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 18/08/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EUROPE 
EUROPE / Politiche del Portogallo : propaganda a pieno regime!
Date of publication at Tlaxcala: 11/10/2015
Original: Législatives au Portugal : l’intox à plein régime !
Translations available: Español 

Politiche del Portogallo : propaganda a pieno regime!

Pedro da Nóbrega

Translated by  Francesco Giannatiempo  -  Alba Canelli

 

Che cosa potrà pensare un Candido (*) scarsamente informato sulla situazione politica portoghese delle dichiarazioni diffuse dall’oligarchia mediatica europea e dei suoi grandi titoli sui risultati delle ultime elezioni politiche in Portogallo? Cominciamo con un breve florilegio:

Il presidente della Commissione Europea - Jean-Claude Juncker – peraltro esperto di evasione fiscale, si è felicitato con Pedro Passos Coelho “per la vittoria della coalizione portata avanti dal partito del primo ministro ”. E il portavoce della Commissione Europea ha rilanciato:

“I risultati di questo scrutinio confermano l’auspicio della maggioranza dei portoghesi di voler proseguire il cammino delle riforme ” (tradotto : il proseguimento della politica d’auterità).
 
L’inenarrabile ministro tedesco delle Finanze - Wolfgang Schäuble – afferma di vedere dei "segnali incoraggianti" nell’esito delle urne.
 
I grandi media dell’Eurocrazia non sono stati da meno :
 
Il Financial Times sottolinea il fatto che un primo ministro che ha messo in atto un programma di austerità, per la prima volta abbia vinto delle elezioni politiche nazionali.
 
El País illustra lo stesso ritornello: "Il Portogallo da il proprio avallo alla politica d’austerità", nient’altro che questo. Le Monde come le Figaro scelgono di mettere in evidenza “la stabilità al potere della coalizione di destra.
The Guardian sostiene l’idea che lo scrutinio dello scorso 4 ottobre ha rappresentato una delle diverse prove sottoposte agli elettori europei circa la loro disponibilità a sostenere le politiche d’austerità che mirano a « risanare » le finanze pubbliche.
 
I tre grandi titoli della stampa portoghese si inseriscono sullo stesso tono, dal Jornal de  Noticias con  “Fiducia nella coalizione ” al Diário de Noticias  con “Passos vince”.
 


Stessi discorsi oltre-Atlantico

Le grandi reti televisive portoghesi, dopo aver annunciato nell’apertura dell’edizione serale il 45% alla destra e vicino alla maggioranza assoluta, sono rimasti su questo tono di grande vittoria e di euforia a destra, nonostante e malgrado l’evoluzione dei risultati. 

Davanti ad un tale coro di lodi e di felicitazioni, il nostro Candido ne dedurrà che il primo ministro portoghese abbia dunque conseguito durante scadenza elettorale un « trionfo alla romana » sotto forma di plebiscito, schiacciando la concorrenza!

 

Clicca sull'immagine per vedere la mappa interattiva

Pertanto, l’esatta analisi dei risultati mostra precisamente il contrario:

Se la coalizione di destra arriva in testa alle votazioni vi riesce grazie a un artificio facile da smontare. Prevedendo l’annunciata disapprovazione, ha scelto di presentarsi agli elettori con una lista unica; mentre, durante le elezioni del 2011, le due formazioni di destra avevano optato per due candidature separate.

In realtà, questa perde più di 720 000 voti e già 24 deputati su un totale di 230, in attesa dei risultati delle circoscrizioni all’estero dove deteneva 3 mandati su 4.  Passa dal 50,37 % al 38,55 %, non riuscendo a raggiungere nemmeno il precedente livello alle elezioni del 2009 - 39,53 % - che avevano tuttavia dato la vittoria al PS. 

Perde di colpo la maggioranza assoluta e si ritrova in minoranza tanto di voti come di deputati, dato che i tre partiti di sinistra ottengono almeno 121 seggi e il 50,9 % dei voti nell’attesa dei risultati delle circoscrizioni estere. D’altra parte, la destra è la sola a perdere voti e mandati, visto che il PS guadagna 11 deputati, come altrettanti il “Blocco di sinistra ” (BE) – partito anti-austerità che siede nel gruppo GUE/NGL con Syriza  al Parlamento europeo - ritrovando i propri voti del 2009, fino ad allora il loro miglior esito, e la CDU (Coalizione Democratica Unitaria - raggruppamento di ecologisti e comunisti) che guadagna un seggio riuscendo a rieleggere tutti i propri uscenti, specialmente quelli conquistati nel 2011.

Passos Coelho da cow-boy, murales dell'artista Nomen, 2012-2013

Passos e il suo ministro degli esteri, Portas, come marionette di Merkel. Didascalia: "Quanto durerà questo circo? Il nostro debito è in aumento! " Nomen 2012-2013

Come si può osare parlare di vittoria della destra di fronte a tali risultati e addirittura di avvallo dato all'austerità quando queste tre formazioni hanno incentrato tutta la loro campagna sulla lotta all'austerità e alla necessità di rompere con queste politiche ?
 
Dopo il colpo di stato finanziario in Grecia, l'Unione europea rivela una nuova arma nel suo arsenale "democratico": la rapina politico-mediatica!
 
Ma con le elezioni spagnole che si prospettano, è di vitale importanza circoscrivere il pericolo rapidamente.
 
Peraltro il Financial Times non si è lasciato ingannare, come hanno fatto altri media dopo l'euforia della notte delle elezioni, avvertendo che solo un accordo con il PS può rendere un governo praticabile. Una soluzione alla tedesca, molto in voga nei circoli degli eurocrati, dove la Merkel in minoranza governa grazie alla complicità del SPD. Ma una soluzione oggi molto complicata da mantenere politicamente per il PS portoghese perché è già stato provato in altra forma, dopo le elezioni del 2009 in Portogallo, quando il PS di Socrate vinse le elezioni, senza avere la maggioranza, e poté solo imporre l'attuazione delle politiche di austerità e aprire la porta alla Troika con il tacito consenso di una parte della destra. Nel ritirare il suo sostegno, la destra, a sua volta, ha provocato le elezioni anticipate nel 2011. Si tratta di una soluzione che l'attuale leader del PS, Costa, ha denunciato durante la campagna elettorale e da cui ha preso le distanze in modo molto chiaro.
 
Tuttavia, con questi risultati, tutte le buone coscienze del social-liberismo, portoghese ed europeo, hanno continuato a fare appello al "senso di responsabilità" dei leader del PS portoghese per raggiungere un accordo con la destra, piuttosto che lanciarsi nella "folle avventura" che sarebbe un accordo politico con le altre formazioni di sinistra. Tenendo presente l'esempio greco.

http://tlaxcala-int.org/upload/gal_11761.jpg
Locandina elettorale del PS: "Sono disoccupata dal 2012, per il governo non esisto, più di 220.000 persone sono nella stessa situazione Non giocate con le cifre, rispettate le persone Antonio Costa, alternativa di fiducia ..."(sic)

Ma Costa sa che questo ha portato il PS a un disastro politico, e una delle lezioni di queste elezioni è che si sta pagando il prezzo degli errori delle passate responsabilità di Socrate nell'iniziare politiche di austerità. La credibilità del PS nell'incarnare una rottura con le politiche di austerità ha ricevuto una seria battuta d'arresto, nonostante le dichiarazioni del suo leader. Questo spiega anche la forte crescita del Blocco di sinistra (BE), gli elettori socialisti delusi o diffidenti sono più propensi a votare BE che PCP, a causa di una controversia storica tra comunisti e socialisti risalente alla Rivoluzione dei Garofani.
 
Mentre la CDU ha mantenuto le sue posizioni e ha aumentato voti e deputati guadagnando un seggio a Porto, rimane ancora sotto le sue legittime aspirazioni.
 
Un altro dato abbastanza inquietante è il nuovo record di astensione nelle parlamentari - 43.07%, a cui va aggiunto il 3,7% di schede bianche e nulle. Cosa che traduce molto eloquentemente la diffidenza di troppi portoghesi sulla capacità dei rappresentanti politici di cambiare il corso di una situazione sociale disastrosa.
 
Il PS è quindi a un bivio e Jerónimo de Sousa, il Segretario Generale del PCP non si sbaglia nel dire che che la palla è nel campo del PS e che solo la sua volontà potrebbe evitare la formazione di un governo. Il BE dice la stessa cosa, ma il Presidente di destra, della Repubblica, che in Portogallo non ha potere esecutivo, ha iniziato a manovrare chiamando il leader della destra a raggiungere una "soluzione di governo stabile", in altre parole per cercare un accordo con il PS. João Oliveira, presidente del gruppo parlamentare del PCP nell'Assemblea ha detto che il PS "dovrebbe formare un governo di sinistra", ribadendo la disponibilità della CDU a"costruire una politica alternativa".
 
Sta quindi al PS fare la scelta di sinistra, con un progetto politico di rottura con le politiche di austerità, assumendo allo stesso tempo la diversità di punti di vista a sinistra, in particolare su questioni europee, oppure ricadere nel solco del blocco centrista  con tutto il danno sociale, economico e politico che questa situazione di stallo ha portato irrimediabilmente.
 
La maggior parte del popolo portoghese si è chiaramente espressa contro il mantenimento delle politiche di austerità.
 
Faranno ancora dire alle urne il contrario di quello che hanno detto senza mezzi termini?
 
Ma l'esempio greco ci ha già dimostrato che la democrazia all'interno dell'Unione europea si applica solo se si piega alle esigenze del capitale finanziario.

 

"Mangiano tutto e non lasciano nulla", murales di Nomen, Loures 2014

N.d.T.
(*)˝Candide ou l’optimisme˝ di Voltaire del 1759. Scritto filosofico dopo il terremoto di Lisbona (1755) da cui il filosofo francese prese le mosse per stigmatizzare la visione della vita « nel migliore dei mondi possibili » teorizzata da Leibniz (fonte Wikipedia) ; riferimento doppiamente circolare al Candido, e all’ottimismo propagandato, come al terremoto politico, ampiamente prevedibile delle elezioni portoghesi.





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=16152
Publication date of original article: 06/10/2015
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=16178

 

Tags: PortogalloElezioni portoghesi 2015GreciaTroikaAusteritàAngela MerkelMediaPropagandaAusteritàWolfgang SchäubleJean-Claude JunckerCommissione EuropeaPedro Passos CoelhoUnione EuropeaDemocrazia
 

 
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