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 14/11/2019 Tlaxcala, the international network of translators for linguistic diversity Tlaxcala's Manifesto  
English  
 EDITORIALS & OP-EDS 
EDITORIALS & OP-EDS / Cancelliamo il nome dell'Europa dalle nostre menti e dai nostri cuori
Date of publication at Tlaxcala: 25/07/2015
Original: Let’s cancel the name of Europe in our minds and in our hearts
Translations available: Français 

Cancelliamo il nome dell'Europa dalle nostre menti e dai nostri cuori

Franco Bifo Berardi

Translated by  Alba Canelli

 

Una settimana amara

Domenica 5 luglio, la vittoria dell' OXI ci ha dato l'illusione che la rottura della catena finanziaria fosse possibile. Una settimana dopo, si scopre che la catena è più draconiana che mai. La settimana di umiliazione per i greci è stata una settimana di umiliazione della decenza e della democrazia in tutta Europa.

Per la terza volta nel giro di un secolo, la Germania ha distrutto l'Europa.
 

Jup, Romania

Ma dobbiamo imparare dall'esperienza di questa settimana amara. La prima lezione è questa: coloro che credono nell'unità dell'Europa sono perdenti. Coloro che disprezzano l'idea di Europa sono vincitori. I greci hanno accettato la miseria e l'umiliazione perché credono nell'Europa. I tedeschi non hanno mai accettato la solidarietà europea; sono sempre stati convinti che la gentaglia pigra del sud viene dopo i loro soldi. Il loro rifiuto di accettare la responsabilità per i migranti che provengono dal Mediterraneo, il loro rifiuto di pagare un risarcimento di guerra alla Grecia, e la violenza contro il governo Tsipras sono la prova del loro rifiuto assoluto della solidarietà europea. È per questo che sono vincenti.
 
Noi dobbiamo imparare una lezione: cancellare il nome dell'Europa dalle nostre menti e dai nostri cuori.
 
La seconda lezione che dobbiamo trarre è che la sinistra politica è morta. La sconfitta di Syriza è l'ennesima prova dell'impossibilità di lottare contro il capitalismo finanziario in modo democratico. Il percorso di elezioni democratiche è stato bloccato da atti di terrorismo tedesco. Gli spagnoli, italiani e portoghesi ora sanno che il voto a sinistra è pericoloso perché li espone alle rappresaglie violente dei Finazisti.

In Italia come in Francia, l'unica alternativa a questa forma di oppressione coloniale è il nazionalismo finanziario: la Lega Nord, il Fronte Nazionale e UKIP sono le uniche forze che hanno una certa credibilità contro i Finazisti.
 
Ora possiamo vedere in modo chiaro che l'Unione europea comporta allo stesso tempo il depotenziamento del movimento sindacale e operaio e l'imposizione coloniale della predazione finanziaria.
 
So molto bene che l'odio per i colonialisti favorisce il nazionalismo nei paesi colonizzati. Questo è sempre stato il limite dei movimenti anticoloniali: il pericolo di essere intrappolati in una identità nazionale, e l'incapacità di vedere che il capitalismo è la vera fonte di oppressione coloniale. Tuttavia, non possiamo rifiutare di vedere che il nazionalismo economico tedesco è la forza oppressiva che impoverisce i paesi colonizzati d'Europa.
 
Il nazionalismo tedesco non è come altri nazionalismi. Si basa sulla insensibilità verso la sofferenza altrui, e sul primato assoluto dell' esercizio automatizzato del potere. Lo sterminio di tutto ciò che è disfunzionale è la caratteristica essenziale della sua storia culturale.
 
Cerchiamo di non vedere la semplice evidenza, e diciamo a noi stessi: Schäuble e Merkel mica stanno amazzando la gente. Questo è vero, ma non abbiamo visto l'ultimo atto della tragedia e comunque, non dimenticate che i suicidi in Grecia sono alle stelle e che il massacro iugoslavo degli anni '90 è stato prima di tutto l'effetto di una provocazione tedesca. Non mandano più le SS. Mandano soldi e alcuni Ustascia locali (Alba Dorata?) faranno il lavoro.
 
Il futuro dell'Europa è buio. Cosa possiamo fare?
 
Come commento alla sconfitta di Syriza, ho visto in un magnifico web-magazine chiamato Euronomade, il titolo: “We will continue to fight…” ("Continueremo a combattere"). Purtroppo, queste parole suonano patetiche. Che cosa significa amici euronomadi? Qual è il senso della parola: "continuare"? Siamo stati incapaci di combattere.
 
Cosa abbiamo fatto durante il martirio greco? Abbiamo occupato ambasciate tedesche? Abbiamo distrutto negozi BMW? Abbiamo organizzato scioperi di massa?
 
Non ho visto nessuna battaglia di strada in Italia o in Francia. La cosa più triste per l'amara settimana dell'umiliazione è stato il silenzio nelle città d'Europa: impotenza e depressione. Perché dovremmo negare questa semplice verità? Credo che faremmo meglio ad accettare la lezione di umiliazione; dovremmo cominciare da questa lezione e costruire su di essa.
 
In primo luogo, il movimento sociale deve considerarsi un ospedale militare (come Francesco disse della Chiesa): la creazione di spazi per la guarigione, la cura e la solidarietà con gli umiliati.
 
In secondo luogo, dobbiamo lanciare la potente offensiva dei diseredati: insolvenza, ritiro, abbandono della scena politica, e il disfattismo sulla scia della guerra che sta già emergendo in ogni nicchia del mondo.
 
E durante il ritiro, durante la devastazione che la guerra sta portando su, dobbiamo preparare le condizioni per l'indomani comunista.
 
Uscire dall'Europa è impossibile, come abbiamo visto, perché l'Europa è una prigione ben custodita. L'unica via d'uscita dalla trappola europea è uscire dal capitalismo.

PS: Quella che segue è è la risposta che ho mandato agli organizzatori del Festival Poetische Quelle che si tiene a Berlino tra il 30 agosto e il 4 settembre per comunicare che sono costretto a sospendere la mia partecipazione a iniziative culturali che si tengano sul territorio del loro paese, a causa delle politiche colonialiste e austeritarie che il governo tedesco e il sistema finanziario stanno imponendo a tutti i paesi europei.

Caro Michael, grazie per il tuo messaggio

Comprendo il tuo ragionamento e so bene che in Germania come in ogni altro paese del mondo la gente non può essere considerata responsabile degli atti e delle decisioni dei governi.

Inoltre so che tu, i tuoi colleghi e il pubblico che parteciperà al Festival siete colpiti e indignati per la violenza del governo tedesco e del sistema finanziaria che stanno spingendo il popolo greco (e non solo) verso un abisso di umiliazione, miseria e presto probabilmente di guerra civile.

Vi prego di credere che parlo con voi come amico, e sono profondamente dispiaciuto di non poter essere con voi nei giorni del Poetische Quelle Festival. Dal momento che mi dici che credi nella forza delle parole ti prego di accettare le parole che seguono, come contributo al Festival.

Io non identifico il popolo tedesco con il passato regime nazista, lungi da me una simile intenzione. Non credo neppure nell’esistenza del popolo. Credo nelle singolarità, nelle classi sociali che si battono per i loro interessi e nelle temporanea aggregazioni di gente che condivide le stesse aspettative e gli stessi desideri.

Tuttavia so anche questo: una maggioranza schiacciante delle persone che incontrerei nelle strade tedesche di una città tedesca sostengono le misure di austerità che hanno distrutto la vita di milioni di persone e che stanno distruggendo la solidarietà europea.

Molte volte sono stato a Berlino negli ultimi anni, e ho avuto la possibilità di parlare con molti amici che come te vogliono vivere in pace e creare reti di solidarietà e scambio culturale tra uguali. Ma in questo momento, nel momento in cui i miei amici greci sono umiliati e impoveriti, mentre l’Europa è trasformata in un protettorato coloniale della Deutsch Bank, considererei ipocrita venire a chiacchierare educatamente in uno spazio pubblico dello stato colonizzatore.

Scrivo queste parole dalla Grecia, un paese che nel passato lontano fu distrutto dal terrore di guerra tedesco e ora è distrutto dal terrore finanziario tedesco.

Penso che il mio dovere intellettuale sia oggi trasmettere il senso di disgusto diffuso che il terrore finanziario della Germania sta provocando nel cuore di milioni di persone.

Io non diserto il Festival: questo messaggio parla per me.

Finora non abbiamo sentito forte e chiara la protesta degli intellettuali tedeschi contro l’infamia dei loro leader anti-europei.

Chiedo che le mie parole possano aiutare le persone per bene nel tuo paese a fermare questa infamia, prima che sia troppo tardi.

franco berardi bifo
https://www.facebook.com/franberardi?fref=nf&pnref=story





Courtesy of Tlaxcala
Source: http://www.versobooks.com/blogs/2129-bifo-let-s-cancel-the-name-of-europe-in-our-minds-and-in-our-hearts
Publication date of original article: 17/07/2015
URL of this page : http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=15388

 

Tags: GreciaGermania4° ReichEuropaCapitalismoComunismo
 

 
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