandole molti input che rappresentano quello che si vuole che faccia e lasciandole mettere in atto autonomamente i passi richiesti. Allenare un’AI probabilmente coinvolgerà la copia di dati, molti dei quali sotto copyright.

La proposta di riforma del copyright per la prima volta presenta un’eccezione valida per tutta l’Europa per text e data mining, ovvero analizzare una grande quantità di dati - ma solo per “istituzioni di ricerca” e “per gli scopi di ricerca scientifica”. Questo non include te o innumerevoli altri hobbisti, hacker, programmatori e ricercatori amatoriali che potrebbero fare scoperte e offrire contributi importanti… o semplicemente utilizzare la tecnologia per imparare e giocare.

+ Non colpito: MegaUpload

Nonostante tutte le nuove restrizioni su hyperlink e upload, siti come MegaUpload, famoso per essere stato chiuso dalle autorità statunitensi per aver sistematicamente infranto le leggi sul copyright, non saranno toccati. Ecco la prova: questa legge non è indirizzata ai siti che agiscono sul filo del rasoio con il copyright, è pensata per far sì che social network e motori di ricerca sborsino denaro alle industrie culturali europee in difficoltà economica.

Cosa puoi fare

Il Parlamento europeo e il Consiglio (composto da 28 governi nazionali dell'UE) hanno appena iniziato a deliberare in merito alla proposta di Oettinger.
 
Chiedi loro di respingere il diritto d'autore in più per gli editori (articolo 11) e il monitoraggio di upload obbligatoria (articolo 13):
 




Courtesy of InsiderPro
Source: https://juliareda.eu/2016/12/10-illegal-things/
Publication date of original article: 04/01/2017
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=19594

 

Tags: CopyrightDiritti digitaliGünther OettingerCommissione UEInternetTwitterFacebookParlamento europeoIntelligenza artificiale
 

 
Print this page
Print this page
Send this page
Send this page


 All Tlaxcala pages are protected under Copyleft.